Per motivi che saranno chiari  a chi vorrà approondire la mia storia si ictus o ischemia, mi sono ritrovato a a seguire, per amore o per forza, un po' tutti gli eventi che hanno caratterizzato qusto primo semestre del 2020.

Il 26 Dicembre del 2019 sono entrato in ospedale per via di un ictus cerebrale (perlomeno così mi è stato dignosticato) e ne sono uscito il 5 Gennaio2020, ero molto confuso ed innervosito per un ricovero ed un intervento dl quale non evevo capito proprio nulla.  Un periodo durante il quale mi sono sntito mettere in discussione l' integrità mentale, la  capacità di pensare, di agire e di fare. Non ero a conoscenza del fatto che la dimissione prevedesse un "affidamento" a mia moglie, definita "principale caregiver", responsabilità che lei assunse applicando con enorme rigore per cui non mi lasciava mai da solo nemmeno un attimo nelle 24 ore, non mi autorizzva ad uscire di casa se non accompagnato.

Un altro"evento", tecnicamente un TIA( Temporary Iscmic Attac), che  è un disturbo della funzione cerebrale che dura solitamente meno di 1 ora e che deriva da un blocco temporaneo dell’afflusso di sangue al cervello, mi colse il 3/2/2020,

Finii anche e  nuovamente in ospedale me non seppero nemmeno cosa "propormi" a livello di indagine causale, per cui, come andai, tornai ma certo non sereno. Fu però la prima volta che, un giovane medico, ipotizzò potersi trattare i une pisodio da collegare alla neuropatia piuttosro che alla vasculopatia.

Ll'evento del focolaio di infezioni di COVID-19, rilevato il 20 febbraio 2020 a partire da 16 casi confermati in Lombardia, a Codogno, in provincia di Lodi, aumentati a 60 il giorno successivo[ con i primi decessi segnalati negli stessi giorni, non rasserenò certamente l'ambiente domestico, già difficile consideersto il momento critico e devastante, sia per me che per Milli 

Tagged Under

COM_COMMENT_POWERED_BY

Search