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19 novembre 2017 in Divorzio e Separazione 

Quali rimedi contro l’alienazione genitoriale?

È uno degli interrogativi chiave quando si affronta il grave problema dell’alienazione genitoriale.

Si parla tanto di alienazione genitoriale e alcuni punti fermi sono stati indicati dalla Cassazione.

Così, è ormai chiaro, che l’alienazione genitoriale non è una malattia o un disturbo psichico della persona, ma è una sindrome, un disturbo della relazione tra genitori e figli.

Altrettanto risaputo è che l’alienazione parentale consiste nell’interruzione del rapporto tra un genitore e il figlio, o nel divenire esso particolarmente difficoltoso; e ciò a causa del rifiuto che il figlio esprime a parole o con i comportamenti nei confronti di un genitore.

Quali sono, dunque, i rimedi contro l’alienazione genitoriale?

Ci sono ormai decine di articoli su internet che, partendo dalle prime teorizzazioni della PAS da parte di Gardner, si soffermano sul fenomeno, descrivendone le varie manifestazioni; non altrettanto però può dirsi per i rimedi.

Questo dipende dal fatto che fino ad oggi nessuno ha trovato una cura efficace contro l’alienazione parentale, ma è più corretto dire che la medicina è troppo amara perché chi dovrebbe somministrarla trovi il coraggio di prescriverla.

E la conferma di questa mancanza di coraggio o di volontà la si trova nelle sentenze, anche quelle più recenti in argomento.

Decisioni inefficaci contro l’alienazione genitoriale

Prendiamo, per esempio, l’ultima decisione sfornata dalla Cassazione.

Si tratta della sentenza n. 22744 del 28 settembre 2017.

Nel caso affrontato, l’alienazione genitoriale a carico dei figli di una coppia di coniugi separati era stata accertata mediante una consulenza tecnica: “ (…) sui ragazzi, e soprattutto sul figlio A., erano state riscontrate manifestazioni di allarme e diffusa percezione di pericolo nel rapporto col padre, pericolo di fatto inesistente, e una evidente labilità emotiva tale da rimandare a manifestazioni isteriche a tipo di sindrome di alterazione parentale (PAS); ciò a fronte di un rapporto di dipendenza e di attaccamento simbiotico dei figli alla madre; (…)”.

Ciò nonostante, erano stati disposti incontri protetti tra i minori e il padre.
In pratica, a causa del rifiuto verso il padre, il giudice aveva limitato quei rapporti, stabilendo che essi si svolgessero in un ambiente anonimo e sotto lo sguardo scrutatore di “educatori”.
Come dire, che di fronte ad un’influenza che ti colpisce nella stagione fredda, il medico ti prescrive di passare un’ora in terrazza la sera prima di coricarti!

Ma il bello è che questo incatenamento dei rapporti era stato confermato anche dalla Corte d’Appello.

Come si legge, infatti, nella decisione della Suprema Corte, la corte territoriale

“nella prospettiva di migliorare il rapporto tra i minori e il padre, concludeva nel senso di mantenere ferma la previsione di incontri protetti e monitorati nell’ambito del predetto regime”.

Mi convinco sempre di più che molti giudici (non tutti per fortuna) prendano le decisioni come se vivessero sull’Olimpo, come se fossero del tutto ignari di ciò che succede agli esseri umani nella vita reale.

Ma, dico, ci rendiamo conto che cosa significhi incontrare un genitore in ambiente protetto?

Neppure il dubbio che il fatto di dover incontrare il papà in un ufficio pubblico, alla presenza di estranei, e per un tempo del tutto limitato, avrebbe sortito l’effetto contrario a quello del riavvicinamento dei figli al padre?

Ma non è tutto, dato che la decisione di continuare gli incontri in ambiente protetto non è stata rimossa dalla Cassazione.

Il ricorso alla Suprema Corte, infatti, era stato proposto dalla madre (per intenderci, era lei il genitore alienante), non contenta dell’affidamento condiviso, la quale lamentava che occorreva decidere per l’affidamento esclusivo a lei, tenendo conto della volontà espressa dai figli e non della CTU che aveva teorizzato una PAS, deviando dalla scienza medica.

La Cassazione respingeva il ricorso della donna, osservando che la corte d’appello aveva deciso bene, non essendosi soffermata sulla PAS, ma avendo applicato i principi della bigenitorialità.

Resta da capire in cosa sarebbe consistita l’applicazione del principio di bigenitorialità in una decisione come questa!

Il caso che vi ho portato ci dà, dunque, la misura di quale e quanta ritrosia ci sia ancora oggi, da parte dei giudici, nel dire “pane al pane e vino al vino”.

Come teorizzava Gardner e come ritroviamo, ancora oggi, suggerito da molti autorevoli psicologi, i rimedi contro l’alienazione parentale – quando questa è conclamata o sta per deflagrare – dovrebbero passare attraverso l’allontanamento temporaneo del figlio dal genitore alienante; e ciò non per punire il genitore alienante, ma per favorire una presa di distanza del figlio dai messaggi e dai comportamenti condizionanti di detto genitore (si parla in merito di “stanza di compensazione”); salvo ripristinare i rapporti con l’alienante dopo che il percorso psicoterapeutico da intraprendere e il “disinquinamento ambientale” abbiano prodotto effetti benefici.

Purtroppo, questo approccio richiede decisioni coraggiose perché si tratta di rimedi forti, risoluti, che possono essere vissuti dall’altro come una punizione.

Da qui la ritrosia ad applicare questo rimedio.

Esistono rimedi preventivi contro l’alienazione genitoriale?

Tra i rimedi contro l’alienazione genitoriale non possiamo tralasciare quelli preventivi, che anzi dovrebbero/potrebbero costituire il vero rimedio.

