La prima visita, la prima rivelazione

Era il 22 Settembre del 2001 che i recai dall'otorinolaringoiatra per la visita prescrittami, tutto sommato avevano fatto anche molto in fretta se consideravo che al 20 luglio ero in autostrada che rientravo dalle ferie. Mi trovai in una sala d'attesa senza nessun paziente di fronte a me ne a fianco, ma la dottoressa non arrivava, e non capivo perché se l'appuntamento era alle 10, non fosse ancora arrivata alle 10,30, ma avevo ancora poca pratica di ospedali.. Arrivò e come se il suo ritardo fosse assolutamente nella norma, con me, che considero il ritardo di una persona il furto di un momento di vita,l 'appropriazione indebita del tempo altrui ...Entrò nel suo ambulatorio con l'assistente che venne a chiamarmi dopo qualche minuto. Devo dire che ero indispettito da quasi 45 minuti di ritardo ingiustificato. Mi fece sedere e cominciò l' anamnesi, molto breve perché specificamente relativa al disturbo locale, quindi mi fece aprire la bocca e cominciò a trafficare con specchietti, luci, abbassalingua provocandomi forti conati ... ma continuava a dirmi che era necessario e che stessi calmo ! Alla fine, la prima doccia fredda ..

"Se ha tempo dovrebbe seguirmi su in reparto perché qui non ho a disposizione uno strumento che invece è necessario"

Prese il telefono e chiamò chiedendo se era libero l'ambulatorio di laringoscopia e se poteva salire, evidentemente le dissero di si perché mi invitò a seguirla. Ed andammo. In reparto ci aspettavano e la cosa non mi piaceva affatto, cosa stava succedendo di così importante ? Ovviamente - ora lo capisco - mi fece una laringoscopia, la prima di una serie infinita. A me sembrava che girasse e rigirasse questo apparecchio quasi con sadismo tanto ero disturbato, stupito, incredulo. Non mi sarei mai aspettato che mi inserissero una sonda dalla narice per andare a vedere la gola. Sembrava avesse finito, ed io ne ero decisamente soddisfatto, ma la guardavo con tono interrogativo. Lai non mi parlò, mi disse solamente che doveva andare a chiamare il Primario.

Il Primario ?, pensai ? ma cosa sono un caso patologico ? Questa è matta. Ed arrivò anche il Primario, Prof. De Paperis che - dietro sollecito della dottoressa - ricominciò la tortura del laringoscopio, però cambiando narice, giusto per darmi la soddisfazione di cambiare. Lui fu molto rapido perché aveva già visto delle polaroid della mia gola e voleva solamente verificare di persona. Finita la verifica, si tolse con calma gli occhiali, mi invitò a sedermi sulla poltrona di fronte alla scrivania e mi fece portare dell'acqua quindi andò a sua volta a sedersi dall'altra parte.

"Allora" esordì "dovremo ricoverarla per ulteriori accertamenti: da quello che ci appare alla visita lei potrebbe essere affetto da una neoformazione che dovremo verificare con esame istologico e TAC, le potrei fissare già d adesso la data del ricovero in modo da sveltire la cosa perché non bisogna lasciar passare molto tempo". Avete presente un pezzo di marmo bianco, lucido e levigato, freddo e con qualche venatura appena accennata ? Bene, così ero io in quel momento. Io, con una patologia che non avevo neanche ben capito di cosa si trattasse esattamente, che non avevo mai avuto bisogno di un ricovero se non per l'appendicite, tutto d'un tratto assimilato a termini di cui non conoscevo nemmeno l'esistenza .. ero un pezzo di sale, inebetito ed incosciente. Presi solamente nota, anzi mi diedero loro un biglietto, per l'ora ed il giorno del ricovero, a digiuno alle 7 per analisi di routine e poi iniziamo le indagini. E così fu, mi presentai il giorno e all'ora stabilite e iniziarono dal prelievo del sangue, radiografia e poi a seguire tutti gli altri. Sono stati solamente tre giorni, incredibilmente lunghi, passeggiavo lungo i corridoi contando i passi, ogni tanto, molto di nascosto, andavo anche a fumare, ma poi ero preso dal timore di essere scoperto. Ricordo che ad un certo punto è entrato in reparto uno strano personaggio: dava del "tu" al Primario, gli venne assegnata una stanza singola, come arrivato tirò fuori un portatile, un cellulare, carte da una borsa e lavorava, telefonava su e giù. Ogni tanto andava dal caposala e gli diceva "Fammi una cortesia, fammi un permesso di uscita di un paio di ore che devo andare ..." e questi compilava il modulo e poi quasi si scusava di doverlo far attendere per la firma del Medico responsabile il quale firmava ogni volta; entrava ed usciva dall'ospedale come fosse un albergo. A lui persino il pranzo e la cena erano fatti su misura o forse importati dall'esterno. Comunque cominciavo ad essere realmente preoccupato, e molto: non arrivavano notizie di sorta tranne che si "ventilava" che io avessi un tumore, figuriamoci, io un tumore, pensavo !

