Erano mesi che attendevo una visita otorino per via che l'udito cominciava a darmi segnali di problemi: io mi ascoltavo la televisione in cuffia perché il volume che desideravo io era eccessivo rispetto anche al resto del condominio. Ero realmente convinto di venir sottoposto ad una visita audiometrica e quindi, se del caso, ad un lavaggio del'orecchio o, in alternativa ad una proposta di ausilio uditivo. Ormai, mi percepivo "bionicamente" ricostruito per cui tra stent della carotide, protesi fonatoria, Protesi dentali fisse, dilatazioni dell'esofago, occhiali e pastiglie al posto delle tiroide, non sarebbero stati due auricolari a cambiarmi la vita Come entrai e salutai, la dottoressa, che mi conosceva ormai da oltre dieci anni, esclamò "ma questa non è la voce di Valentino" e poi, guardandomi, "l'ha portata la potesi i ricambio ? " io risposi ovviamente di si ma tenti anche di spiegare che ero li per un problema di udito E lei " E no, già che è qui, cambiamo anche la protesi fonatoria" Io non ne avevo la minima voglia: non posso definirlo un intervento vero e proprio, ma una fastidiosissima procedura ambulatoriale per la quale necessita una anestesia locale.Io aggiunsi anche, peer sottolineare le mia "poca voglia si fare questa cosa," che ero in terapia antiaggregante e che quindi potevo avere dei forti sanguinamenti. Mi rispose che avrebbe cercato di provocare meno  sangue possibile e che comunque l'infermiera mi avrebbe sempre aspirato. Così avevano deciso tutti attorno a me, non mi restò che alzare la testa e sporgere il collo agli strumenti del medico. Ero convinto che la mia audiometria fosse saltata ed invece, finito on la protesi, la dottoressa esplorò i miei canali uditivi ed estrasse, con una pinzetta. due piccoli tappi di cerume.

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