L’intervento preventivo è rappresentato dalla mediazione che, peraltro, dovrebbe svolgersi tra i genitori fin dall’avvio dell’iter separativo, accompagnata da una sorta di formazione sulle buone regole da seguire nell’interesse dei figli.

E’ quanto suggerito nella Risoluzione del Consiglio d’Europa n. 2079 del 2015.

In realtà, questa Risoluzione è passata, fino ad oggi, sotto silenzio, e se ne torna a parlare ora sotto l’input dato da una recente decisione della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, la quale ha condannato lo Stato tedesco (qualche volta sbagliano anche loro!) per avere sospeso per ben tre anni i rapporti tra un minore e il padre.

La Risoluzione raccomanda agli Stati membri di introdurre la pratica Cochemer.

La Cochemer Praxis non è, in realtà, una pratica innovativa, dato che venne elaborata ed applicata negli anni Novanta nell’omonima città tedesca, da un giudice particolarmente attento e orientato a trovare soluzioni contro il fenomeno dell’alienazione genitoriale.

Questa pratica consisteva, detto in estrema sintesi, nell’indirizzare i genitori che si separavano ad una sorta di mediazione obbligatoria.

Tutti, giudice, avvocati, servizi sociali, erano parte attiva della Cochemer Praxis.

Gli avvocati dovevano impegnarsi a redigere atti difensivi a basso impatto, mentre si cercava una soluzione concordata.

Una volta raggiunto l’accordo, se uno dei genitori ostacolava la relazione del figlio con l’altro, l’affidamento passava a questo.

Vi dirò nel prossimo post cosa ne penso della pratica Cochemer. A presto.

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Immaginate una forma di Parmigiano-Reggiano, coi suoi quaranta chili di bontà, etto più etto meno. Poi immaginate la sua crosta lucida e dorata, punzonata dalle scritte e dai simboli che ne certificano l'autenticità.

Poi... ehi, ma che cos'è quella? Una placchetta con un immagine di un uomo grasso e sofferente. E una scritta che la didascalizza: «Il Parmigiano Reggiano nuoce gravemente alla salute». Oppure: «Il formaggio rende diabetici».

Praticamente un incubo.

Eppure potrebbe andare davvero a finire così.

L'Oms, l'organizzazione mondiale della sanità, ha messo nel mirino le malattie non trasmissibili ma assai omicide come il diabete, il cancro, l'infarto.

Una vera e propria guerra santa, anzi sana: del resto sono le maggiori cause di mortalità al mondo, solo il cancro in un anno si porta via quasi nove milioni di persone e sbianchetta oltre 200 milioni di anni di vita potenziali.

E le malattie cardiovascolari fanno pure di peggio, nemico pubblico numero uno. Wanted.

L'organizzazione dell'Onu ha deciso che entro il 2030 le morti per questi fattori dovranno diminuire di almeno un terzo.

E tutti facciamo il tifo, ci mancherebbe.

Morire meno piace a tutti. La data fatidica è il prossimo 27 settembre 2018, quando all'Onu si discuterà di malattie non trasmissibili e si metterà ai voti una risoluzione che potrebbe prevedere elevate imposte e dissuasori di acquisto come i terrorizzanti avvisi tipo Marlboro sui cibi accusati di favorirle.

Però. Però nella black list dell'Oms, oltre a tanto junk food, rischiano di finire anche alcuni dei gioielli del made in Italy agroalimentare come il Parmigiano Reggiano, bocciato per una presenza di sale leggermente superiore alla quantità consigliata.

E come il Prosciutto di Parma, l'olio extravergine d'oliva, la pasta, la pizza. Alcune hit della dieta mediterranea così amata in tutto il mondo come elisir di lunga vita che vengono demonizzate da un giorno all'altro perché non abbastanza magri. Parificati al catrame delle sigarette che ci bituma i polmoni.

Meglio il cibo e la dieta americana,  Hot dog al ketchup e maionese, con patatine fritte con oli buoni per i diesel.

E la tanto decantata dieta mediterranea, patrimonio UNESCO dell'umanità, dove andrò a finire ?

Meglio i prodotti dell'industria delle multinazionali ... I formaggi fatti con latte in polvere e la mitica coca cola.

E se noi coinciassimo - tutti - a non andare più nel Mc Donalds italiani ?

Mi pare più che evidente che il problema non è il cancro ma la motivazione economica che ci sta dietro.

Si, perché è pagandolo negli states con un rincaro del 20 o 25%, non è più cancerogeno perchè se lo potrà permettere chi potrà permettersi anche di curarsi.... Ma non è che qualcuno vuole mettere zizzania in Europa o magari dare una lezione a chi si è presentato arrogante all'insegna del cambiamento decidendo unilateralmente di modificare situazioni di difficile equilibrio ?

Certo che chi l'ha pensata è un genio.

Una battaglia vinta in partenza, secondo me. augyri a tutti gli Italiani.

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Povera Italia, come siamo diventati cinici. Ma ve il monologo di Giorgio Gaber "Sogno in due tempi"? Badate è del 1995, 23

Merita di essere riascoltato.

 

Magari violo la legge sul copyrigt, ma lo pubblico ugualmente
 

Testo:

Non si capisce perché quasi sempre i sogni, proprio nel momento in cui,come specchi fedeli dell'anima, stanno per svelare al soggetto i suoi intendimenti nascosti, si interrompono.


Ero lì, in una specie di zattera... un naufragio, chi lo sa...

Insomma,sono lì su un relitto di un metro per un metro e mezzo circa, e,stranamente tranquillo in mezzo all'oceano, galleggio.

Cosa vorrà dire... Va be', vedremo poi.

A dir la verità avevo già sognato di essere su una zattera con una dozzina di donne stupende...nude.

Ma lì il significato mi sembra chiaro.

