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Valentino Pagnin

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Conclusione

Perché ho scritto di questi episodi della mia vita adesso ?

Perché ho provato a figurarmi cosa potrebbe essere detto su di me dopo vent’anni, da una qualsiasi persona, donna o uomo che sia, sui miei comportamenti violenti o sessuali, accuse che potrebbero uscire così, dall'oggi al domani, senza un apparente motivo.

 

Se una collega, ad esempio affermasse che durante il viaggio del 1997 a Parigi, cito ovviamente delle date a caso, io l’ho insidiata e le ho addirittura usato violenza, verrebbe immediatamente creduta e, secondo la logica che sta invadendo i media in quest’ultimo periodo,  avrei certamente torto e da condannare.

 

Perché Asia Argento, ha denunciato il suo molestatore con vent’anni di ritardo ed a lei hanno fatto seguito in centinaia di altre donne.

A me è sembrata, in alcuni casi, una farsa come se non essere "passate" da Weinstein, significasse non aver mai fatto carriera, non essere state importanti nel mondo dello spettacolo, non avere diritto di calpestare il red carpet oppure dichiararsi talmente brutte da non invogliare il famoso produttore ed invaghirlo.

Sulla scia delle denunce a Weinstein, sono poi partite denunce di fatti accaduti con altri “uomini di potere” cinematografico o industriale o del gioco ed ovviamente ogni denuncia assumeva il valore assoluto, senza nemmeno uno straccio di giustificazione. 

La denuncia al femminile ha avuto una valenza per cui pochi uomini hanno risposto con una contro denuncia per diffamazione.

Però oggi, se a me arrivasse in testa  una denuncia "ora per allora" probabilmente vedrei la mia integrità morale in discussione e dovrei ( ma varrebbe la pena di farlo ? )  iniziare a controbattere o contro querelare per diffamazione. Ma una volta gettata un' ombra oscura su una persona, questa resta marchiata e sempre resta il dubbio: se "lei" lo ha denunciato, qualcosa di vero ci deve essere, altrimenti come se lo sarebbe inventato ?

Se Graziano adesso se ne uscisse che a Viareggio siamo stati a fare il giro della prostituzione ed anzi, che ne abbiamo fruito, cosa potrei controbattere ?

Cosa potrei rispondere io se Isabella sostenesse oggi che quando è venuta nel mio ufficio e siamo stati chiusi quasi un’ora a parlare della sua dolorosa separazione, non abbiamo parlato di lei, non si è sfogata in lacrime, non ha trovato in me un amico ma un approfittatore, una persona disposta ad aiutarla ma .. con qualcosa in cambio ?

Quando io entravo nelle fabbriche ero di fatto l’uomo più “importante” perché davo disposizioni anche ai capi fabbrica o ai titolari delle aziende che lavoravano per noi, potevo pure, come feci, far fermare tutte le macchine per mangiare tutti assieme e senza il sottofondo rumoroso, delle ottime coppe di gelato offerte dal sottoscritto in un caldissimo giorno di Luglio ….

Io potevo farlo, io avevo il potere, e se una operaia oggi se ne uscisse con una storia assurda ma credibile sul mio conto ?

E chi potrebbe affermare che non ho mai utilizzato la mia posizione di potere per approcci diversi da quelli lavorativi

Eppure mi prude l’idea che potrei ancora oggi ritrovarmi con una denuncia ovviamente per atti non commessi.

E poi mi domando se anche ammesso, ma non concesso, che io avessi tentato di approfittarne, e che ci fossi riuscito, le care signore avrebbero comunque e sempre potuto rifiutare, magari anche con cortesia che le Donne, quando vogliono, e purché non sia violenza pura, sanno ben come difendersi.