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COME SI PUO’ ESSERE D’AIUTO  ?

 

Uno dei problemi più comuni in cui ci si imbatte quando si cerca di aiutare qualcuno malato di cancro è semplicemente che non si sa da che parte cominciare.

Tutti vorremmo renderci utili, ma nessuno sa che cosa deve fare

Date la Vostra disponibilità

Innanzitutto dovete scoprire se il vostro aiuto è richiesto oppure no. Nel primo caso, offrite quello che potete. La vostra offerta iniziale deve essere specifica (non usate frasi del tipo “Fammi sapere cosa che posso fare per te”), piuttosto, se avete saputo ascoltare, offritevi per l’accompagnamento alle terapie, alle visite, per andare a fare delle spese, per organizzare una pizza ecc. Inoltre dovete dire chiaramente che ripasserete per vedere se c’è qualcosa in cui potete rendervi utili.

Se siete fuori dalla cerchia familiare è importante sapere se voi siete personalmente nella posizione migliore per poter aiutare: spesso un semplice conoscente o un collega risulta più gradito di un parente stretto, per cui non date un giudizio prematuro sulla vostra utilità. Non rimanete male se il malato non sembra volere il vostro appoggio. Non fatene un fatto personale. Se siete ancora disponibili a rendervi utili, chiedete a coloro che sono più vicini al malato se hanno bisogno d’aiuto: anche aiutare loro indirettamente è un aiuto per il vostro caro. Dopo aver fatto l’offerta iniziale non aspettate di essere chiamati, ma fatevi risentire.

  • Istruitevi

Se volete essere utili al vostro caro, dovete necessariamente essere informati sulla situazione medica, ma solo quel tanto che basta per fare progetti razionali.

Non dovete assolutamente diventare esperti sull’argomento.

Molti di coloro che vogliono aiutare i malati sono spinti ad acquisire sempre più dettagli che non sono necessariamente pertinenti alla situazione del loro caro.

Servono persone che sappiano di cosa si tratta ma non pretendano di sostituirsi ai medici, onde evitare di aumentare la confusione

  • Valutate le esigenze

Vuol dire valutare le esigenze del malato e dei suoi familiari. Naturalmente qualsiasi valutazione non sarà mai definitiva e sarà carica di incertezze perché il futuro è spesso imprevedibile.

Ma dovete pensare soprattutto alle esigenze del malato. Esse, è chiaro, variano a seconda di quanto sia invalidante la malattia in quel momento (ammesso che lo sia). Se le condizioni del malato sono seriamente compromesse, forse vi porrete delle domande.

Chi si prenderà cura di lui durante il giorno?

Può alzarsi dal letto e andare in bagno?

Può prepararsi da mangiare?

Ha bisogno di cure che non può fare da solo?

Altre domande le potreste porre ai suoi familiari.

Ci sono bambini da accompagnare a scuola e andare a riprendere?

Il partner è in buone condizioni di salute o ci sono cose di cui ha bisogno?

La casa si presta ad assistere qualcuno nelle sue condizioni oppure ha bisogno di essere adattata?

Qualsiasi elenco possiamo suggerirvi è quasi sicuramente ncompleto. Fatevi un elenco vostro ricostruendo una giornata della vita del vostro amico e pensando a ciò di cui può avere bisogno in ogni fase.

 

  • Stabilite che cosa potete e volete fare

Che cosa sapete fare bene?

Potete cucinare per il nostro amico?

E per gli altri membri della sua famiglia?

Siete abili nei piccoli lavori domestici?

Sapreste installare dei corrimano o rampe per sedie a rotelle, se necessario?

Sapete badare alla casa?

Potreste portare i bambini allo zoo per un giorno in modo da lasciare la coppia tranquilla per un po’ di tempo?

Se non siete in grado di fare niente di tutto ciò, ve la sentite, per esempio, di pagare una colf per mezza giornata la settimana in modo che dia una mano al vostro posto?

Potreste procurarvi dei libretti adatti al vostro amico?

Siete in grado di trovare delle videocassette di suo gradimento?

Stirare due camicie ?

Fare due spese al supermercato, pane, latte ?

Aggiustare i capelli ( magari quando ricresceranno )

Se ha bisogno di adattare il suo appartamento, sareste in grado di aiutarlo?

Se è una donna, vi ricorderete di farle trovare dei fiori a casa al ritorno dall’ospedale?

  • Cominciate con piccole cose pratiche

Scorrete l’elenco delle cose che siete disposti a fare e cominciate offrendovi di farne alcune. Non vi dichiarate disponibili a fare tutto, altrimenti il vostro amico avrà la sensazione di essere ‘soffocato’. Privilegiate alcuni piccoli compiti pratici che il malato potrebbe non essere in grado di eseguire con una certa facilità. Fate programmi di minima: raggiungere l’obiettivo è molto meglio che puntare in alto e mancare il bersaglio. Ci vogliono un po’ di attenzione e tatto.

Non pensiamo di dover essere tutti psicologi o confidenti, quelli che arrivano e si siedono in poltrona a fare due chiacchere. Quando vi vedrà affaticato o stanco e ne avrà voglia, sarà lui a chiamarvi.

  • Evitate gli eccessi

Non fate doni enormi che sono fuori luogo e imbarazzano. La maggior parte dei regali nasce da un senso di colpa del donatore e fa nascere un senso di colpa nel destinatario che poi vuole restituire in qualche modo. Analogamente le vostre offerte di aiuto dovrebbero essere modeste e adatte al malato e ai suoi familiari. Spesso la malattia comporta spese al di fuori di quello che la società ammette all’ammalato: ci sono delle cose che non sono contemplate tra quelle da rimborsare (un cuscino, una sedia sdraio, un lettore mp3) Siate sensibili.

  • Ascoltate

Il tempo è un dono che potete fare in qualsiasi momento. È meglio dedicargli dieci, quindici minuti ogni giorno o a giorni alterni piuttosto che due ore una volta al mese. Siate affidabili e sempre disponibili.

  • Coinvolgete altre persone

Siate giusti con voi stessi e riconoscete i vostri limiti. Tutti coloro che forniscono il proprio aiuto e sostegno vogliono fare del loro meglio. Potreste essere tentati da gesti eroici per un senso di ira e rabbia contro quanto è capitato al vostro amico e contro l’ingiustizia della situazione.

Ma se volete compiere degli eroismi e poi fallite, creerete voi stessi un problema anziché aiutare a trovare una soluzione. Per voi stessi, per il vostro amico, dovete essere capaci di intraprendere sforzi ragionevoli che potete portare a compimento. Ciò vuol dire che dovrete essere sempre realistici su ciò che siete in grado di fare ed essere disponibili a farvi aiutare quando non ce la fate.

 Ripassare questa lista mentalmente è utile in quanto consente un vero approccio pratico a qualcosa che probabilmente non vi è familiare, e serve anche a placare il dolore che provate quando non sapete da che parte cominciare. Quali che siano i vostri piani, cambieranno senz’altro con il tempo, in quanto le condizioni muteranno. Siate disposti ad essere flessibili e ad imparare strada facendo.