Ora sono qui da solo, ho il mio giusto spazio vitale, mi sono organizzato bene, il pesce non manca, ho una discreta riserva d'acqua, i servizi… è come averli in camera... ho anche un robusto bastone che mi serve da remo.

Non è un sogno angoscioso, ma cosa vorrà dire?

Fuga, ritiro, solitudine, probabilmente desiderio di sfuggire la vita esterna che ci preme daogni parte.

Si diventa filosofi, nei sogni.

Oddio, oddio cosa vedo?

Fine della filosofia.

No, non può essere una testa.

Forse una boa.

Non so per cosa fare il tifo.

La boa fa meno compagnia, ma è più rassicurante.

No, no... si muove, si muove.

Mi sembra di vedere gli spruzzi.

Non è possibile che sia un pesce.

È qualcosa che annaspa, sprofonda, riappare, lotta disperatamente con le onde.
(con enfasi decrescente)

È un uomo, è un uomo, è un uomo, è un uomo, è un uomo!

E ora che faccio.

La zattera è un monoposto, ne sono sicuro.

Per il pesce non ci sarebbe problema, ma la zattera in due non credo che tenga.

(al naufrago)

"Non tiene!"
Macché, non mi sente.

Sarà a cento metri.

Che faccio?

Ma come 'che faccio'...

Sono sempre stato per la fratellanza, per l'accoglienza,l'ospitalità.

Ho lottato tutta la vita per questi principi.

Sì, ma non mi ero mai trovato...

Ma quali principi?

Questa è la fine.

Qui in due non la scampiamo.

E lui avanza verso di me, fende le onde.

Sarà a settanta metri, cinquanta, trenta...

Madonna, come fende!

Quasi quasi gli preparo un dentice.

E se non gli piace il pesce?

Se gli piace solo la carne?... umana.

E no, calma, io devo pensare a me, alla mia sopravvivenza:

mors tua vita mea.

Oddio... non dovrò mica ucciderlo?

Ma che dico, sto delirando!

Lo devo salvare.

Poi in qualche modo ci arrangeremo, fraternamente, ci sentiremo vicini.

Per forza, non c'è spazio... stretti, uniti, corpo a corpo...

Guarda come nuota... è una bestia!

Ma io lo denuncio!

Ormai sarà dieci metri.

Mi fa dei gesti, mi saluta... mi sorride, lo schifoso.

Ma no,poveretto, cosa dico, per lui sono la salvezza, la vita, eh!

Che faccio? Che faccio?

Potrei prendere il bastone, potrei allungarglielo per aiutarlo a salire...

Potrei darglielo con violenza sulla testa.

Siamo al gran finale del dramma.

Il dubbio mi divora.

L'interrogativo morale mi corrode.

Devo decidere. L'uomo è a cinque metri, quattro, tre... prendo il bastone e...

 


E a questo punto mi sono svegliato.

 

Maledizione!

Non saprò mai se nel mio intimo prevale il senso umanitario dell'accoglienza o la grande paura della minaccia.

Devo saperlo, devo saperlo, non posso restare in questo dubbio morale, devo sapere come finisce questo sogno!

Cerco di riaddormentarmi, mi concentro... voglio dire, mi abbandono.

Qualche volta funziona.

Ecco, ecco... sì, ce l’ho fatta: l'acqua, l'oceano, le onde... giusto.

Un uomo su una zattera... giusto.

Un altro che nuota, arranca, annaspa disperato, sento il cuore che mi scoppia.

Oddio... che succede? Sono io... sono io quello che nuota.

No, io ero quell'altro, eh! Non è giusto, non è giusto!

A me piaceva di più stare sulla zattera. Ma quale dubbio morale...

Ho le idee chiarissime.

 

Sono per l'accoglienza!

Un ultimo sforzo, la zattera è a cinque metri, quattro, tre...

Alzo la testa verso il mio salvatore...

Eccomi!


PUMMM!

 

Dio, che botta!

 

A questo punto mi sono svegliato di nuovo.

Mi basta così.

Non voglio sapere altro.

Spero solo che non sia un sogno ricorrente.

Però una cosa l'ho capita.

No, non che se uno chiede aiuto gli arriva una legnata sui denti, questo lo sapevo già.

Ho capito quanto sia pieno di insidie il termine 'aiutare'.

C'è così tanta falsa coscienza, se non addirittura esibizione nel volere a tutti i costi aiutare gli altri che se, per caso, mi capitasse di fare del bene a qualcuno, mi sentirei più pulito se potessi dire: non l'ho fatto apposta.

Forse solo così tra la parola 'aiutare' e la parola 'vivere' non ci sarebbe più nessuna differenza

 

Fantastica idea ....

 

Faceva parte di una raccolta

E Pensare Che C'era Il Pensiero - 1995/1996

Il secolo che sta morendo
è un secolo piuttosto avaro
nel senso della produzione di pensiero.

Dovunque c’è un grande sfoggio di opinioni 
piene di svariate affermazioni 
che ci fanno bene e siam contenti

Un mare di parole un mare di parole
ma parlan più che altro i deficienti.

Il secolo che sta morendo
diventa sempre più allarmante
a causa della gran pigrizia della mente.

E l’uomo che non ha più il gusto del mistero 
che non ha passione per il vero 
che non è cosciente del suo stato

Un mare di parole un mare di parole
è come un animale ben pasciuto.

E pensare che c’era il pensiero
che riempiva anche nostro malgrado 
le teste un po' vuote.

Ora inerti e assopiti aspettiamo 
un qualsiasi futuro
con quel tenero e vago sapore 
di cose oramai perdute.

Va’ pensiero sull’ali dorate
va’ pensiero sull’ali dorate.

Nel secolo che sta morendo
s’inventano demagogie
e questa confusione è il mondo delle idee.

