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                           CURRICULUM FORMATIVO E PROFESSIONALE

 

 Laurea in Psicologia, ad Indirizzo Applicativo, conseguita presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi dal titolo: "John Bowlby: dagli inizi alla Teoria dell'Attaccamento" (luglio 1993); Iscrizione all'Albo degli Psicologi dell'Emilia Romagna il 5 maggio 1997 (n. 1817).

Percorso di Psicoanalisi personale dal 1985 al 1990, con sedute trisettimanali.

Partecipazione per un periodo di 2 anni ad un gruppo base di Psicodramma Analitico a Bologna (S.I.P.s.A.).

Diploma di Specializzazione in Psicoterapia Individuale e di Gruppo, ottenuto il 6 ottobre 2007, presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica  Individuale, di Gruppo ed Istituzionale C.O.I.R.A.G.

 

Da marzo 1999 a dicembre 2000, frequenza bisettimanalmente dell’Unità Complessa di Istituti “Scienze Pediatriche Mediche e Chirurgiche” c/o l’Azienda Ospedaliera Sant’Orsola-Malpighi. Specificamente dell’Unità Operativa di Pediatria, in qualità di psicologo frequentatore-volontario (reparto di Endocrinologia (malattie dismetaboliche, e portatori di malattie croniche; reparto Lattanti, Gastrodivezzi, a cui afferivano anche i bambini infetti, e nel reparto di Cardiologia Pediatrica. Frequenza per due anni i  “Corsi Modello Tavistock: Studi sull’Osservazione e l’Applicazione dei Concetti Psicoanalitici al lavoro con Bambini, Adolescenti e Famiglie”, presso il “Centro Studi Martha Harris” di Bologna, diretto dalla Dott.ssa Baruzzi. Con esperienza di osservazione nel loro ambiente familiare, di due bambini di diverse fasce d’età (0-2 anni e 3-5 anni), per due ore settimanali. A partire dal 2001 frequenza, in qualità di Psicologo volontario, del Dipartimento Cure Primarie Unità Operativa Consultori Familiari di via S.Isaia, 94/a dell’AUSL Di Bologna (osservazioni e valutazioni psicodiagnostiche di bambini e adolescenti, su richiesta del Tribunale dei Minori o su segnalazione dei genitori, insieme a colloqui di sostegno alla genitorialità).  

Tale frequenza si è trasformò nel gennaio 2003, in tirocinio in qualità di specializzando  per la “Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo Psicoanalitico individuale e di gruppo” della C.O.I.R.A.G. (Confederazione delle Organizzazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui Gruppi), riconosciuta con Decreto M.U.R.S.T. del 31-12-1993, presso l’Istituto di Padova, all’interno della quale ho scelto il  Training S.I.Ps.A. ( Società Italiana di Psicodramma Analitico)  a Bologna.

 

Da inizio 2009 sino a maggio 2013  frequenza in qualità di Psicologo – psicoterapeuta volontario dell’ Unità Operativa consultorio Familiare Poliambulatorio Saragozza , dove continuai ad effettuare osservazioni e colloqui clinici con minori e famiglie. In aggiunta alle attività sopracitate, in tale contesto di frequenza volontaria, a partire dai primi mesi del 2008 mi fu data la possibilità di avviare un progetto di applicazione della tecnica dello Psicodramma Analitico alla conduzione di un gruppo già esistente nell’ambito di un percorso di sostegno psicologico effettuato con delle pazienti operate al seno per patologia neoplastica, attivo dal 1999 presso il Consultorio Roncati di via S.Isaia 94/a (Psicologa referente Dott.ssa Simonetta Segala) e gestito in collaborazione con l’Associazione il “Il Seno di poi” che collabora alle attività del distretto. Riguardo tale esperienza, nel mese di marzo 2009, insieme alla collega Dott.ssa Fabiana Nicolini,  presentai una relazione, dal titolo “Cancro al seno e Psicodramma Analitico, all’interno di un Convegno dal titolo “Istituzione, gruppo, identità” organizzato a Rimini, con i colleghi del Centro Didattico S.I.Ps.A.di Bologna. Il 24-25 settembre 2010 a Padova, tenne un Convegno dal titolo “Lo psicodramma analitico al servizio dei servizi di cura: quali elementi di tecnica al servizio della cura”, in occasione del quale portai insieme alla collega Dott.ssa Nicolini, una relazione dal titolo “Psicodramma e cancro: un percorso di riabilitazione psicologica”, sempre inerente all’esperienza sopra citata, con particolare attenzione a come i famigliari vivono (in termini di vicinanza e partecipazione empatica) l’esperienza della malattia nelle sue varie fasi. Con particolare attenzione alle implicazioni sulle dinamiche di coppia, insieme a riflessioni sul ruolo maschile nell’esperienza del cancro al seno.

