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AFFRONTARE I CAMBIAMENTI

 

A volte tutto ciò che serve è solo il tempo per adattarsi alla nuova situazione; altre volte ci sono diverse cose che potete dire o fare per essere di aiuto. Le incognite e le incertezze Ciò che fa particolarmente paura di un tumore sono le molte incognite. Convivere con l’incertezza è un aspetto della malattia. Ci sono alcune domande cui non sarete in grado di dare una risposta e nessuno sarà in  grado di darvela. Fatevene una ragione e aiutate i vostri figli a fare altrettanto : ciascuno avrà qualcosa da consigliarvi di fare ed una direzione verso la quale andare. Se avete un medico di cui vi fidate, seguitelo e selezionate attentamente i vostri interlocutori.

 

COSA CAMBIA IN CASA ?

L’ ingresso della malattia, in casa, sarà un evento che muterà molte delle abitudini domestiche, riguarderà tutti e tutti manifesteranno disagio o comprensione in base al loro specifico stato d’animo del momento.

Il vostro aspetto fisico potrebbe cambiare, così come potreste non essere più in grado di fare le stesse cose di prima. Farete del vostro meglio perché tutto continui come prima. Siate presenti quanto più potete per il bene della famiglia. Mantenete come meglio potete le stesse abitudini.Non sarà faqcile, almeno inizialmente : a tavola potreste avere nausea, in bagno diritto di priorità, vorrete silenzio in momenti festosi.

La routine quotidiana è importante. Date disposizioni in modo che si provveda al necessario. Lasciate che sia un altro membro della famiglia ad accollarsi alcune delle vostre responsabilità, almeno finché non starete meglio. I bambini impareranno che anche questo significa essere una famiglia. Se necessario, fatevi aiutare da qualcuno estraneo all’ambito familiare, soprattutto se in conseguenza dei ripetuti trattamenti accusate effetti collaterali che potrebbero preoccupare i bambini piccoli. La soluzione migliore, se possibile, è quella di fare in modo che sia sempre la stessa persona ad aiutarvi, soprattutto se avete bambini piccoli che hanno bisogno di cure assidue. I bambini sono spesso più disponibili degli adulti ad accettare i cambiamenti fisici. Spiegate loro brevemente perché il vostro aspetto è cambiato o perché vi sentite in un certo modo. Se non siete sconvolti, molto probabilmente non lo saranno nemmeno i vostri bambini e accetteranno facilmente tali cambiamenti.

Potreste anche scoprire di essere diventati l’oggetto delle chiacchiere dei loro ‘amichetti’. Questa può essere per voi l’occasione per insegnare anche a loro qualcosa sul tumore, se ve la sentite! D’altra parte, i vostri figli potrebbero rifiutarsi di ammettere che qualcosa sia cambiato nella vostra famiglia.

Siate elastici – a volte i  cambiamenti rendono necessario ‘dichiarare lo stato di emergenza’, quando tutti devono rivedere i propri piani

Se vi rendete conto di avere dei problemi, parlatene con il vostro medico curante o con il personale del reparto presso cui siete stati ricoverati. Non abbiate pudore di ammettere di aver bisogno di un aiuto da parte di professionisti. Le sedute possono essere organizzate in modo che vi partecipi tutta la famiglia. Informatevi se esistono gruppi di sostegno per malati di cancro nella zona in cui risiedete, perché può esservi di grande aiuto parlare con qualcuno che vive o ha vissuto la vostra stessa esperienza.

 

 

La disciplina

La disciplina può essere difficile, perché i bambini possono comportarsi male per attirare l’attenzione in quanto, secondo loro, si sentono trascurati. Tuttavia, se si allenta la disciplina, i bambini possono rafforzarsi nella convinzione che ci sia qualcosa di molto grave in famiglia. E’ importante fissare dei limiti precisi e coerenti e fare in modo che siano rispettati, per il loro e per il vostro bene. Fate capire ai vostri figli che hanno il vostro amore, la vostra comprensione, ma che non siete disposti ad accettare la loro cattiva condotta. Premiateli quando si comportano bene e fate loro sapere che in questo particolare momento apprezzate soprattutto la loro disponibilità a collaborare. Ricordatevi che nemmeno prima era sempre tutto perfetto.

Differenze di età e di sviluppo

Aiutare i vostri figli a capire la vostra esperienza della malattia richiede sensibilità e una buona dose di tempismo. I bambini possono attraversare le stesse fasi che attraversate voi, alternando incredulità, rabbia, riorganizzazione, speranza e accettazione. Possono avere esigenze particolari in virtù dell’età, ma queste possono mutare nel corso della malattia.

Bambini di età inferiore a 5 anni

I più piccoli hanno paura della separazione, degli estranei e di essere lasciati soli. Se siete ricoverati in ospedale, date disposizioni in modo che se ne prenda cura una persona con la quale hanno confidenza.