A questo punto si può anche immaginare 
che potrebbe dire o reinventare 
un Cartesio nuovo e un po’ ribelle

Un mare di parole un mare di parole
io penso dunque sono un imbecille.

Il secolo che sta morendo
appare a chi non guarda bene
il secolo del gran trionfo dell'azione

Nel senso di una situazione molto urgente 
dove non succede proprio niente 
dove si rimanda ogni problema

Un mare di parole un mare di parole
e anch'io sono più stupido di prima.

E pensare che c’era il pensiero
era un po’ che sembrava malato
ma ormai sta morendo.

In un tempo che tutto rovescia
si parte da zero.
E si senton le note dolenti di un coro
che sta cantando

(sull’aria di va pensiero)
Vieni azione coi piedi di piombo
Vieni azione coi piedi di piombo

 

 

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LA PRIMA ED UNICA ESPERIENZA DÌ VIOLENZA FUORI DELLA SCUOLA

Da “bravi ragazzi ” come eravamo, ai miei tempo finita la scuola si tornava a casa a piedi o al massimo in bicicletta. E’ vero che le strade erano molto meno

trafficate e quella che facevamo un po’ tutti noi, era pure sterrata ed aveva dei fossi ai lati alberati. Proprio per questo poco traffico, per noi era sempre un momento per sfogare un po’ della fatica di restare fermi dietro ai banchi durante ka mattinata, ci rincorrevamo, ci prendevamo reciprocamente in giro, ci raccontavamo l’uno all’altro. Non ricordo perché ed a quale battuta Daniele reagì così, ma mi ricordo bene l’effetto della sua reazione, Forse l’avevo insultato perché era cicciottello, o forse ( e sarebbe quello che mi spiacerebbe maggiormente ) solo perché era Ebreo, cosa all’epoca degna di nota. Il fatto fu che mi scaricò un violento calcio sui testicoli che, pure se avevamo solo 8 anni, mi provocò un dolore da farmi perdere i sensi.

Mi ripresi da terra con tutti i compagni attorno, compreso Daniele, preoccupato per le conseguenze del suo gesto. L’episodio, ovviamente, arrivò nelle reciproche famiglie ed io da una parte e Daniela dall’altra, venimmo sgridati, io per l’insulto, lui per la reazione, ma la cosa non finì affatto così, I due Padri si telefonarono per mettersi d’accordo per una punizione esemplare che servisse anche come momento educativo per cui presero appuntamento con la Signora Maestra per un incontro in classe con tutti i ragazzi presenti. E così fu, il giorno seguente, sia io che Daniele fummo accompagnati a scuola dai nostri rispettivi Genitori che ci imposero, davanti all’Autorità costituita dell’insegnante, di chiederci reciprocamente scusa e ci fecero abbracciare in segno di riappacificazione. Terminata questa “cerimonia”, io e Daniele divenimmo ( per volere degli adulti) compagni di banco ed i due papà presero la strada di casa o del lavoro. La questione finì realmente con quell’incontro definitivamente di chiarimento.

Oggi non si farebbe: pochi giorni fa un genitore si è recato a scuola a litigare con la maestra perché, non riconoscendo l’autorità femminile su uin bambino maschio, non intendeva permettere l’ingerenza ….

Leggo oggi:

Alessandria, prof legata alla cattedra e presa a calci

28-mar-2018 - https://www.quotidiano.net/cronaca/alessandria-prof-legata-1.3816161

Alessandria, 28 marzo 2018 - L'hanno immobilizzata alla sedia, legandola col nastro adesivo. Poi l'hanno presa a calci e intanto la insultavano e prendevano in giro, mentre qualcuno filmava tutto con lo smartphone e postava su Instagram e il video con le botte e i dileggi girava sulle chat di vari gruppi whatsapp.

E' la scena di un film stile Arancia meccanica? Una rapina in villa con malviventi particolarmente crudeli? Oppure l'inizio di uno stupro? Nulla di tutto questo: teatro della terribile violenza è una classe di prima superiore. La vittima è un'insegnante con qualche problema fisico, gli aguzzini un gruppo di alunni sui 14 anni. Alla fine un altro ragazzo più grande è intervenuto e ha liberato la prof.

Una storia incredibile, che oltretutto non si è venuta a sapere dalle forze dell'ordine perché non c'è traccia di denuncia, mentre nulla sapeva l'Ufficio Scolastico provinciale di Alessandria e Asti, competete sul territorio. L'insegnante vittima sarà terrorizzata, non ha voluto ingigantire la cosa esponendosi ancora di più.

A scoprire l'inqualificabile episodio - accaduto un mese fa e finora passato sotto silenzio - è La Stampa, edizione di Alessandria. Dei video pubblicati online non c'è più traccia: i baby-torturatori li hanno rimossi quasi subito dopo la pubblicazione, forse rendendosi conto di averla fatta grossa e che il caso avrebbe potuto esplodere nell'opinione pubblica.

 

Alla fine il consiglio di classe, venuto a sapere della vicenda, li ha puniti, se così si può dire: sospensione dell'intera classe per un mese, ma con obbligo di frequenza e l'aggiunta di 'lavori socialmente utili' . Ovvero durante l'intervallo dovranno svuotare i cestini.

Un po' poco, commentano alcuni insegnanti che definiscono la punizione "per nulla esemplare" e chiedono 'pene' più severe.

LA DIFESA DEI GENITORI - E come sempre più spesso accade, i genitori dei ragazzi coinvolti minimizzano le colpe dei loro 'bambini'. In un comunicato diffuso in tarda serata, scrivono che sì, la professoressa sarebbe stata derisa e offesa, ma non legata. E proseguono:  "Vittima questa volta sono i ragazzi, che si sono visti descrivere come delinquenti, sono stati demonizzati ingiustamente. È vero che hanno mancato di rispetto a un'insegnante che per altro ha delle difficoltà fisiche, deridendola e non dando ascolto alle sue richieste, è vero che è intervenuto un ragazzo più grande a riportare ordine, ma è assolutamente falso e infamante che l'insegnante sia stata legata su una sedia, che sia stata presa a calci e pugni la sedia stessa. Come è assolutamente falso che filmati dell'accaduto siano stati postati sui social".