Il sopra citato progetto, con cadenza bisettimanale venne portato avanti sino a giugno del 2010, nella forma di  venti incontri tematici su “Sessualità e cancro al seno”, alternati ad incontri a tema libero.

Tale progetto fu ripreso e portato avanti sino a giugno 2011, applicato a due differenti contesti: quello pubblico, sotto forma di quattro incontri tematici effettuati presso il Consultorio Roncati, rivolti al “grande gruppo” di tutte le pazienti che facevano parte dell’Associazione e quello privato, con incontri a cadenza settimanale presso l'Associazione "Art Therapy", rivolto a coloro che già facevano parte del precedente gruppo e a cui si aggiunsero nuovi partecipanti. Da ottobre 2012 sino a maggio 2013 tenni altri dieci incontri tematici presso il Consultorio Roncati, rivolti sempre alle pazienti dell’Associazione.

 

Nel 2009, dalla fine del mese di febbraio sino al mese di giugno del 2011, in accordo con la Dott.ssa Paola Marmocchi fu promosso e un altro progetto di applicazione dello Psicodramma Analitico, mirato al sostegno psicologico di adolescenti in gruppo, presso lo “Spazio Giovani Consultoriali” del Distretto di Bologna.

Da ottobre 2011 a maggio 2012, tale attività riprese nella forma di conferimento di incarico di conduzione di un gruppo di adolescenti presso lo "Spazio Giovani Consultoriali" del Dipartimento Cure Primarie di Via Sant'Isaia, nell' ambito del progetto "Mantenere e tutelare la salute sessuale e riproduttiva".

 

Nell'ambito della mia attività privata, da febbraio 1998 sino a settembre 2010, esercitai la professione presso un ambulatorio privato, in collaborazione con una Pediatra ed un’Osteopata In tale sede effettuavo: valutazioni psicodiagnostiche su bambini e adolescenti; colloqui individuali di sostegno con genitori; incontri con gli insegnanti dei piccoli pazienti o adolescenti presi in carico, presso la struttura scolastica da essi frequentata; colloqui individuali di sostegno con adulti ed anziani.

In situazioni di emergenza per difficoltà o impossibilità a muoversi, in accordo con gli interessati e la loro famiglia, effettuai (e tuttora effetto) colloqui e percorsi di sostegno anche presso il domicilio dei pazienti o presso le strutture in cui sono ricoverati.

 

Da gennaio del 2008 sino a settembre 2011, esercitai l’attività psicoterapeutica in collaborazione con il Poliambulatorio medico di Pianoro Nuovo. Un’ulteriore collaborazione finalizzata al sostegno psicologico della persona, nacque con l’ ONLUS Fondazione Itaca (Ente morale per l’assistenza), di Pianoro. In questo ambito, già a partire da settembre del 2010, organizzai a portare avanti cicli di incontri psicoterapeutici di gruppo, rivolti ad adulti, utilizzando la tecnica dello Psicodramma Analitico, con tematiche sulla genitorialità, le relazioni di coppia, i disturbi della condotta alimentare, le implicazioni emotive dei percorsi di cura per gravi malattie.  

 

A partire da gennaio 2013, in collaborazione con la Fondazione Itaca, iniziai a condurre anche in forma gratuita, una serie di incontri esperienziali tematici rivolti a gruppi  di genitori (tema di base: “a genitorialità, coniugalità e cogenitorialità: costituzione ed evoluzione della funzione genitoriale nei diversi momenti della vita del bambino e della coppia”) ed insegnanti di Scuole Elementari e Medie (sostegno e formazione su tematiche e problematiche inerenti la gestione del gruppo classe, il rapporto tra/con gli alunni e/o con i colleghi e tra insegnanti e genitori).  Altre tematiche affrontate, a sostegno della persona e della famiglia e sempre in assetto gruppale, ebbero come oggetto problematiche inerenti le difficoltà relazionali nei diversi ambiti del quotidiano (ambiente lavoro, rapporti di coppia, relazioni d’amicizia nei difficili momenti vissuti in seguito ad una grave malattia o a un lutto); problemi di dipendenza (in relazione all’utilizzo di Internet o dei Social Networks) nel rapporto col cibo (dalla "semplice" difficoltà a intraprendere o continuare un percorso alimentare dietetico, ai disturbi del comportamento alimentare più gravi, quali bulimia, anoressia e alimentazione compulsiva).

