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Perché parlare, perché ascoltare

 

Forse il punto più logico da cui cominciare è quello di aver chiaro cosa stiamo cercando di fare. Si tratta di parlare ed ascoltare.

Allora riflettiamo:

  • Parlare è il miglior modo di che abbiamo per comunicare

Naturalmente esistono molti altri modi di comunicare: baciarsi, toccarsi, ridere, disapprovare, gesticolare, ed anche il  ‘non parlare’ è un modo per comunicare, se fatto bene ed al momento giusto. Tuttavia parlare è il modo più efficace e più specifico che abbiamo per comunicare, ed è di gran lunga il miglior modo per rendere chiara la comunicazione tra gli esseri umani. Alti modi di comunicare sono molto importanti, ma perché siano d’aiuto, prima dobbiamo parlare.

  • Parlare solo della sofferenza aiuta a lenirla

Sono molti gli obiettivi che una conversazione può raggiungere. Esistono ragioni ovvie, per esempio dire ai bambini di non toccare la stufa calda, raccontare una barzelletta, chiedere i risultati delle partite di calcio, informarsi degli ultimi acquisti e così via. Esistono però anche ragioni meno ovvie per parlare tra le quali il semplice desiderio di essere ascoltati. In molte circostanze, in particolare quando le cose vanno male, la gente parla per togliersi un peso dallo stomaco e per essere ascoltata.

Lo notate abbastanza frequentemente nel comportamento dei bambini. Se avete una discussione con un bimbo, spesso dopo lo sentirete bofonchiare con il suo orsacchiotto o rimproverare il suo pupazzo preferito nella stessa maniera in cui voi avete fatto con lui. Non si tratta esattamente di un dialogo o di una conversazione, ma ha una sua utilità. Allenta la pressione e lo aiuta. E questo è molto importante perché gli esseri umani possono sopportare il carico di una tensione solo fino a un certo punto.Non oltre. Parlare può essere un sollievo. Il che vuol dire che voi potete dare sollievo a un malato ascoltandolo e semplicemente consentendogli di parlare.

Quindi potete aiutare il vostro caro anche se non avete le risposte a tutte le sue domande. Il solo fatto di porsi come ‘buoni ascoltatori’ aiuta di per sé, anche se non avete tutte le risposte, casomai meglio un naturale “non ne ho idea”.