IL PRESIDE - Anche il preside nega che i ragazzi abbiano legato l'insegnante, ma ammette che la donna - una supplente disabile - sia stata derisa e che qualche allievo ha registrato un video della scena, cancellandolo dopo. "Quel giorno era da sola, anche se normalmente era affiancata, per mia decisione, da un'altra insegnante - racconta il preside - Particolarmente timida e un po’ impacciata, ha chiesto ad alcuni ragazzi di scrivere alcune frasi alla lavagna. Ne hanno un po' approfittato. C'è stata qualche risata di troppo e qualcuno le ha messo dello scotch nella borsetta dell'insegnante. Nessun l'ha legata e, tanto meno, presa a calci. Qualcuno poi ha ripreso con il cellulare mettendo in rete le immagini, le stesse poi tolte dai social".

Il giorno dopo - racconta ancora - i ragazzi e la docente sono stati convocati. "L'insegnante mi ha detto di averli perdonati, mostrando un atteggiamento quasi protettivo nei loro

 

Mi vengono i brividi nel pensare come dei ragazzini possano comportarsi in un modo tanto incivile, in qualunque maniera siano andate le cose, e che siano stati "richiamati" con una "sospensione con obbligo di frequenza" permettendo anche che in un modo o nell' altro, si cerchi pure di dare una giustificazione persino adducendo una  "diversamente abile", di qualsiasi carenza fisica si possa trattare.

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Oggi ho letto alcuni interventi nel gruppo che seguo su Facebook.

Mi sono ritrovato in pieno in queste testimonianze su come i Medici dell' INPS trattano le persone.

Senza voler mettere in discussione l' Istituto, ma chi è in primo piano, a contatto con gli ammalati, probabili futuri o prossimi invalidi e comunque persone degne di rispetto ( e perché no, un briciolo di cortesia).

Sandrina Piras - Oggi sono stata visitata per l'invalidità.

Sono stanca!

Voglio condividere con voi questo pensiero/sfogo.... un abbraccio a tutte le GUERRIERE!

Sono STANCA di andare a queste visite ,ridicole e umilianti, dove una commissione di medici privi di sensibilità umana DECIDE IL TUO GRADO DI SOFFERENZA per due miseri soldi che eventualmente l’INPS potrebbe darti.

Sono STANCA, dopo tutte le operazioni subite, di farmi visitare da persone che son là solo per lo stipendio e ti trattano senza rispetto né sensibilità per poi dirti “Signora ma io la vedo bene, mi faccia un po’ vedere queste cicatrici…”….

Tu sei costretta a spogliarti, con infinita tristezza, davanti a quattro persone che nulla hanno da dirti se non bisbigliare fra loro robe che non stanno ne in cielo ne in terra………. e dopo una visita così, che io reputo “Visita Invalidante”, pensi che devi tornare in sala operatoria per la settima volta perché la malattia continua a tormentarti la vita!!!! ……e non solo, una “stronza” (e l’ho definita in modo anche troppo gentile) ha osato dirmi “un’altra operazione? …brava brava, così ci mantiene” con uno stupido e vomitevole sorriso in faccia.

SMETTETELA PER L’AMOR DEL CIELO!!!!!

Ho portato tutta la documentazione medica di 6 interventi al seno, mastectomia compresa, non basta ancora???

POVERE NOI! SONO DELL’IDEA CHE QUESTE PRATICHE DEBBANO SBRIGARSELE FRA OSPEDALI E UFFICI LEGALI! CONVOCATE I NOSTRI ONCOLOGI A QUESTE VISITE, NELLE NOSTRE CARTELLE CI SONO ANCHE TUTTE LE FOTO DELLE NOSTRE TETTE MARTORIATE!!! ..e se proprio volete visitarci per decidere voi quanto abbiamo sofferto e continuiamo a soffrire… beh… SUBITELO VOI il nostro percorso di malattia….

Sono convinta che al solo pensiero vi fate la cacca addosso!!!!!!!

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Simona Rotesi

Ho vissuto la stessa identica umiliazione....oltre a sentirli dire fra di loro come se io non fossi presente" queste vogliono pure i soldi per farsi le cure estetiche!"

Paola Garofani

A mia madre dopo il cancro all’ intestino e l operazione alla testa con asportazione dell’ orecchio interno con protesi hanno avuto il coraggio di dire che faceva finta di non sentire. Ti capisco

Margani Patrizia

Hai ragione anche io ho provato le tue stesse sensazioni...

 

Nicoletta Aresi

Scusa ma quella deficiente che ti ha detto una frase simile, è penalmente perseguibile! Cretina del ca...o spero venga a te un cancro, così abbiamo finito di darti uno stipendio per fare certe affermazioni! Mi sono molto arrabbiata io nel leggere,, mi immagino cosa tu abbia provato! DENUNCIALA! Un abbraccio

Francesca Cirone

Tutti i medici dovrebbero guardare il film "un medico un uomo"...

 

Pasqualina Romano

No certe cose non si possono sentire. Cmq quello che dici tu l ho passato anch'io ed è troppo umiliante.

Kelo Caliandro

Idem. Come si sente? Tispondo: lei come si sentirebbe al mio posto!

Antonella D'Arienzo

A luglio anch’ io ho fatto la visita per l'invalidità ...,e a detta del deficiente di turno della commissione medica l'invalido per lui è quello che zoppica .!!!! Avrei dovuto avere allora la tetta al posto del piede ;che squallore!!

