trafficate e quella che facevamo un po’ tutti noi, era pure sterrata ed aveva dei fossi ai lati alberati. Proprio per questo poco traffico, per noi era sempre un momento per sfogare un po’ della fatica di restare fermi dietro ai banchi durante ka mattinata, ci rincorrevamo, ci prendevamo reciprocamente in giro, ci raccontavamo l’uno all’altro. Non ricordo perché ed a quale battuta Daniele reagì così, ma mi ricordo bene l’effetto della sua reazione, Forse l’avevo insultato perché era cicciottello, o forse ( e sarebbe quello che mi spiacerebbe maggiormente ) solo perché era Ebreo, cosa all’epoca degna di nota. Il fatto fu che mi scaricò un violento calcio sui testicoli che, pure se avevamo solo 8 anni, mi provocò un dolore da farmi perdere i sensi.

Mi ripresi da terra con tutti i compagni attorno, compreso Daniele, preoccupato per le conseguenze del suo gesto. L’episodio, ovviamente, arrivò nelle reciproche famiglie ed io da una parte e Daniela dall’altra, venimmo sgridati, io per l’insulto, lui per la reazione, ma la cosa non finì affatto così, I due Padri si telefonarono per mettersi d’accordo per una punizione esemplare che servisse anche come momento educativo per cui presero appuntamento con la Signora Maestra per un incontro in classe con tutti i ragazzi presenti. E così fu, il giorno seguente, sia io che Daniele fummo accompagnati a scuola dai nostri rispettivi Genitori che ci imposero, davanti all’Autorità costituita dell’insegnante, di chiederci reciprocamente scusa e ci fecero abbracciare in segno di riappacificazione. Terminata questa “cerimonia”, io e Daniele divenimmo ( per volere degli adulti) compagni di banco ed i due papà presero la strada di casa o del lavoro. La questione finì realmente con quell’incontro definitivamente di chiarimento.

Oggi non si farebbe: pochi giorni fa un genitore si è recato a scuola a litigare con la maestra perché, non riconoscendo l’autorità femminile su uin bambino maschio, non intendeva permettere l’ingerenza ….

Leggo oggi:

Alessandria, prof legata alla cattedra e presa a calci

28-mar-2018 - https://www.quotidiano.net/cronaca/alessandria-prof-legata-1.3816161

Alessandria, 28 marzo 2018 - L'hanno immobilizzata alla sedia, legandola col nastro adesivo. Poi l'hanno presa a calci e intanto la insultavano e prendevano in giro, mentre qualcuno filmava tutto con lo smartphone e postava su Instagram e il video con le botte e i dileggi girava sulle chat di vari gruppi whatsapp.

E' la scena di un film stile Arancia meccanica? Una rapina in villa con malviventi particolarmente crudeli? Oppure l'inizio di uno stupro? Nulla di tutto questo: teatro della terribile violenza è una classe di prima superiore. La vittima è un'insegnante con qualche problema fisico, gli aguzzini un gruppo di alunni sui 14 anni. Alla fine un altro ragazzo più grande è intervenuto e ha liberato la prof.

Una storia incredibile, che oltretutto non si è venuta a sapere dalle forze dell'ordine perché non c'è traccia di denuncia, mentre nulla sapeva l'Ufficio Scolastico provinciale di Alessandria e Asti, competete sul territorio. L'insegnante vittima sarà terrorizzata, non ha voluto ingigantire la cosa esponendosi ancora di più.

A scoprire l'inqualificabile episodio - accaduto un mese fa e finora passato sotto silenzio - è La Stampa, edizione di Alessandria. Dei video pubblicati online non c'è più traccia: i baby-torturatori li hanno rimossi quasi subito dopo la pubblicazione, forse rendendosi conto di averla fatta grossa e che il caso avrebbe potuto esplodere nell'opinione pubblica.

 

Alla fine il consiglio di classe, venuto a sapere della vicenda, li ha puniti, se così si può dire: sospensione dell'intera classe per un mese, ma con obbligo di frequenza e l'aggiunta di 'lavori socialmente utili' . Ovvero durante l'intervallo dovranno svuotare i cestini.

Un po' poco, commentano alcuni insegnanti che definiscono la punizione "per nulla esemplare" e chiedono 'pene' più severe.

LA DIFESA DEI GENITORI - E come sempre più spesso accade, i genitori dei ragazzi coinvolti minimizzano le colpe dei loro 'bambini'. In un comunicato diffuso in tarda serata, scrivono che sì, la professoressa sarebbe stata derisa e offesa, ma non legata. E proseguono:  "Vittima questa volta sono i ragazzi, che si sono visti descrivere come delinquenti, sono stati demonizzati ingiustamente. È vero che hanno mancato di rispetto a un'insegnante che per altro ha delle difficoltà fisiche, deridendola e non dando ascolto alle sue richieste, è vero che è intervenuto un ragazzo più grande a riportare ordine, ma è assolutamente falso e infamante che l'insegnante sia stata legata su una sedia, che sia stata presa a calci e pugni la sedia stessa. Come è assolutamente falso che filmati dell'accaduto siano stati postati sui social".

IL PRESIDE - Anche il preside nega che i ragazzi abbiano legato l'insegnante, ma ammette che la donna - una supplente disabile - sia stata derisa e che qualche allievo ha registrato un video della scena, cancellandolo dopo. "Quel giorno era da sola, anche se normalmente era affiancata, per mia decisione, da un'altra insegnante - racconta il preside - Particolarmente timida e un po’ impacciata, ha chiesto ad alcuni ragazzi di scrivere alcune frasi alla lavagna. Ne hanno un po' approfittato. C'è stata qualche risata di troppo e qualcuno le ha messo dello scotch nella borsetta dell'insegnante. Nessun l'ha legata e, tanto meno, presa a calci. Qualcuno poi ha ripreso con il cellulare mettendo in rete le immagini, le stesse poi tolte dai social".

Il giorno dopo - racconta ancora - i ragazzi e la docente sono stati convocati. "L'insegnante mi ha detto di averli perdonati, mostrando un atteggiamento quasi protettivo nei loro

 

Mi vengono i brividi nel pensare come dei ragazzini possano comportarsi in un modo tanto incivile, in qualunque maniera siano andate le cose, e che siano stati "richiamati" con una "sospensione con obbligo di frequenza" permettendo anche che in un modo o nell' altro, si cerchi pure di dare una giustificazione persino adducendo una  "diversamente abile", di qualsiasi carenza fisica si possa trattare.

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