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La visita dell' ULSS

Tutt'altro ambiente quello della visita medica dell' ULSS, a parte che non ho mai capito perché uno debba fare due visite. una con il medico di medicina legale ed una con la commissione dell'ULSS di appartenenza, sono stato ricevuto, sempre con il mio carrello di documenti, dopo oltre un'ora di attesa da quattro persone, non so dire se medici o altro perché nessuno aveva il camice bianco. Hanno voluto le copie della documentazione e si sono subito lamentati che il materiale era troppo e che avrei dovuto limitarmi a portare l'essenziale, Ovviamente gli ho risposto che io non mi ritenevo in gado di valutare quello che loro ritenevano o meno essenziale e quindi si sono messi a sfasciare il mio dossier, cercando in modo disorganico quei documenti che potevano interessare, mescolando carte, passandosele l'uno con l'altro finché alla fine avevano, non so come, inquadrato la mia situazione. Non saprei riferire la conversazione nel dettaglio perché sono stato tempestato di domande, a volte da più d'uno contemporaneamente.

Poi uno di loro mi ha "catturato" e mi ha letteralmente condotto in un ambulatorio. MI ha detto di spogliarmi che mi avrebbe visitato per l'aspetto neurologico. Così ho fatto ed ha cominciato con la solita indagine, camminare, passo della formica, sulle punte, sui talloni, riflessi del ginocchio, tocco indice punta del naso finché ha voluto che mi stendessi sul lettino. Una volta disteso mi ha chiesto in  cosa consistevano questi "dolori alle gambe". I disturbi neurologici sono veramente difficili da descrivere perché non assomigliano a dolori noti. Allora mi ha mollato un pizzicotto maledettamente doloroso al polpaccio destro, provocandomi un dolore da piangere o urlare ed un forte crampo, visibile ad ovvio nudo: il muscolo era duro come un sasso ed io sono saltato giù dal lettino in un decimo di secondo. Poi l' ho guardato fisso negli occhi e gli ho chiesto se lo riteneva un metodo di indagine valido. Lui mi ha risposto che in qualche maniera  bisogna testare il disturbo dichiarato. Non avevo più risposte o domande, mi bastava scappare da quella gabbia di matti.

 

Il ricorso

In seguito a numerosi richiami, alla fina mi avevano tolto, dopo 5 anni, tutti i benefici che mi avevano concesso in quanto, secondo l' INPS io avrei dovuto essere guarito.

La visita del medico di parte

L'INPS, a novembre 2013 mi ha inviato, a seguito di una visita di verifica dell'ufficio legale, due lettere raccomandate, su una era indicato che la mio assegno di invalidità ordinaria era stato sospeso e nell'altra che la mia incapacità lavorativa era stata rivalutata al 75% anziché al 100% come mi era stata precedentemente riconosciuta. Ovviamente presi un duro colpo perché nel mio conto corrente non entrava più un solo euro dal primo di Gennaio del 2014. Spesso mi era capitato di domandarmi se prima o poi le cose avrebbero potuto cambiare ma mi rendevo anche conto che con le patologie che mi ritrovavo, era realmente difficile non dichiararmi invalido civile al 100%. Chiamai subito il mio patronato e mi confermarono che era la "prassi" e cioè che l'INPS, ad evitare di creare debiti da parte del pensionato, sospende l'erogazione della pensione in attesa di definizione. In effetti il medico che mi aveva visitato mi aveva anche chiesto se io  svolgessi una qualche attività ed io risposi anche di si, che ero molto appassionato di informatica e che conducevo dei blog in rete, ma che le difficoltà causatemi dalla mano che tremava sulla tastiera erano notevoli, che avevo l'handicap di non poter dialogare telefonicamente con alcun interlocutore e che avevo pure difficoltà a muovermi di casa a causa della continua stanchezza che mi assaliva soprattutto nel dopopranzo. Avevo anche segnalato che nessuna azienda avrebbe assunto un cinquantanovenne a part time, tanto più nella situazione di lavoro precario che c'è oggi in Italia. Restai relativamente fiducioso per qualche giorno e, fortunatamente, ai primi di Marzo, mi arrivò la lettera di conferma dell'assegno di invalidità ordinaria ma anche quella di conferma che la mia capacità lavorativa non era più da calcolare al 100% ma al solo 75%. Portai tutti i documenti al patronato che mi disse di non preoccuparmi che avremmo fatto ricorso e che mi avrebbero fissato loro una visita del medico di parte per aprire la disputa con l' INPS.