Ics Ste

Che tristezza guerriere...l ho già scritto su un altro post. Nella commissione dovrebbe esserci almeno un oncologo e magari un altro che sa cosa vuol dire, nel senso che l’ ha passato cosi ci farebbe anche coraggio..ma se così fosse quella persona sarebbe a casa con invalidità totale e 104 e 105 e 106!!!!!

 

Tonia Regano

Anche a me e capitato mi avevano chiesto anche se i capelli che mi erano cresciuti erano i miei boh . e poi di dissero che ero molto curata..e tante altre stronzate ma ti giuro che il medico ( se tale si poteva chiamare) si beccò una risposta più che meritata....perciò non prenderla più di tanto perche di questi imbecilli se ne trovano.....

Angela Meli

Sono tanti insensibili io l'ho vissuta con mio marito operato di tumore al cervello a 55 anni ... e per i danni subiti alle cellule cerebrale non può più lavorare ne tantomeno portare la macchina ,non può uscire da solo perché manca di sensibilità al lato destro ....e i signori dell' Inps anno detto che siccome la malattia si era stabilita. Poteva ritornare a lavorare...quando avevo portato tanto di documentazione fatta dal neurologo e dal neurochirurgo che mio marito non era più in grado di lavorare ...sono insensibili e inumani......tutto questo dopo che mio marito ha versato 40 anni di contributi a sti Fannulloni......

 

Sandrina Piras

L'importante per l'Italia è continuare a erogare pensioni d'oro... e il diritto del malato nel cesso! Che schifo!!

Maria Francesca Comerci

Purtroppo è una realtà, io ho dovuto ricorrere in tribunale e anche a me hanno detto, e me lo dicono quasi tutti, "ma lei sta bene!", perché nonostante la mia condizione di malata oncologica metastatica, i certificati che l'attestano, il DH da quasi 5 anni, la stampella mi rifiuto di perdere la mia dignità inscenando per loro la mia sofferenza... . Lo abbiamo fatto, come Ados di Narni nella "messa in scena "Sdrammatizziamo: il ritorno". La verità è che la politica dell'Inps è di aspettare che ci stanchiamo prolungando i tempi o meglio che nel frattempo moriamo, così risparmiano... Pensiamo, per questi motivi, di organizzare un servizio di "consulenza legale"...

Tonia Regano

come sempre noi pazienti oncologici siamo un numero di una cartella e non essere umani che vanno sopratutto amati e curati e invece no a loro non gli frega un cavolo ....dovevano provare x un po a stare dall'altra parte x capire il calvario di un ammalato che accetta la sua croce e la porta proprio come Gesù

Mirella Simoncelli

Ti capisco...la visita per l'invalidità è veramente umiliante. Ogni volta che ci devo andare mi viene il nervoso. Sono tutti incompetenti. Non è possibile che debbano essere in quattro per farti una finta visita di controllo. Questi rubano uno stipendio sulla nostra pelle!!!

Simonetta Sangaletti

Avete ragione e' proprio uno schifo ci dicono di fare tutte queste visite quando sanno benissimo che e' un controsenso perché nonostante quello che noi abbiamo subito per loro non e' sufficiente ma se fosse stato una di loro di sicuro gliel'avrebbero data

Angela Cherveddu

I medici dell’ inps non capiscono un tubo a me e stato detto signora e ancora giovane può andare a lavorare a sappi che dal prossimo mese le verrà tolto l’  accompagnamento io ho risposto x darla agli falsi invalidi e hai cechi che guidano la macchina fan culo........

 

Luigi E Teresa DeGiorgi

A me dissero se ero sicura di aver fatto una mastectomia....non ho fatto neanche ricorso sembra che ti prendano in giro

Donatella Colasante

Dolore e umiliazione !!!!Che vergogna!

Dina Aufiero

Provare per credere...troppo facile essere dall'altra parte della scrivania!

Dino Oscuri

Ne ho viste e sentite talmente tante a quelle farse (perché di farse si tratta) che ogni commento sarebbe una montagna di insulti per quel surrogato di medici che compongono quel tipo di commissioni!!!!

Caterina Lo Cascio

E umiliante già farsi guardare cosi gonfi senza capelli non reggerti in piedi e ti chiedono mi mostri le cicatrici.......si leggano referti!!!!!

Stefania Pellegrino

Come ti capisco ! Secondo loro devi essere brutta sporca e trasandata per essere creduta . Io ho la mia dignità e mi rifiuto di indossare una maschera di sofferenza ,imparassero a leggere le cartelle cliniche invece di guardarmi in faccia e decidere che sto bene solo perché non mi lascio andare . Sono solo degli insensibili e gli auguro di non dover mai fare i conti col cancro .

Stefania Pellegrino

Eliana Rocca per me hanno deciso che ero guarita dopo sei mesi dalla mastectomia , figurati ! Magari me li avessero dati almeno per due anni . Però ho fatto ricorso ! La cosa vergognosa è che il ricorso è iniziato nel settembre 2012 e per la prima visita ho aspettato fino a novembre 2013 e ancora a oggi non so niente . Bisogna aspettare le calende greche . Fannulloni . E non voglio raccontare il business che c'è dietro a queste visite . Sono veramente allibita .

Valentino Pagnin

vedo che l'argomento "brucia" nell'intimo di tutti, mi associo ed evito di raccontare le mie ESPERIENZE con l' INPS, tanto ...Io non saprei cosa altro aggiungere a quello già detto.

Leandro Storani

Sono convinto che le commissioni si comportano in modo uniforme in tutto il paese in modo da far risparmiare soldi a questo paese ladro... Ma i medici, come riescono a pronunciare certe frasi??

