ISABELLA

Deve essere stato nel 2000 perché io mi ero appena separato da mia moglie ed uscivo o meglio stavo uscendo dall’enorme trauma subito quando un giorno venne nel mio ufficio Isabella. Una ragazza più giovane di me di dieci anni. Mi chiese se avessi avuto dieci minuti per ascoltarla mentre ci fumavamo una sigaretta da soli con la porta chiusa.

Va premesso che a me Isabella piaceva ed era piaciuta da sempre, dal suo primo ingresso in azienda, ma ovviamente essendo entrambi sposati ci siamo sempre reciprocamente stimati e ai andati oltre.

Fu proprio questa situazione nuova a mettermi in imbarazzo perché mentre mi raccontava di essere ai ferri corti con Leo, il marito, mi venivano alla mente l parole scritte su un libro “L’arte di separarsi” nel quale viene molto ben descritta la donna separata o divorziata: "Terreno di conquista".

E furono proprio queste parole a farmi comprendere che atteggiamento avrei dovuto tenere.

La ascoltai e mi spiegò, perché ero fresco di questa esperienza, che il marito aveva un’ altra donna e che sarebbe andato a vivere con lei.

Isabella, mentre raccontava, era sempre più inviperita finché mi disse “Insomma, Vale, l’ho sbattuto fuori di casa e stasera non lo trovo, sono sola con due bambini” Due, una bimba ed un bimbo, io li conoscevo perché eravamo anche stati insieme in pizzeria.

Cominciai a chiedermi come mai si fosse rivolta a me, proprio a me che avevo appena acquisito una nuova posizione sociale, libero di fare ciò che volevo, di corteggiarla, pure e mi davo anche delle risposte o mi ponevo nuove domande la principale però era mah che stia provando di trovare un nuovo compagno, che stesse bruciando i tempi, che poteva vedere in me un bravo papà adottivo ? L’idea, devo ammetterlo, non mi dispiaceva per nulla, la conoscevo bene come donna posata, seria, con sanissimi principi morali e poi lei proprio mi piaceva già da prima, come ho detto. Poi alla domanda “E se stesse solo sfogandosi con una persona che ritiene amica e sulla quale pone molta fiducia ? Sai che figuraccia ci fai ? E perdi una amicizia così ? No di certo, sono quindici anni che la conosci e non hai mai fatto una sciocchezza, non farla adesso" . Questi pensieri mi attraversavano in tangente il cervello mentre parlava e le sua labbra diventavano sempre più belle.

Altro che dieci minuti, ci siamo fermati a parlare per più di un’ ora, finché non ha “suonato la campanella “ dl pranzo. Ci abbracciammo molto fraternamente e lasciammo la stanza. Di li a poco ero diventato un malato di cancro della gola e mi sono spesso ritrovato a pensare che se le cose fossero andate diversamente, quel giorno, avrei fatto un bel regalo a Isabella.

Lei venne altre volte a parlare con me, di come avevo svolto le pratiche di separazione, dell’avvocato che mi ha rappresentato, del rapporto con i figli e con la mia ex moglie, dei  papà e della mamme, tramortiti da questi eventi, delle conseguenza sociali, dei rapporti con gli amici e le amiche. Eravamo in una specie di simbiosi molto amichevole, gradevole se vogliamo, ma null’altro ed io ero felice di poterla aiutare. Un giorno venne da me per raccontarmi che aveva conosciuto un uomo, un trevisano molto bello e buono, gentile ma fermamente legato ai suoi credo, mi disse che sarebbe stato bello e che forse … Ma si fermò.

Riprese invece il discorso qualche mese dopo per dirmi che “lui” si era dichiarato e che le aveva chiesto di andare a vivere insieme. Le suggerii di attendere un po’ perché innamorarsi a quarant’anni con due figli non è la stessa cosa che a venti e da soli, che avrebbe dovuto tenere presente anche i figli con i quali “lui” avrebbe dovuto interagire.

Avrebbe dovuto valutare anche aspetti meno romantici come la divisione delle spese, sia alimentari che di utenze o affitti, che all’abbandono della sua casa, in proprietà, avrebbe dovuto occuparsi o della manutenzione o dell’ affittarlo oppure vendere tutto. Però alla fine le dissi che se questo “lui” la faceva stare bene, avrebbe dovuto agire e non farsi sfuggire una seconda occasione che non è proprio scontata per tutti. Non si può programmare un innamoramento e non è detto che arrivi, sempre e per tutti, anzi. Varie vicissitudini poi mutarono il nostro modo di stare insieme da amici, sia per il sopraggiunto mio intervento alla gola per l’asportazione del cancro, sia che le nostre sedi di lavoro si allontanarono. Oggi Isabella vive con il suo “lui” che le ha fatto godere di una seconda serenità. Io ? Sono felice di non aver trattato Isabella come "terreno di conquista", di averla rispettata e di aver mantenuto, ancora oggi, un rapporto di cordiale e serena amicizia come era giusto che fosse e che restasse.