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Valentino Pagnin

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La dottoressa arrogante

20 Gennaio 2018

Vorrei fare una denuncia, ma non sono certa di potermi esprimere: gli ammalati da sempre hanno un senso di rispetto anche eccessivo per la figura dei Medici.

Credo che conosciate già la mia condizione di malata di cancro al seno

Faccio la premessa:

Avevo cambiato ospedale all'inizio del mio percorso perché avevo come interlocutrice una oncologa che si rifiutava di farmi fare la chemioterapia perché prendeva in considerazione il Ki67 (l'indice del Ki67 (la frazione di cellule tumorali positive all'antigene espressa in percentuale), è spesso correlato con il decorso clinico della malattia neoplastica. Esso viene determinato mediante l'utilizzo di anticorpi monoclonali.) del agoaspirato che mi era stato fatto prima della mastectomia invece che basarsi sul Ki67 dell' istologico.

E questo perché l'agoaspirato era stato fatto dai "suoi ragazzi", come diceva lei, cioè all'interno della struttura, mentre l'istologico era stato fatto da un altro laboratorio e i risultati non coincidevano.

Faccio questa premessa soltanto per lasciare chiaro il quanto ci tengo a fare tutto giusto, a seguire esattamente i protocolli ed a tenermi informata sulla mia progressione di malata.

Bene. Premessa fatta andiamo alla denuncia che non sporgerò.+

Vorrei però chiedere a chi ha avuto modo di conoscerla, cosa pensa della Dottoressa Cristina Falci dello I.O.V. di Padova

Di fatto, nel orso della terapia chemio, avevo chiesto all'Oncologo che mi segue, se potevo avere una pausa trovandomi in una condizione di assoluta spossatezza fisica e psicologica. Lui mi rispose di sospendere ma non per una lunga parentesi e comunque di farmi somministrare delle flebo di soluzione fisiologica per l'idratazione che non doveva venire meno.

La Dottoressa Cristina, alla mia richiesta, mi ha negato una flebo ricostituente e di fisiologica oggi.

Mi disse pure che se avessi "saltato" arei perso il mio turno e che la settimana prossima non c'era neanche una poltrona disponibile per fare la chemioterapia, ed alla fine mi ha fissato la ripresa della chemio a febbraio invece che fra 4 giorni come aveva chiesto l'Oncologo. 

Il motivo? Si è incazzata, trattandomi male e mi facendo sentire una m* soltanto perché ho detto che sto malissimo, che sono stata una settimana a letto per gli effetti collaterali del Taxolo e perché a causa di questo l'ho chiesto di non fare la chemio oggi per poter riprendermi un po' questo weekend.

Oltre ad avermi negato il diritto di fare una idratazione per farmi sentirmi Meglio (ho la nausea, vomito in continuazione, sono debolissima e ho anche la diarrea) e avermi negato il diritto di fare la chemio settimana prossima , mi ha anche minacciato con informazioni sbagliate, mettendomi in ansia e mettendo in crisi con il mio compagno.

Una volta lasciato lo studio il mio compagno cominciò a dirmene di tutti i colori, incazzato nero con me.

In poche parole, la "dottoressa Francesca" mi aveva detto che prendendo una pausa di qualche giorno, avrei annullato l'efficacia dell'intero ciclo di chemioterapia e di tutte le sedute che avevo già fatto. Ma corrispondeva al vero o era pura e gratuita intimidazione ? 

Ho lasciato il suo studio col mio compagno che mi urlava: "Vedi, stupida? Hai buttato tutto quello che hai già fatto! Sei una scema! "Abbiamo" sofferto tutti gli effetti delle chemio per niente!..."

Stavo per piangere quando, per la grazia di Dio, ho trovato per caso nei corridoi dello I.O.V. l'Oncologo che mi ha seguita da quando ho iniziato la chemio.

Lui si è fermato a chiedere come stavo e quando ho detto che stavo andando a casa perché la dottoressa non mi faceva fare l'idratazione si è scusato.

Io e questo oncologo eravamo già d'accordo che non facevo la chemio oggi perché mi aveva chiamato mercoledì, e siccome stavo molto male mi aveva proposto proprio lui di prendere tre o quattro giorni di pausa o di ridurre il dosaggio chemioterapico.

Avevo risposto che non mi andava di ridurre il dosaggio ma che tre giorni di pausa li avrei presi volentieri.

Allora, sempre l'Oncologo,  mi aveva orientato:

"Non ci sarò io venerdì, ma spieghi alla dottoressa che lei ha parlato con me e che farà l'idratazione invece della chemio  e chieda alla dottoressa di fissare la prossima chemio per lunedì o martedì."

Quando ho detto che la dottoressa aveva fissato la chemio, ma  per i primi di febbraio invece che fra 4 giorni perché non c'erano posti, è rimasto sconvolto.

Mi ha chiesto di aspettare un attimo perché li sembrava un po' "strano" che non ci fossi posto.

È entrato in un ufficio e cinque minuti dopo è uscito con un documento che prenotava la poltrona per martedì prossimo, quindi tra 4 giorni come d'accordo.

Ma allora, il posto c'era ma mancava la volontà, oppure la Dottoressa Cristina mi aveva mentito deliberatamente ? 

Poi l'ho chiesto se era vero che questi quattro giorni di pausa annullavano l'efficacia della chemioterapia in toto, e lui mi ha detto di no, imbarazzato e chiedendo scusa per l'atteggiamento della collega, che già altre volte aveva avuto un atteggiamento simili, irritanti e poco collaborativi. 

Ma io mi chiedo: con tutto lo stress che già dobbiamo subire nell' affrontare un tumore... dobbiamo proprio dover affrontare anche medici così?

Privi di un minimo segno di empatia... antipatici, arroganti, bugiardi e maleducati...

ma come lasciano che sta ippopotamo stia li?

Ora io dico QUI cosa è successo, perché la volta scorsa avevo raccontato soltanto nel mio fb e non avevo detto il suo nome.

Poi però ho scoperto che non sono stata l'unica a essere trattata così!

Vorrei tanto denunciarla anche da qualche altra parte perché mi sento così di m*rda... ma non credo ci sia altro da fare.

A meno che non si possa essere in tante perché sappiamo tutte benissimo che il coltello dalla parte del manico ce lo hanno sempre loro e spesso ci costringono ad abbassare la testa in modo del tutto gratuito. Sarei grata per una possibile collaborazione in questa proposta finalizzata a tutelare gli ammalati da soprusi in reparto.

Grazie,

Rony Schroder