Nadia Corcis

Preferisco non parlarne!!! Vi dico solo che mi sono sfogata con un'amica medico la quale (per difendere l'indifendibile) mi dice: ma sai devono stare attenti agli invalidi falsi. Le ho semplicemente riso in faccia...

Rita de Fazio

Antonietta Tarantini

Anch'io sono stanca di visite,ogni anno non capisco il seno ricresce????????

Stefania Melis

Anche io ho avuto lo stesso trattamento la terza volta mi sono talmente incxxxata che mi sono rifiutata di spogliarmi e gli ho detto"sentite io ci ho provato ci ho messo anche del concime sai com'e si sa mai che durante la notte mi ricresca il seno ,,,, ho preso la documentazione e gli ho detto. ma andate tutti a lavorare nelle corsie degli ospedali oncologici piuttosto che stare seduti tutti sbragati dietro la scrivania. ,non fatte ci vedere capitoooo

Lorella Bagarini

 Anche a me è successo un episodio davvero umiliante ma gliene ho dette quattro. Non è servito a nulla ma almeno mi sono tolta la soddisfazione di farli sentire delle m....... per qualche secondo. Un abbraccio a tutte noi combattiamo contro nemici ben peggiori di questi ignoranti.

Monica Aprile

Ci sono passata anche io....alla fine dopo mille rinvii e rifiuti e visto che stavo meglio...non ho fatto più nulla...era troppo umiliante. Poi ha avuto un ictus mio padre e anche li...nulla...nessun aiuto niente...quando è stato chiamato finalmente alla visita...era in ospedale quindi... rimandata.. .poi... è morto. Siamo ancora in attesa di risposta per il seggiolino della vasca da bagno...è mancato da più di due anni e mezzo....VERGOGNOSO SI!!!!

Clorinda De Santo

Hai perfettamente ragione. Commissione di incompetenti che dopo aver visto la mammella.. Non sanno distinguere una quadrantectomia da una mastectomia. Con il referto davanti agli occhi. Vergogna!

Valentino Pagnin

Si, Stefania, ma così - considerato che il coltello dalla parte del manico ce l' hanno sempre loro, rischi di "inimicarteli" e sai quanto ci mettono a negarti la convalida ? .. in Veneziano "tre schei de monea sta ben in scarsea" che letteralmente vuol dire "tre monetine stanno bene in tasca, ma che nel significato comune indicato "tre grammi di stupidità stanno sempre bene" Io aggiungo di pazienza e sopportazione

Mirella Enei

A .me l hanno data ma ho avuto mamma con mastectomia e metastasi dappertutto poverina non hanno dato nulla nemmeno la reversibilità di mio padre venuto a mancare 7 mesi prima di lei questo come lo chiamereste care amiche?

Franca De Luca

Tesoro, ogni giorno mi domando perché dobbiamo imbatterci in queste "bestie " che non sanno cosa sia la sensibilità..............hai tutta la mia comprensione e, se hai ancora un po’ di forza, scappa e vai da chi sa lavorare seriamente..............forse dovrai girare un po’, ma DEVI trovare chi ti prende a cuore e vuole aiutarti perché è giusto, non perché è remunerativo !!!!

Marina Cerruto

Capisco quello che provi perché l ho vissuto con mia madre molte volte! Ero io che la accompagnavo a queste visite " ridicole" come le chiamavo perché, pur avendo sotto gli occhi tutta la documentazione, questi individui volevano comunque visitarla. Inizialmente, essendo colleghi ho evitato di contestare, l ultima volta mi sono imbestialita, ho detto loro di vergognarsi poiché, proprio perché erano donne prima di essere medici, avrebbero dovuto capire quanto potesse essere umiliante x una donna doversi mostrare in quel modo! Non hanno osato replicare... Prima di essere medici si è' prima di tutto esseri umani, la sensibilità e l umanità sono parte integrante del nostro mestiere. Bisognerebbe mettere una valutazione psicologica ai test di ingresso all’ università di medicina.. Forse così facendo circolerebbe qualche " cane" in meno.

Sonia Pappagallo

Ciao ho vissuto in prima persona con la mamma e so cosa si prova mi sono vista sbattere la cartella clinica della mamma sul tavolo ma' credimi dopo un primo attimo di perplessità ho preso quella cartella e a momenti gli e' l'ha facevo mangiare e sai cosa hanno fatto poi respinto l'accompagno alla mamma ovviamente ricorrerò ma' questo solo per far capire a tutti che tipo di persone lavorano li posti dove si pensa di trovare un po' di sensibilità invece quello che avviene e' al limite della denuncia e se tutti rendessero pubblico quello che fanno quelle persone sarebbero cacciate a calci un culo ...io mi ribellerò' sempre a ciò che e' ingiusto nessuno deve e può permettersi di denigrare con azioni o parole la dignità di una persona ...

Maria Pia Pastore

Si, è un percorso obbligatorio....Se nelle strutture ospedaliere mettessero al primo posto (come voleva Padre Pio ) , la sensibilità del medico verso il malato,probabilmente non avremmo tanti cani che ti calcolano come un numero astratto. Prima se andavi a pagamento,era diverso,ora nemmeno quello : sono talmente pieni di soldi che se ne fregano di tutto e di tutti! E tu lì a subire umiliazioni,come se non bastasse quello che hai..... Mettiamoci che la sanità fa acqua da tutte le parti: a me hanno dato il 74% che non da diritto a nulla ! Fortuna che la vita è una ruota che gira e,prima o poi gli arriverà la pariglia....

Maria Grazia

ricordo anch'io quanto umiliante é stato...5 6 uomini una dottoressa che mi guardava come fossi una mendicante e un uomo della commissione che mi ha chiesto se ero senza capelli ...in un lampo gli ho sventolato la parrucca. .....umiliante. .....

