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Quella volta dovevo andare a visitare una mostra mercato a Milano, lo S.T.A.R. , Salone del Tessile e dell’ Arredamento.

 

Stavo seguendo in  quel periodo, la formazione professionale di una mia collaboratrice, più giovane di me e molto gradevole.

 

Scendemmo  in un albergo in centro si Milano, a due passi dal teatro “La scala”, era già sera quindi appena arrivati in albergo ritirammo le rispettive chiavi fissandoci un appuntamento nella hall dopo una mezzora circa, il tempo di rinfrescarci un po’ dal viaggio e poi andare a cena in un posto li vicino suggerito dal portiere dell’albergo.

 

Io salii nella mia stanza e, come al solito, sparpagliai nella stanza le mie cose, un po’ disordinatamente tanto ero convinto che nessuno fino alla mia partenza sarebbe entrato. Ricordo bene che era una camera a due letti singoli e più larghi, tipo una piazza e mezzo. Ne ero certo perché sul etto che non intendevo usare, l’avevo trovato tutto sommato comodo per stendere pantaloni e camicie senza star li a riporli in armadio.

 

Come d’accoro, mezz’oretta dopo ci ritrovammo ed andammo a cena facendo quattro passi.

Non era interesse ne mio ne suo fare tardi anche perché la giornata seguente sarebbe stata decisamente faticosa e comprendeva anche il tempo di rientrare da Milano a Venezia.

Rientrammo in albergo verso le 22.30, ci salutammo con l’augurio di una buona notte e dandoci appuntamento alle 8,30 pronti per partire lasciando a ciascuno la libertà di fare la prima colazione  veloce o con calma e magari mangiando anche qualcosa.

L’importante era trovarci pronti per le 8,30 con la borsa fatta solamente da mettere in auto.

Benché avessi una certa esperienza nel muovermi negli alberghi, restai veramente sorpreso al mio rientro in camera: le me camicie ed i miei pantaloni non erano più sopra il letto inutilizzato, scarpe ed altre varie cosette erano state  riposte sotto al reggi valigia e persino le salviette del bagno erano state cambiate con delle pulite e per due persone.

Anche il letto era diventato un letto a tre piazze invece di due da una piazza e mezza,

Immediatamente pensai che mi avessero dato la chiave sbagliata e quindi ero nella camera di un altro ospite dell’ hotel, ma vedevo i miei pantaloni, le mie scarpe, la mia borsa da viaggio ed in bagno era tutta roba mia, dallo spazzolino da denti al rasoio.

Ci arrivai a capire che dalla portineria avevano disposto in modo da rendere a me e Anna una notte più confortevole se – per salvare le apparenze – avevamo preso due camere distinte. Ammetto che mi venne davvero da ridere ed ero maledettamente curioso di sapere se era stato riservato lo stesso impegno in camera di Anna. Ma oramai era tardi per poterla chiamare e chiederglielo, ma fu la prima cosa che dissi la mattina seguente e la risposta fu negativa, da lei nessuno era entrato ne tantomeno cambiato posto alle sue cose e avvinando i due letti.

Ci guardammo negli occhi e scoppiammo in una fragorosa risata in sala da pranzo dove venivano servite anche le colazioni.

Certo, se io avessi voluto ed ottenuto una notte di  sesso, avremmo usato la mia camera, non quella di Anna, una differenza sostanziale: è l'uomo che conquista. 

Ciò che successe la sera prima, però, fu oggetto di numerose riflessioni tra me ed Anna proprio sulla malizia che, se nel mio caso era stata del tutto inutile, evidentemente doveva esserci una ragionevole abitudine e che in diverse occasioni la cosa avrebbe potuto essere anche richiesta.

Ci interrogavamo  sulla miseria umana che porta un uomo ed una donna a salvare le apparenze o credere di farlo, ed approfittare di un viaggio di lavoro per togliersi qualche sfizio extraconiugale.

Le fatture dei pernottamenti normalmente arrivano direttamente in sede e se non si prenotano due stanze non serve la calcolatrice per trarre le conclusioni.

Quindi era meglio pagare due stanze ed usarne una invece di prenotarne direttamente una ma con due letti, accostati o meno che siano.

Ma, pensai io, possibile che uomini e donne non riescano a tenere distinte vita privata e vita di lavoro ?

Ma si renderà conto questo tipo di persone, di quanto risultano ridicole al personale dell’ albergo ?

Io ed Anna facemmo il nostro giro in fiera, come sempre molto faticoso e sfibrante poi a sera ci avviammo verso Venezia e di qui, verso le rispettive dimore, io pregandola di salutare Ivano, suo marito e lei ricambiando per mia moglie.

Il portiere dell'albergo di Milano, evidentemente, aveva fatto della malizia la sua carriera, accontentando sempre i clienti, chissà se qualcuno gli ha riferito che per me è stato tempo sprecato.

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