Introduzione

 

Ero da poco uscito da una bruttissima separazione. Avevo sofferto veramente moltissimo e per il primo anno non mi ero aperto a nessuna nuova esperienza. Poi, con una certa cautela, avevo accettato di tentare una nuova vita con Milli. Le difficoltà del nostro rapporto erano moltissime: io avevo due figli, un ragazzo ed una bambina, Marco e Sara, lei aveva due figlie, Sara ed Arianna con le quali ovviamente conviveva mentre i miei erano rimasti con la mamma. Entrare nella vita di Milli poteva anche essere facile, ma comprendevo di dover entrare anche nella vita delle due bambine, che era meno scontato. I miei figli non erano indifferenti anzi, direi che vedevano molto negativamente la mia posizione, quasi fossi ancora un traditore.

Io per l'appunto uscivo da un bruttissimo periodo perché avevo cominciato ad abusare di alcool, per consolarmi, per stare bene ... Con Milli decidemmo di andare comunque in ferie insieme. Io ero molto perplesso, non mi piaceva l'idea di vivere e convivere - neanche per un mese - col lei e le figlie. Prenotammo, allora, una casa mobile, al mare, ed una roulotte, molto piccola, per me così che lei potesse avere la sua privacy con le figlie ed io la mia.

Potrei dire che non avevamo ancora cominciato la nostra "avventura" che, durante il rientro dalle ferie, la piccola richiese urgentemente, e quando dico urgentemente era con urla e strepiti, di fermarsi per fare la pipì. Ovviamente mi fermai, un po' seccato dai suoi modi, sotto ad un ponte dell'autostrada, almeno all'ombra e fuori dalle carreggiate di marcia .. perché arrivare ad un'area di servizio sembrava impossibile. Quando sono sceso, ovviamente, per prima cosa mi sono acceso una sigaretta e, stranamente, ebbi la sensazione di non avere voglia di fumare, come se il fumo mi provocasse un inusuale sgradevole bruciore in gola. Già dai primi chilometri avevo notato un abbassamento della voce, ma la imputavo al condizionatore, al nervoso, al caldo, insomma a tutto, ma che potesse dipendere dal fumo, dopo che erano quasi due ore che non accendevo una sigaretta, che in macchina non si poteva fumare, questo proprio no.

Mi irritava che anche quando ci fermammo - questa volta programmando in area di servizio la sosta - ed accesi la sigaretta di rito, questa mi desse fastidio. Ovviamente nonostante questo non rinunciai a fumarmela, anzi, ne fumai due, quasi per stigmatizzare la mia irritazione e far aspettare per ripartire.

Il fatto fu che neanche quando rientrammo a casa, ovviamente Mili a casa sua ed io alla mia, questo fastidio in gola passava. Decisi quindi di andare dal medico a sentire un po' cosa mi diceva. Era in ferie e quindi, non dando importanza alla cosa, attesi che rientrasse quindi andai a trovarlo ai primi di Settembre.

"Un colpo d'aria, ha la gola arrossata, le ci vogliono un po' di antibiotici, non tenga il condizionatore tropo alto in ufficio e attento agli sbalzi di temperatura ". Ok, questo lo sapevo anch'io, mi venne da pensare, comunque avviai la terapia, ma i sintomi di bruciore in gola non passava.