La finalità della promozione ed organizzazione di tali attività gruppali, tenuti presso la Fondazione Itaca, fu (e continua ad essere) quella di far conoscere e quindi mettere a disposizione delle varie realtà territoriali oltre la tradizionale ed importante modalità di intervento di sostegno psicologico individuale, anche lo strumento/dispositivo gruppale dello Psicodramma Analitico, la cui validità ed efficacia terapeutica/educativa/formativa è comprovata da tanti anni di esperienze applicative allargate a vari ambiti, a partire da quello strettamente clinico. La sua applicazione ha il grande pregio di porre gradualmente i partecipanti nelle condizioni di individuare e quindi "sentire" ed attuare possibili soluzioni alternative (in virtù di un cambiamento di prospettiva nel percepire e valutare le situazioni/relazioni significative vissute) ai vari contesti relazioni, dove i punti di vista e le azioni spesso paiono rigidamente consolidate e quindi a volte difficilmente modificabili e quindi facilmente capaci di generare tensione, rabbia, disagio, senso di sfiducia ed impotenza.

La tecnica di gruppo dello Psicodramma Analitico grazie alla sua efficacia nel sostegno, cura e soprattutto prevenzione della malattia e del disagio, ha allargato il suo ambito d'applicazione dall'iniziale intervento sui bambini, a quello su preadolescenti, adolescenti, adulti ed anziani, favorendo movimenti di apertura/riapertura, o comunque cambiamento nella  qualità, del dialogo e quindi dei rapporti tra le persone, sino ad assumere in tal modo una significativa rilevanza per la "salute pubblica", tema a me particolarmente caro.

 

Da marzo a maggio del 2014, ho tenuto una serie di incontri di gruppo a cadenza mensile, con genitori del Liceo Artistico F. Arcangeli sul tema del disagio in adolescenza, dal titolo: "Dal disagio all'opportunità di una crescita per tutti: il disagio sperimentato, raccontato, osservato, ricordato, celato, urlato. Quindi la rabbia, la gioia, la solitudine, l'inadeguatezza, la fatica, la forza, la speranza: queste ed altre emozioni accompagnano il disagio nostro e dei nostri figli nei diversi contesti relazionali. Proviamo a dar loro importanza per costruire qualcosa insieme".

Tale ciclo di incontri è stato il passo iniziale per un progetto che si svilupperà gradualmente negli anni, “Gruppi a IsArt, per il presente e il futuro dei nostri ragazzi: percorsi di condivisione, confronto, formazione e mediazione di/in gruppo per studenti, insegnanti e personale Ata del Liceo Artistico Arcangeli”

Da ottobre a dicembre 2014 ho condotto alcuni incontri formativi rivolti ad educatrici di asilo nido, dal titolo "Difficoltà, positività e bisogni nella quotidianità del proprio lavoro di educatrici di asilo nido: un percorso formativo - esperienziale di/in gruppo come opportunità di crescita personale e professionale".

DA ottobre 2014 a maggio 2015 l’esperienza presso il Liceo Artistico è continuata, con un secondo ciclo di incontri con genitori ed insegnanti degli studenti, dal titolo "Specchiarsi e rispecchiarsi in adolescenza: verso un'identità personale e sociale dei nostri ragazzi. L'importanza di confrontarci, genitori ed insegnanti, per condividere le diverse esperienze educative e formative, nella consapevolezza di essere, in grado diverso ed ognuno nel proprio ruolo, delle figure e dei modelli di riferimento fondamentali nel loro".

 Da febbraio del 2015 a giugno, ho organizzato una serie di incontri presso le Botteghe del Botteghino (Pianoro, Bologna), sul tema della genitorialità "Riflessioni sulla genitorialità", "Genitori e figli: un gioco di specchi. Il gruppo come risorsa per tracciare sentieri nuovi verso la genitorialità", "Genitori e figli: la gioia e la fatica nel crescere insieme. Come lo Psicodramma Analitico può aiutarci a ri/trovare punti di contatto con i nostri ragazzi".

A gennaio ed ad aprile 2015 ho tenuto una serie di incontri esperienziali per animatori ed educatori di Estate Ragazzi (attività estive con ragazzi delle elementari e delle medie) organizzati su richiesta delle Parrocchie di Cristo Re e San Carlo), ad oggetto la "Relazione con l'altro" e  “Il nostro mondo affettivo”.

Da ottobre a dicembre 2015, presso la Fondazione Itaca, ho effettuato una serie di incontri di gruppo utilizzando la tecnica dello Psicodramma Analitico, su "Il mondo delle relazioni: difficoltà e soluzioni”.

Da ottobre 2015 a maggio 2016, sempre a cadenza mensile, ho organizzato un altro ciclo di incontri, sempre a cadenza mensile, presso il Liceo Artistico F. Arcangeli, dal titolo “Comunicare con i nostri figli: empatia e ascolto attivo”.