 

Venne finalmente il giorno della visita,

ed io mi ero preparato ad un incontro confidenziale con un medico che potesse e volesse ascoltare anche il mio punto di vista, che assumesse informazioni sul mio modo di vivere, del fatto che pur avendo i benefici riconosciuti dalla legge 104 non ne abusavo, degli ultimi aggiornamenti medici, come il ciclo di fisioterapia, il cambio della protesi fonatoria, la visita multidisciplinare.

Appuntamento alle ore 10,45 .. ovviamente puntualissimo ma .. era per tutti alle 10,45 e poi bisognava prendere il numero ed a me è toccato il numero 6 e quindi avevo davanti a me altre cinque persone. Già questo mi ha creato una certa indisposizione perché attendere, dopo aver fatto di tutto per essere puntuali veramente è deprimente e poi non capisco il sistema di convocare dieci persone tutte alla stessa ora per poi farle aspettare. Comunque sia è arrivato anche il mio turno, e quando sono entrato dal medico ero anche prontissimo a collaborare.

Io capisco perfettamente che i medici dell'Ufficio Legale dell'INPS cerchino di mettere a dura prova il richiedente per verificarne l'esattezza e la correttezza delle domande di denaro che vengono poi a pesare sul sociale, ma non capisco la stupidità del medico che dovrebbe assistermi per il ricorso.

Dicevo, entro e lui mi dice di sedermi quindi esordisce dicendomi che vede che sono laringectomizzato e che cercherà di farmi parlare il meno possibile. Gli segnalo che non ho problemi nel parlare anche  lungo quindi che questo non avrebbe dovuto essere una preoccupazione.

 

E' cominciata la parodia dell'intervista:

io avevo portato con me un precisissimo calendario di tutti gli eventi clinici importanti dei miei ultimi quattordici anni di malattia e lui cominciò a leggere, in quel momento, davanti a me e per la prima volta, la mia cartella. Allora mi disse

D - Vedo che lei è stato laringectomizzato nel 2000 quindi dal tumore è da considerarsi guarito considerato che sono trascorsi i 5 anni ....

Controbattei e gli dissi che ero stato in sala operatoria, dopo quel primo intervento 19 volte, in modo serio cioè con ricovero ed anestesia generale, senza considerare tutti gli interventi ambulatoriali. Allora mi chiese

D - Quando ha fatto l'ultimo intervento ?

Ma, risposi, l'ultimo intervento serio l'ho fatto nel dicembre del 2012 con la totalizzazione, prelievo istologico e, ovviamente, ricovero ma che ne avevo subiti altri a seguire. Mi interruppe e mi chiese

D - Quando è stato l'ultimo intervento, le ho chiesto

Allora risposi con un tono da stupido scocciato

V - "ieri, ho cambiato la protesi fonatoria"

La domanda seguente era veramente stupida:

D - Ma è stato ricoverato ?

V - Ovviamente no, visto che ero li da lui

E lui seccato

D - Le ho chiesto quando è stato l'ultimo intervento ma intendevo con ricovero!

V - Allora - risposi - Giugno del 2013

D - Ma lei adesso per la patologia tumorale da chi è seguito ?

V - Dalla commissione multidisciplinare dell'Ospedale dell'Angelo

D - Ma deve fare ancora visite ?

V - Sono appena passato alla fase dei controlli semestrali, finora i controlli sono stati trimestrali, il prossimo ce l'ho tra venticinque giorni perché devo fare prima una ecografia di controllo al collo.

D - Ma, mi scusi, se il tumore è stato asportato nel 2000 come mai continua con le visite ?

V - Perché a dicembre 2012 mi è stata rimossa una recidiva, sono stato totalizzato.

D - Ma lei ha fatto chemioterapia e radioterapia ?

V - Ma - dico io - dottore, è tutto scritto nero su bianco, comprese le date esatte dei ricoveri ed ho allegato le copie delle lettere di dimissione. Purtroppo la mia storia tumorale è tutt'altro che conclusa.

D - Si alzi e cammini fino al lettino !

Rimasi sconcertato, avevamo finito l'analisi della mia storia di tumore o la passeggiata serviva ancora per qualche altra verifica oppure si era cambiato argomento ? Ero io irritabile o lui poco chiaro, esplicito o comprensibile ?

D - Mi pare che lei cammini bene, che non abbia problemi

V - A parte - risposi - che ho appena frequentato una terapia personalizzata di venti sedute riabilitative proprio per la camminata e l'equilibrio, i miei disturbi neurologici alle gambe sono più da sindrome delle gambe senza riposo che potrebbe anche essere un processo evolutivo della sclerosi multipla oppure potrebbe essere a causa dell'ischemia cerebrale verificatasi nel dicembre del 2012"

D - Di che ischemia parla che qui non c'è scritto nulla ?

