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Valentino Pagnin

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Aveva ancora un bel viso, un incarnato chiaro

♥ RACCONTO LA MIA STORIA

Aveva ancora un bel viso, un incarnato chiaro, solo qualche ruga. Da giovane doveva essere stata proprio una bella donna. Con la sua famiglia aveva gestito un cappellificio, specializzato in modelli per donna e lei spesso, indossandoli aveva fatto da modella. Andava fiera di ciò insieme con il fatto che aveva tenuto a mantenere la sua indipendenza non sposandosi. Ora, è vero, era sola ma tutto sommato non aveva rimpianti. Moderna, orgogliosa, e data la situazione in cui si trovava anche molto coraggiosa.

Veniva nella nostra stanza tutti i pomeriggi.

" Si può? ", esordiva bussando alla porta, entrava, si sedeva e guardava la telenovela del momento. Alla mia compagna di stanza più anziana questo non andava tanto a genio perché alla stessa ora lei voleva vedere " ...a Caterina ", ossia la trasmissione condotta dalla presentatrice che portava quel nome, però per dovere di ospitalità cedeva e...protestava dopo.

A modo nostro, in questo nostro piccolo mondo eravamo in armonia, non c'era chiusura di sorta ed era bello constatare come bastasse solo un piccolo approccio per dare inizio a un legame più profondo.

A me invece non bastava la pazienza. Dopo tre giorni di esami, lastre e controlli, e altri cinque trascorsi in vacanza a pensione completa, non avevo ancora capito quale sarebbe stata la mia sorte.

Finalmente, ero sveglia da poco, quando con il buongiorno mi arrivò la notizia che avrei dovuto sottopormi a un altro esame, il Mammotome, con questo probabilmente si sarebbe stabilita definitivamente la natura di quel nodulino al seno sinistro che nessuno riusciva a sentire sotto le mani.

Ma che strano suono, duro aveva quella parola... mammotome!

Faceva paura quasi quanto la malattia.

Intanto quella mattina mi aspettava anche la visita dell'oncologo. Quante novità in una sola volta! Bene, le avrei affrontate tutte perché volevo andare avanti.

 

Che cosa è il MAMMOTOME... ♥

Il Mammotome® è una strumentazione di straordinario valore, perché permette di fare diagnosi affidabili anche su calcificazioni microscopiche, senza dover ricorrere all'intervento chirurgico. Se la mammografia evidenzia una lesione, anche di piccolissime dimensioni, il Mammotome® consente, attraverso una sottile sonda che viene introdotta nel seno, non solo di raccogliere i campioni di tessuto per la biopsia, ma anche di rimuovere l'intera lesione, limitando l'intervento chirurgico vero e proprio solo ai "casi positivi".

 

E' sicuramente un miglioramento notevole rispetto all'intervento chirurgico in aperto per il prelievo del campione del tessuto o della lesione intera. I vantaggi si presentano anche sul piano sanitario, in quanto gli esami sono più rapidi ed economici in termini di risorse e personale.

Si tratta di un miglioramento notevole rispetto non soltanto all'intervento chirurgico in aperto per il prelievo del campione del tessuto o della lesione intera, ma anche rispetto ai sistemi successivi, come la tecnica through cut, in cui con un ago cavo caricato da una molla si operavano successive punture nella sede della lesione, attraverso la cute.

Per prelevare campioni sufficienti all'esame istologico potevano essere necessarie anche una decina di punture.

Con il Mammotome è invece possibile raggiungere con precisione la calcificazione attraverso un'unica incisione lunga soltanto 6 millimetri. Il punto in cui incidere, e la profondità alla quale spingere la sonda, vengono determinati con un sistema di stereotassi digitale, vale a dire che la localizzazione esatta della lesione viene ricavata grazie a due mammografie prese con angolazioni differenti elaborate poi da un computer. Una volta raggiunta la lesione, questa viene in pratica aspirata in parte o completamente per poi essere avviata al laboratorio di istologia. Essendo molto piccola e mobile, la sonda del Mammotome può effettuare prelievi in punti diversi senza dover procedere a una nuova inserzione.

Il Mammotome, in caso di lesioni dubbie, che possa essere necessario seguire nel tempo, può applicare nell'area del prelievo una minuscola clip di titanio, non più grande di una capocchia di spillo, così da contrassegnarla in modo permanente. Essendo in titanio la clip è assolutamente sicura e, inoltre, non interferisce con l'eventuale esecuzione della risonanza magnetica.

Disagi ridotti al minimo. L'esame, peraltro, non è solo più preciso e affidabile, ma presenta anche meno disagi per la paziente. E' sufficiente l'anestesia locale, non vi è sanguinamento (il sangue viene aspirato dallo strumento stesso). al limite si può produrre una banale ecchimosi nel punto di entrata.

La preparazione al test è assolutamente non impegnativa: è sufficiente sospendere qualche giorno prima la somministrazione dei farmaci che ostacolano la coagulazione (per esempio gli antinfiammatori non steroidei o gli antiaggreganti).

E' ridotto anche lo stress psicologico perché la paziente durante il prelievo è in posizione prona, quindi non può vedere l'operazione a differenza di quanto avviene per altre procedure mini-invasive, come la gastroscopia, non è quindi necessario nemmeno il ricorso alla somministrazione di un ansiolitico, concluso l'esame, è sufficiente applicare un bendaggio adesivo alla ferita.

I vantaggi sono importanti anche sul piano sanitario in quanto gli esami sono più rapidi ed economici in termini di risorse e personale.