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MA LUI, COSA SUCCEDE ?

 

L’ astenia è l’insieme di sintomi fisici e psichici tra i più debilitanti e meno trattati nei malati di cancro. Si può parlare di una vera e propria ‘malattia’ nella malattia, che spesso può persistere anche dopo la fine del trattamento. Il numero di pazienti che lamentano astenia cresce nel corso della chemioterapia e con gli altri trattamenti concomitanti messi in atto.

Per quanto un malato possa tentare di contrastare con la “forza di volontà” l’astenia, questa lo colpisce in modo aggressivo e grave.

L’ astenia interferisce quindi sulle attività fisiche, mentali, emotive e anche lavorative.

Eppure, nonostante l’ astenia sia una delle manifestazioni più invalidanti e con il maggiore impatto sulla qualità della vita sono pochi i malati che riferiscono ai medici i sintomi di astenia, debolezza, dolori muscolari, inappetenza, ansia, stress, anemia e depressione, che sono le manifestazioni più caratterizzanti di questa sindrome.

Ciò ha una duplice motivazione:da una parte i medici sottovalutano tali sintomi perché tendono a sovrapporli a una sindrome depressiva e a una condizione di malessere generale; dall’altra, i malati, non essendo tali sintomi ben definiti e costanti come, invece, ad esempio, il dolore, la nausea e il vomito, tendono a non esporli, ritenendo che siano parte ineluttabile e incurabile della malattia.

L’ astenia può, invece, essere curata, ma è indispensabile che il malato collabori con il medico, raccontando come l’insorgenza dell’affaticamento abbia modificato le proprie abitudini di vita e quali attività non riesca più a svolgere come prima.

Al contrario c’è l’abitudine a considerare l’astenia come  una malattia immaginaria.

In considerazione dell’importanza che ha lo stato emotivo nella molteplicità di manifestazioni dell’ astenia (tristezza, insonnia, depressione, sbalzi d’umore, ecc.), anche un sostegno psicologico può risultare di particolare aiuto.