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Noi non vogliamo foraggiare gli scafisti.

Il Consiglio europeo straordinario che si è tenuto a Bruxelles il 23 aprile 2017 ha deciso d’intervenire con un’azione militare per individuare e distruggere le imbarcazioni usate dai trafficanti di esseri umani, prima che partano dalla Libia.


La proposta dovrà essere sottoposta al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Inoltre i leader europei hanno deciso di combattere attraverso l’azione congiunta delle diverse polizie europee le organizzazioni di trafficanti di esseri umani.
Tuttavia organizzazioni non governative, inchieste giornalistiche e diverse associazioni hanno dimostrato che gli scafisti spesso non sono trafficanti (anche se commettono il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina), ma migranti a cui viene offerto di fare il viaggio nel Mediterraneo gratuitamente, in cambio della guida di un’imbarcazione. In alcuni casi gli scafisti sono minori.
In un’intervista di Redattore Sociale, don Mussie Zerai, presidente dell’agenzia Habeshia, ha spiegato: “Da quando è stato istituito il reato di favoreggiamento all’immigrazione abbiamo visto dei cambiamenti: non arrivano più i veri scafisti”.
Nell’intervista il prete eritreo, punto di riferimento per i profughi in fuga dal suo paese, spiega che i trafficanti reclutano i migranti che hanno un minimo di esperienza in mare e gli offrono di fare il viaggio pagando poco o nulla.
“I veri scafisti e trafficanti non vogliono rischiare più – spiega Zerai - e mandano dei disperati. Spesso nigeriani, eritrei, etiopi o somali”. A volte i trafficanti accompagnano i migranti in acque internazionali e il passaggio al timone avviene direttamente in alto mare, racconta Zerai. “Arrivano fino a un certo punto del Mediterraneo e poi dalle navi madre i migranti vengono trasbordati in barche più piccole o gommoni e mandati incontro alla morte o, se sono fortunati, ai soccorsi. I veri scafisti restano sulle navi madre”.
Questo fenomeno è stata confermato anche da un’inchiesta del Guardian che ha dimostrato che sempre più spesso i trafficanti affidano il timone delle imbarcazioni a minori, ragazzi adolescenti, soprattutto egiziani che provengono da paesi di pescatori e conoscono il mare. “Sempre più spesso in Egitto e in Libia i trafficanti usano ragazzini per condurre le imbarcazioni dei migranti verso l’Italia. Nel 2014 diciotto minori sono stati arrestati a Catania, in Sicilia, accusati di traffico di esseri umani”.
Secondo un rapporto del 2010 dell’agenzia delle Nazioni Unite sulle droghe e sulla criminalità (Unodc), in Libia erano attive almeno cinque organizzazioni di trafficanti che godono della complicità della polizia e delle milizie locali. I trafficanti di esseri umani sono ex agenti dei servizi segreti del regime, uomini d’affari, trafficanti di droga o affiliati a gruppi terroristici che possiedono proprietà immobiliari, dove tengono rinchiusi i migranti in attesa di venire imbarcati verso l’Europa.

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