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Esserci conta più che parlare.

 

È però fondamentale che tutti gli atteggiamenti che assumeremo siano in sintonia con la nostra

spontaneità, altrimenti è meglio evitare di costringere noi stessi  a fingere qualcosa che comunque sarà percepito come innaturale.

 

Lei siede nell’atrio di una clinica oncologica. Guarda fisso davanti a sé, immobile suo padre, ricoverato per un carcinoma renale. Quando lo va a trovare  si blocca li, nell’atrio, come paralizzata. Vuole bene a suo padre e vorrebbe stargli vicino. Ma ogni volta ha paura di incontrarlo perché non sa cosa dire.

 

Marco, me lo ricordo, si chiama come mio figlio, non si è più fatto vivo con il suo amico da quando questi si è ammalato. Marco sapeva che l’amico stava lottando con forza contro un cancro al colon, ma ogni giorno che passava sentiva svanire la possibilità di riannodare il rapporto. Perché non trovava più  le parole per spiegare all’amico l’affetto e l’apprensione che provava.

 

Questi brevi ricordi sintetizzano il sentimento della maggior parte di noi quando qualcuno a cui vogliamo bene si ammala di cancro. Se questi racconti colpiscono la vostra sensibilità, la prima cosa che dobbiamo sapere è che non siamo mai soli. Tutti ci sentiamo confusi, forse anche paralizzati, quando un nostro caro riceve una brutta notizia, anche se poi le cose vanno meglio di quanto si sia temuto all’inizio.

 

Tutti abbiamo la sensazione di non sapere cosa dire.

E, ancor peggio, pensiamo che ci siano delle cose che dovremmo dire o che dovremmo fare, le quali - automaticamente - potrebbero rendere tutto più semplice per il malato di cancro.

Basterebbe solo conoscere la formula magica! Non è così: formule magiche non ce ne sono.

Il malato di cancro ha bisogno di un amore particolare che non lo soffochi e non lo faccia sentire dipendente. Ha bisogno soprattutto di comprensione e di stimoli per mantenere intatta la propria dignità. Ha bisogno di incoraggiamento perché di cancro si può guarire o perché si può affrontare anche la morte con spirito sereno.

 

Sono io ,ora fragile, ho bisogno io, di essere rassicurata.

Dio, quanto mi costa la "normalità" che ostento, in ogni gesto che compio, quando vorrei urlare il mio bisogno di pace, di poter piangere e lavarmi via questo guscio di sofferenza e di solitudine.

 

Amare un malato di cancro non vuol dire sacrificarsi per lui ma donare un po’ d’amore anche a noi stessi. C’è addirittura chi sostiene che l’amore che si trasferisce ad un ammalato è una forma di egoismo, di auto-gratificazione.

 

Non esiste la ‘giusta’ ricetta di parole e atteggiamenti che si rivela sempre utile e che tutti gli altri conoscono tranne voi, altrimenti basterebbe divulgarla, insegnarla nelle scuole. Se veramente volete aiutare il vostro caro, il vostro desiderio di aiutarlo è l’ingrediente giusto che ci vuole per trovare la vostra ricetta personale e che non esiste una sceneggiatura perfetta che dovete seguire parola per parola.

La maggior parte di noi - al pari dei protagonisti dei brevi racconti - non sa cosa dire. Ma ciò che conta non è ciò che diciamo bensì come ascoltiamo. Per certi versi, la cosa più importante che possiamo fare per il malato di cancro è ascoltarlo. Una volta che avremo imparato le poche, semplici regole del ‘buon ascoltare’ saremo già di grande aiuto e sostegno e tutto migliorerà di conseguenza.

Il difficile sta nel cominciare.

Cominciare significa imparare a essere un buon ascoltatore. Cominciare significa in primo luogo crederci che l’ascolto (e la parola) sono determinanti. Prima di illustrare in dettaglio come si può diventare dei buoni ascoltatori e dare sostegno, dobbiamo renderci conto di una verità inconfutabile: a differenza di tutte le parole che usiamo per designare altre malattie, la parola ‘cancro’ crea problemi particolari. Non c’è dubbio che, nella società di oggi, la diagnosi di cancro suscita un senso di spavento e presentimento, sia per il malato che per i familiari, e spesso anche per i medici e gli infermieri che assistono il paziente.

Non dobbiamo dimenticare però che un gran numero di malati di cancro guarirà completamente; e quel numero è in crescita, lenta ma costante. Ciò malgrado, per molte ragioni e nonostante le statistiche favorevoli, la parola ‘cancro’ ha un effetto più paralizzante di quello suscitato dalla maggior parte  delle parole che designano altre malattie