V - Guardi dottore nella lettera di dimissione dal reparto di rianimazione c'è scritto che mi dimettono con trombosi venosa profonda alla gamba sinistra, ischemia cerebrale con emiparesi destra e frattura di tre costole "

Il medico sfoglia un po' le carte e quindi se ne esche con

D- Già ....

D - Ma lei ha anche la sclerosi multipla ?

Qui avrei voluto solo esprimere il mio pensiero che ho però trattenuto e cioè: ma sei scemo ? Mi hai fatto camminare per verificare cosa, se respiravo con la cannula ? C'è una diagnosi precisa datata Luglio 2009, confermata e riconfermata da almeno quattro neurologi consultati : Mirano, Mestre, Udine, Treviso. Io l'ho solamente fulminato con lo sguardo e credo che abbia capito perché chinò gli occhi sul mio foglio e mi disse:

D - A, già, vedo, diagnosticata nel 2009. Adesso da chi si fa seguire ?

V - Seguire per cosa ?

D - Per la sclerosi

V - Dopo una decine di visite, aver provato farmaci con Tegretol, Mirapexin, Lyrica, Gabapentin ed altri quattro cinque, ho sposato la tesi del neurologo di augurarmi che non peggiori a breve e quando succederà provvederemo, per il momento preferisco i disturbi agli effetti collaterali di questi farmaci.

D - Lei ha la patente ?

V - Si, l'ho dovuta rifare a scadenza come patente B speciale per via della sclerosi

D - Lei dove abita ?

V - A Maerne di Martellago

D - E' venuto da solo

V - Si certo

D - Quindi lei guida nonostante la sclerosi

V - Ma dottore, la convalida me l'ha fatta la Commissione Medica di Treviso, non giro con una patente falsa !

D - Ma non preferisce fasi accompagnare visto che vedo che ha diritto ai permessi in base alla legge 104 ?

V - Ma il fatto di avere diritto non significa che si devono utilizzare giorni di permesso retribuito per cose dalle quali riesco a districarmi da solo

Credo di averlo turbato, forse ha creduto che fosse la bugia più grossa che tiravo fuori, come si poteva non  usufruire dei tre giorni di permesso retribuito avendone il diritto, chi era quell' elemento raro che si comportava come la sua etica morale gli suggeriva ?

D - vedo che qui il neurologo ha indicato anche la "sindrome dello scrivano", di cosa si tratta ?

V - Di un tremore della mano

D - Alzi il braccio e faccia il pugno

V - No, non è così, il tremore compare nel movimento fine, vede, c' è scritto, una delle difficoltà è proprio scrivere perché la mano trema ...

D - Ho capito - Lei che lavoro faceva prima di andare in pensione

V - Ero un quadro intermedio, responsabile del reparto progettazione di una Azienda che fabbrica tessuti per arredamento

D- Ma ha sempre fatto il dirigente ?

V - No ho cominciato nel 1983, prima ho fatto gavetta

D - E che studi ha fatto per questo lavoro ?.

V - Nessun titolo di studio, ho lavorato in Azienda ed ho imparato, mi sono fatto sul campo"

D - Ma un titolo di studio lo avrà pure

V - Si, diploma di maturità scientifica

D - Ecco, vede, una preparazione ce l'ha !

Visita conclusa, dialogo interrotto,

D - Si accomodi dalla SIg.ra Paola che le dice cosa deve fare.

V - Ma dottore, volevo anche dirle che

D - Ho capito, le diranno per il ricorso

Sono uscito, irritato, snervato, sudato per andare ad aspettare che la Sig.ra Paola si liberasse per ricevermi e farmi firmare un paio di carte per avviare il ricorso quindi mi disse che potevo andare e che sarei stato ricontattato per il prossimo appuntamento congiunto tra medico legale, medico di parte e me a data da precisare. Non avevo più neanche saliva dalla rabbia, uscii da quel posto, mi sfilai la cannula per respirare liberamente, raggiunsi la macchina e me ne andai a mangiare qualcosina prima di tornare a casa.

In macchina continuavo a chiedermi se era una cosa normale essere intervistato sul mio stato di salute così, a saltelloni, in modo scoordinato, insulso, senza un briciolo di commenti se non una sorta di sottile polemica e reciproca sfiducia. Mi venne anche l'idea di ritornare ed annullare il ricorso onde evitare di dovermi sottoporre ad un'altra dimostrazione da animale da circo.