Tornai, dopo circa dieci giorni a spiegare che la sensazione di bruciore permaneva anche se non fumavo, anxi, il desiderio di fumare era decisamente diminuito, sovrastato dalla sensazione di disagio. Venni via un po' seccato perché - pensai - non ha trovato di meglio che inviarmi ad una visita otorinolaringoiatra per togliersi il problema ... Comunque andai alla mia ULSS e prenotai la visita.

 

Ero da poco uscito da una bruttissima separazione. Avevo sofferto veramente moltissimo e per il primo anno non mi ero aperto a nessuna nuova esperienza. Poi, con una certa cautela, avevo accettato di tentare una nuova vita con Milli. Le difficoltà del nostro rapporto erano moltissime: io avevo due figli, un ragazzo ed una bambina, Marco e Sara, lei aveva due figlie, Sara ed Arianna con le quali ovviamente conviveva mentre i miei erano rimasti con la mamma. Entrare nella vita di Milli poteva anche essere facile, ma comprendevo di dover entrare anche nella vita delle due bambine, che era meno scontato. I miei figli non erano indifferenti anzi, direi che vedevano molto negativamente la mia posizione, quasi fossi ancora un traditore.

Io per l'appunto uscivo da un bruttissimo periodo perché avevo cominciato ad abusare di alcool, per consolarmi, per stare bene ... Con Milli decidemmo di andare comunque in ferie insieme. Io ero molto perplesso, non mi piaceva l'idea di vivere e convivere - neanche per un mese - col lei e le figlie. Prenotammo, allora, una casa mobile, al mare, ed una roulotte, molto piccola, per me così che lei potesse avere la sua privacy con le figlie ed io la mia.

Potrei dire che non avevamo ancora cominciato la nostra "avventura" che, durante il rientro dalle ferie, la piccola richiese urgentemente, e quando dico urgentemente era con urla e strepiti, di fermarsi per fare la pipì. Ovviamente mi fermai, un po' seccato dai suoi modi, sotto ad un ponte dell'autostrada, almeno all'ombra e fuori dalle carreggiate di marcia .. perché arrivare ad un'area di servizio sembrava impossibile. Quando sono sceso, ovviamente, per prima cosa mi sono acceso una sigaretta e, stranamente, ebbi la sensazione di non avere voglia di fumare, come se il fumo mi provocasse un inusuale sgradevole bruciore in gola. Già dai primi chilometri avevo notato un abbassamento della voce, ma la imputavo al condizionatore, al nervoso, al caldo, insomma a tutto, ma che potesse dipendere dal fumo, dopo che erano quasi due ore che non accendevo una sigaretta, che in macchina non si poteva fumare, questo proprio no.

Mi irritava che anche quando ci fermammo - questa volta programmando in area di servizio la sosta - ed accesi la sigaretta di rito, questa mi desse fastidio. Ovviamente nonostante questo non rinunciai a fumarmela, anzi, ne fumai due, quasi per stigmatizzare la mia irritazione e far aspettare per ripartire.

Il fatto fu che neanche quando rientrammo a casa, ovviamente Mili a casa sua ed io alla mia, questo fastidio in gola passava. Decisi quindi di andare dal medico a sentire un po' cosa mi diceva. Era in ferie e quindi, non dando importanza alla cosa, attesi che rientrasse quindi andai a trovarlo ai primi di Settembre.

"Un colpo d'aria, ha la gola arrossata, le ci vogliono un po' di antibiotici, non tenga il condizionatore tropo alto in ufficio e attento agli sbalzi di temperatura ". Ok, questo lo sapevo anch'io, mi venne da pensare, comunque avviai la terapia, ma i sintomi di bruciore in gola non passava.

Tornai, dopo circa dieci giorni a spiegare che la sensazione di bruciore permaneva anche se non fumavo, anxi, il desiderio di fumare era decisamente diminuito, sovrastato dalla sensazione di disagio. Venni via un po' seccato perché - pensai - non ha trovato di meglio che inviarmi ad una visita otorinolaringoiatra per togliersi il problema ... Comunque andai alla mia ULSS e prenotai la visita.

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