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Ma lui/lei a cosa sta pensando ?

 

Normalmente la comunicazione della presenza di un tumore è un fatto molto traumatico, sia per chi riceve la notizia, sia per i familiari e amici che restano interdetti e inermi rispetto al problema che si presenta. Si, se ne era sentito parlare, ma come di quelle cose che “capitano agli altri”.

E allora, cosa dire, cosa fare, come comportarsi.

Una frase moto diffusa :

“non so cosa dirti, come aiutarti, comunque conta su di me per qualunque cosa di cui tu possa avere bisogno”.

Ma non è il modo corretto di affrontare l’argomento: in questo momento non sa neppure lui di cosa ha bisogno, ma certamente di non restare solo o perlomeno di non sentirsi solo o abbandonato.

Non è facile per una persona sana affrontare la malattia di un altro. Anche quando la malattia non è la nostra, la paura e l’ansia possono sopraffarci: le emozioni sono così forti perché il malato è una persona cui vogliamo bene, soffriamo per lui e abbiamo paura di perderlo, da una parte, ma soffriamo anche perché in lui vediamo noi stessi con le nostre paure di ammalarci. A volte temiamo anche che possa, in qualche modo essere infettiva.

Queste difficoltà si manifestano in tanti modi attraverso:

le parole : ci mancano e non sappiamo più cosa dire