Informatevi sulla possibile presenza sul territorio di organizzazioni di volontari che si occupano specificamente di questo. Alla fine di queste riflessioni, troverete un elenco, che certamente non sarà esaustivo ma che vi potrà dare delle indicazioni, sulla presenza sul territorio di queste Associazioni.

Parlate con i bimbi, assicurateli che tornerete a casa presto e che pensate a loro quando siete lontano. Se vengono a trovarvi, suggerite loro di prendere il giocattolo preferito. I bambini piccoli credono di possedere poteri magici e che in virtù di ciò i loro desideri si realizzeranno. Possono sentirsi in colpa per la malattia del padre o della madre o per avere pensieri cattivi su di lui/lei. Tranquillizzateli dicendo loro che nulla di ciò che hanno eventualmente fatto o detto o pensato può avere causato la vostra malattia.

Bambini di 6-11 anni

I bambini di quest’età possono preoccuparsi in modo eccessivo della malattia del padre o della madre. È importante non fare troppa pressione su di loro e non preoccuparli eccessivamente nei dettagli. Informate tempestivamente gli insegnanti della vostra malattia. I loro suggerimenti e la loro comprensione potranno essere d’aiuto in caso di problemi. I bambini potrebbero manifestare disturbi dell’appetito, del sonno, del rendimento scolastico e delle amicizie. I bambini, a qualsiasi età, potrebbero cominciare a comportarsi come bambini più piccoli. Talvolta è proprio il loro modo di dire “ci sono anch’io”.

Gli adolescenti

Gli adolescenti vivono un periodo particolarmente difficile.

Proprio nel momento in cui stanno per conquistare l’indipendenza, il padre o la madre potrebbero essere costretti a dipendere da loro. Alcuni si ribelleranno e si comporteranno in modo infantile, altri si faranno carico di responsabilità gravose e matureranno troppo in fretta, mentre altri ancora affronteranno la situazione con disinvoltura. I sentimenti dei bambini

Se non mostrerete mai che cosa provate, neanche i bambini lo faranno, ma reprimere emozioni così forti è pericoloso. I bambini possono avere paura dei loro stessi sentimenti invece di accettarli come normali.

È naturale che siate rattristati per quanto è successo. Non abbiate paura di esprimerlo.

I bambini possono provare anche altri stati d’animo:

  • alcuni si autocompatiranno quando il genitore sta male, poi si sentiranno in colpa perché pensano che dovrebbero dolersi per lui;
  • altri cercheranno di rimediare ai sensi di colpa diventando buonissimi e imponendosi degli standard assolutamente non commisurati all’età;
  • alcuni vi si attaccheranno morbosamente e vorranno stare sempre con voi per paura che vi possa accadere chissà cosa in loro assenza;
  • altri, invece, si allontaneranno da voi nel tentativo inconscio di diventare più autonomi nel caso dovesse succedervi qualcosa;
  • alcuni si risentiranno per il fatto che devono aiutarvi mentre prima accadeva il contrario;
  • altri rideranno senza motivo e si comporteranno male per celare i loro veri sentimenti o il fatto che non capiscono
  • alcuni fingeranno di stare male per attirare l’attenzione oppure perché vogliono restare con il genitore; potrebbero arrivare al punto di fare tante storie per un banale mal di pancia;
  • altri avranno paura di ammalarsi di tumore anche loro.

 

Tutto questo passerà con il tempo, ma fate sapere ai vostri figli che li capite e li accettate per quello che sono.

 

 

Se sapete che non guarirete …

È importante bilanciare la speranza e la realtà. Può succedere che il timore che non guarirete diventi realtà. Morte e morire non sono argomenti di cui si parla apertamente nella nostra cultura e può essere difficile accettare il fatto che state morendo. Sarà difficile anche per la vostra famiglia e per i vostri figli. Affrontando insieme il problema e facendo in modo che anche loro partecipino a questo processo potrete forse aiutarli ad affrontare il futuro.

Quanto più sarete preparati a parlare di quanto sta accadendo, tanto più facile sarà parlare con i bambini. Se vi rendete conto che non ve la sentite, ci sono altre persone che possono farlo per voi - per esempio un parente di cui vi fidate, il medico o l’infermiere/a che vi assistono, un religioso o la vostra guida spirituale - che conoscono la famiglia e i valori in cui questa crede, persone che i bambini conoscono e di cui si fidano.

I bambini spesso sanno più di quanto immaginiamo e hanno bisogno di avere il permesso di parlarne. Dobbiamo usare un linguaggio che possano capire, evitando espressioni gergali poco comprensibili per loro e usando una comunicazione aperta, onesta e diretta, ma soprattutto abbiamo bisogno di ascoltare