Dino Oscuri

Per essere riconosciuto il diritto all'indennità di accompagnamento per mia moglie, domanda respinta dalla solita commissione di imbecilli, nel 2004 circa abbiamo fatto causa all'INPS. Il CTU nominato dal giudice nel 2010, è venuto a visitare mia moglie, ormai in punto di morte a maggio del 2012. Vinta la causa, a distanza di 2 anni e 4 mesi dalla morte di mia moglie non ho ancora visto 1 centesimo.... VIVA L'ITALIA!!!

Valeria Piandani

Come ti capisco!!!!! Poi le donne sono peggio degli uomini a me addirittura no hanno fatto neanche spogliare non volevano vedere le cicatrici  e da vestita stavo proprio bene!!!!e così mi hanno tolto la pensione di invalidità (il 70% non basta) non solo adesso mi è arrivata una raccomandata che devo restituire 2 mesi di pensione!!!!ma vaff....per colpa di 2 dottoresse che non mi hanno neanche visitato si sono solo limitate a dire "poverina" ha fatto una mastectomia la chemio lo svuotamento ascellare sta facendo la terapia ormonale però adesso sta bene!!!!!!!!!e io a spiegare che non posso più fare il mio lavoro perché sono a rischio linfedema,il braccio mi fa sempre male che devo andare dallo psicologo perché niente è più come prima soffro di insonnia ho degli attacchi di panico::::Però ho fatto l'aggravamento e quindi nuova visita e spero di trovare sempre le due tipe così le metto a posto!!!!

Claudia Borghi

Simona e amministratori, visto il folto e nutrito gruppo di persone che ci sono in questo BLOG, che ne pensate di fare una petizione per far cambiare le procedure che vengono qui descritte. Oppure far pressioni, se conoscete qualcuno potente al governo, per fare una proposta di legge per cambiare. Mio babbo l'ha fatto lo scorso anno per molto meno, ma mi è venuto il vomito a vedere quei quattro pseudo dottori, che non si sono presi neanche la briga di guardare una borsata intera di documenti sulla salute del mio babbo, hanno semplicemente preso la copia delle ultime dimissioni. Sono d'accordo che certe cose le devono sbrigare gli ospedale e soprattutto i Primari dei reparti, che devono essere a conoscenza di cosa succede ai loro pazienti.

Valentino Pagnin

Carissima Claudia, non sono un SIgnor amministratore ma un ammalato di tumore, non al seno, ma con gli stessi problemi. Io personalmente non me la sento di avviare una petizione on-line contro una struttura mastodontica come l' INPS. Oltretutto il Governo ci metterebbe 30 secondi per renderla NON AMMISSIBILE soprattutto in un periodo come questo nel quale è impegnato su altri fronti, Inoltre sono convinto che non sia da mettere in dubbio l' INPS come tale, ma alcune persone che ne fanno parte. La mia cartella clinica è composta da 3862 files, tutti scansionati e disponibili ma se dovessi portare tutto ogni volta + gli originali e magari in centro storico di Venezia, sede dell' INPS, mi ci vorrebbe un furgoncino ed un taxi acqueo ma rifiutano di consultare una chiavetta USB .. o un CD ... e poi si parla di informatizzazione del pubblico impiego. Quello che io credo si possa fare sono delle denunce specifiche, firmate e certificate, con nomi e cognomi indirizzi, luoghi, patologie ecc piuttosto che una petizione on line. Con la collaborazione di qualcuno del gruppo si potrebbe fare un sito internet destinato ma ... con dati CERTIFICATI, GENTE REGOLARMENTE REGISTRATA e non chiunque basta che metta un click, ogni denuncia viene valutata dagli amministratori e pubblicata se corrispondente a canoni prestabiliti ...E ciascuno si assume la responsabilità di quello che scrive. Questo me la sentirei di organizzarlo .... NOn c'è polemica, sia ben chiaro, solo chiarezza. Un abbraccio a tutti e tutte,

Nina Corongiu

Io spero che che con questi specifiche dichiarazioni ,,,si dovrebbe continuare a fare vere petizioni finché tutti abbiano diritti spettanti senza ricorsi e trafile ,,,

Giuseppe E Vita Cannella

Carissime amiche io vivo negli USA e anche qui' devo dire che il paziente e' una fonte di grande guadagno io pago ogni mesi la mia bella assicurazione guai se non l'avessi per il resto non vi dico come vengo trattata la gentilezza e la delicatezza non e' normale anzi certe volte anche troppo. Qui' posti fissi non esistono se un paziente non rimane soddisfatto dal trattamento o se qualche medico o infermiere sbaglia e subito fuori qui il cliente e' sacro!

Susanna Petruzzellis

hai perfettamente ragione !!!sono solo macchine non esseri umani !!

trattate come carne da macello !!

sono schifata da questo sistema !!

...... ma ancor di più da quelle persone che fingono di avere un cancro per rubare un diritto a chi veramente questo problema ce l'ha !!

. i dottori dove sono in quei casi???

collusi con i finti malati !!

non c'é rispetto x noi che abbiamo lottato x rubare un giorno alla volta alla morte che ci rincorreva !!!

Susanna Petruzzellis

 Anche a me una stronza di dottoressa dopo avermi fatto una sottospecie di visita con domande del cavolo comprese(premetto che aveva dinnanzi tutta la documentazione)mi esclama...:AH...PERCHÉ LEI HA FATTO ANCHE LA CHEMIO !! ......ed io ...:MI SCUSI MA PRIMA DI CHIAMARMI NELLA STANZA NON HA LETTO LA DOCUMENTAZIONE CHE LE HO CONSEGNATO???? ......la maledetta stizzita mi ha detto ....Può andare ,la visita è terminata !!! Ecco con chi abbiamo a che fare !!! Sono solo dei gran bastardi !!!

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