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  • I sentimenti inespressi prima o poi fanno male

Una delle argomentazioni che amici e familiari avanzano per evitare di parlare al malato è che parlare della paura o dell’ansia potrebbe aggiungere ansia all’ansia stessa, soprattutto se questa era inesistente prima della conversazione.

Le conversazioni tra i malati e i loro familiari e amici non creano nuove paure e ansie. Anzi, è vero il contrario: non parlare di una paura la ingigantisce. Coloro che non hanno nessuno con cui parlare assai spesso diventano ansiosi e depressi.

Uno dei maggiori problemi di chi è gravemente malato consiste nel fatto che gli altri non gli rivolgono la parola. Così il senso di isolamento accresce il peso che il malato si porta dentro. In pratica, se un’ansia seria tiene impegnata la mente, è difficile pensare e dedicarsi all’ansia dell’altro.

 

Una delle ragioni per cui la gente reprime i propri sentimenti è la vergogna. Molti si vergognano dei propri sentimenti, soprattutto dei sentimenti di paura e di ansia. Si rendono conto di avere paura di qualcosa e sentono che non dovrebbero averne, e per questo si vergognano di loro stessi. Uno dei più grandi servigi che potete rendere al vostro amico o parente malato è ascoltare le sue paure e stargli vicino dopo averle ascoltate. Se non vi tirate indietro, gli fate capire che le accettate e le comprendente. Ciò contribuirà, a sua volta, a ridurre la paura e la vergogna e aiuterà il malato a guadagnare il senso di sé.

Per tutte queste ragioni avete tutto da guadagnare e niente da perdere cercando di parlare a qualcuno cui è stato diagnosticato il cancro e di ascoltarlo. Ma iniziare una conversazione in queste circostanze è spesso molto difficile e imbarazzante. Ci sono spesso ostacoli che si frappongono alla libera comunicazione.