A febbraio e a marzo 2017, sempre presso lo stesso Liceo, all’interno del Comitato Genitori, ho organizzato il gruppo di lavoro “Non si nasce genitori”, con incontri a cadenza mensile rivolti ai genitori degli studenti del liceo, sulla tematica: “Quando, quanto e come dobbiamo stare accanto ai nostri figli, per cercare di accompagnarli in modo adeguato nel percorso di crescita verso l’autonomia e la realizzazione delle loro capacità e attitudini”.

Tale attività è proseguita anche per l’anno 2017/2018. con un primo ciclo di incontri dal titolo: “Tra il bisogno di essere affiancati e il desiderio di autonomia dei nostri figli a volte esistono zone d’ombra che si esprimono con un disagio, celato o manifesto, che se non colto può assumere dimensioni importanti e limitare in modo significativo la loro capacità di procedere con entusiasmo e interesse nel percorso scolastico e di vita. Attacchi d’ansia, depressione, che si traducono in abbandono scolastico, dipendenza da alcol e/o droga e altro non appartengono solo al mondo adulto”. 

E un secondo ciclo: “Il percorso di crescita dei nostri figli dalla prima alla quinta del nostro Liceo Artistico:  dalla scelta iniziale, dettata da curiosità, interesse ed entusiasmo,  a possibili momenti di incertezza, difficoltà, ripensamenti. Insieme ai cambiamenti del corpo e della mente, all’interno dei diversi contesti relazionali: famiglia e coetanei, dentro e fuori dalla scuola. Come possiamo noi genitori  aiutare i nostri figli a costruire quel sottile filo che, nonostante i vari eventi e cambiamenti, darà loro un senso di continuità, sicurezza e fiducia?”.

A maggio del 2017 ho tenuto un incontro con genitori di alunni delle scuole medie superiori, dal titolo “Comunicare con i nostri figli: empatia e ascolto attivo”, presso l’Istituto Tecnico Belluzzi-Fioravanti di Bologna.

Nei mesi di aprile e maggio 2017 ho realizzato due progetti presso le scuola media “Francesco Francia” di Zola Predosa (Bologna). Il primo sull’ ”Educazione ai comportamenti a rischio” rivolto alle classi seconde, il secondo sull’ ”Educazione all’affettività e alla sessualità” rivolto agli alunni delle classi terze, Da fine marzo sino a maggio 2017, in collaborazione con i genitori del Consiglio d’Istituto di Pianoro e con il patrocinio del Comune di Pianoro, ho tenuto un ciclo di tre incontri, presso la Scuola Elementare “Diana Sabbi” di Pianoro (Bologna), rivolti a genitori degli alunni delle elementari stesse e delle medie “V. Neri”, dal titolo “Genitori non si nasce (e neanche figli...)…Come dialogare con i nostri figli. Come sintonizzarci con il mondo dei nostri ragazzi. Come cogliere e saper affrontare possibili segnali di disagio dei nostri figli”.

DA novembre 2017 a gennaio 2018 ho organizzato un secondo ciclo di incontri rivolto alla stessa fascia di genitori e sempre in collaborazione con tali riferimenti istituzionali, presso il Museo di Arti e Mestieri - Pietro Lazzarini di Pianoro:

“Tra metodi educativi più o meno condivisi, l’importanza di mettersi in gioco.

Socializzazione, affettività e sessualità: mondi significativi per i nostri figli. Come entrarne a far parte?

I passaggi delicati: cambiamenti fisici, separazione tra i genitori, perdite…Come possiamo aiutare ad affrontarli? “

E’ in fase di programmazione un’ulteriore serie di incontri anche per i mesi di marzo e aprile, sul tema di come poter aiutare i propri figli ad affrontare le situazioni e le problematiche pratiche legate al fenomeno del cyberbullismo. 

Tale tematica, insieme ad altre strettamente inerenti al contesto classe (strumenti per lettura e intervento efficace nelle dinamiche tra ragazzi, tra insegnante e allievo) sarà affrontata con le insegnanti delle scuole elementari e medie dell’Istituto Comprensivo di Pianoro, in una serie di incontri in via di programmazione.

 

Da marzo 2015 esercito la mia attività di consulenza volontaria e di percorsi psicoterapeutici a pagamento, anche sul social network Facebook,

Sono in fase di organizzazione anche progetti di sostegno psicologico on line volontario e a pagamento rivolto ai gruppi.

 

 

 

 

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali, ai sensi della legge 675/96 sulla tutela dei dati personali

 

Pianoro, 9 febbraio 2018

 

                                                                                           Dott. Michele Bisato

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