Dall'intensiva alla ossessiva

In terapia intensiva ( rianimazione ) il pziente viene monitorato in tutte le sue funzioni vitali: una serie di cavi eletteici e sensori, daranno l'informazione costante sulls funionlità cardiaca. Un saturimetro, pplicato ad un dito delle mano, inichà costantemente la uantità di ossigeno che viene immess nel circolo csrdiaco. una facia al braccio consentirà di tenere sotto conrollo la pressione ( pressione sistolica e diastolica.) ed ancora viwnw inserito un "accwesso venoso sicuro", un ago che garantisca l possibilità di iniettare direttamente in vena, i farmaaci evntualmnte necessari. Un operatore sanitario controlla, a turno, quattro o cinque pziwnri 24 ore su 24 e s olo un pparecchio segnla errore, lancia l'allarme. Io, da paziente "espwrto" ma oprattutto muto, utilizzavo  il sensore cardio per chiamare o comunue attrare l'attenzione i un infemiere che, come staccavo, arrivava. Poi mi presi una sgridata perché mi obbligrono ad utilizzare il campanello, come tutti.  'cera poi l'abitudine, da parte i ciascun ifermiere, di predisporsi esatamenete sua la stumentazione e le protezione, in modo personlizzato, quasi ossessivo. ricordo un infermiere in particolare che doveva mettere in ordine tutto in una spece di prallelismo sul carrello che poi portava vicino al mio letto, un vero e proprio rituale. Un'altra doveva controllare e e lo faceva sistematicamente com prima cosa quando entrava in camera, controllare la bombola dell'osigeno. 

Il modello cognitivo delle Ossessioni

E’ molto frequente che le ossessioni si manifestino sotto forma di pensieri o immagini relative a potenziali danni a sé o ad altri (di fisico, finanziario o psicologico) che vengono attribuiti alla propria responsabilità, spesso alla mancanza di attenzione e accuratezza nella prevenzione di tali danni. In tal senso diversi modelli cognitivi hanno sottolineato il ruolo della iper-responsabilizzazione di sé nell’esordio e mantenimento della psicopatologia ossessivo-compulsiva.

In qualche caso un’ ossessione può assumere la forma di veri e propri deliri, avvicinandosi in questo caso allo della psicopatologia psicotica. Alla base delle ossessioni vi è infatti il cosiddetto fenomeno della “fusione pensiero-azione” principio illogico secondo il quale nella mente del soggeto  “avere un pensiero circa una determinata azione” equivale al “realizzare l’azione stessa”; il solo “pensare di avere fatto” equivale ad “avere fatto” senza lasciare margini all’intenzionalità e alla reale esecuzione effettiva dell’azione e del comportamento.

Compulsioni e rituali

La tipica risposta alle ossessioni sono le cosiddette compulsioni. Le compulsioni sono definite come delle azioni ripetitive, a volte veri e propri rituali, a carattere esplicito oppure implicito. Le compulsioni a carattere esplicito sono azioni motorie come ad esempio controllare ripetutamente di avere chiuso la porta di casa, lavarsi più volte le mani, sistemare e allineare continuamente degli oggetti, etc. Le compulsioni a carattere implicito sono invece di fatto dei pensieri o meglio “azioni mentali” come pregare, contare mentalmente o ripetere continuamente alcune parole. Spesso le compulsioni si manifestano sotto forma di insieme di comportamenti stereotipati e ripetitivi e rituali.

Le compulsioni quindi sono azioni mentali e/o comportamentali che rappresentano per il soggetto la risposta e un tentativo di gestire le ossessioni. Infatti generalmente, le compulsioni sono seguite da un senso sollievo dall’angoscia e sofferenza legata alle ossessioni. Tuttavia come è facile intuire tale sollievo è solo momentaneo, e a medio e lungo termine non solo le ossessioni si ripresentano insistentemente alla mente dell’individuo, ma il disturbo viene mantenuto in vista della dinamica secondo cui le compulsioni non consentono la disconferma delle idee ossessive.

Lo scopo delle compulsioni è quello di “annullare” le idee ossessive (secondo una logica di pensiero magico) o alleviare il disagio connessi ai contenuti dell’ ossessione attraverso la dinamica del controllo, spesso definito in gergo anche controllo ossessivo; in ultima analisi le compulsioni sono finalizzate nella mente del soggetto a neutralizzare o evitare situazioni ritenute dannose e pericolose.
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/ossessioni/

Milli è diventata intelocutrice dei medici che, però, non hanno mai espresso una opinione lieneare e comprensibile, è vivo quindi ce l'ha fatta ma che fare ? Non resta che aspettare... Ed intanto mi hanno mandato a casa rccomandnole di fornirmi tutta l'assistenza necessaria, ma senza specificare che tipo di che tipo di assistenza, io avessi bisogno. Inizaiammo quindi una ricerca quasi isperata di onfrme, dall'oculista l csrdologo, dalo picologo al Ecografo fino d un neurologo, il tuto, ovviamenttr s psgsmento, me nedduno i h fornito certezze o opinioni utoreoli ul mio futuro. futuo ch per un lunghiddimo periodo, ds Febbraio a Maggio sembrava in reale pericolo anche a causq di numerose cqdute non identificate come cardiologiche ed ipotizzate come epilettiche.
Pensieri negativi che tormentano, ovviamente.
Ed il power pivot( colei che ha il potere delle acelta, un un ruolo centrale, la persona di riferimento per tutti gli avvenimenti di questi giorni
Un fatto è certo: i pensieri ossessivi e fissi tolgono energia e fanno molto male.
Come un tarlo che continua a riaffacciarsi, assorbono la nostra mente, il nostro benessere e attaccano la nostra serenità.
Accade, ad esempio,quando soffriamo per la fine di una vitae e vogliamo a tutti i costi cercare evtarla, o nei momenti in cui il futuro ci fa paura, oppure mentre riflettiamo su avvenimenti o decisioni del passato giudicando il nostro operato.
Continuiamo a pensarci e non ci rendiamo conto che così facendo stiamo guardando l’esistenza con il solo occhio della ragione: un modo di fare alquanto riduttivo. Se affidiamo solo ai pensieri il compito di guidarci e di illuminarci, possiamo perdere l’orientamento.
Ma cosa possiamo fare per liberare la nostra mente e acquisire una lucidità più profonda?
Cosa fare per liberarsi dalle preoccupazioni e dai pensieri che tormentano
Immagina di chiuderti in una "camera silenziosa"
Molti dei pensieri che credi tuoi non ti appartengono. Li assorbi dalle persone che frequenti e dall’ambiente in cui vivi. Le parole di chi ti sta vicino si introducono in te, dagli insegnamenti morali e sociali che, materializzandosi in ragionamenti, intasano il cervello.
Ecco perché è importante, pur rimanendo a contatto con gli altri, immaginare nel tuo spazio interno la presenza di una “camera silenziosa”, in cui entrare e sostare non appena ti senti invaso da opinioni e idee che non ti appartengono e che ti disturbano. Così eviterai di essere “contaminato” da ansie e preoccupazioni altrui.

Dedicati a un’attività fisica che ti piace
Quando la mente è assorbita da un pensiero, la cosa migliore che possiamo fare è mettere in movimento il corpo. Per esempio, dedicandoti a uno sport che ci appassiona. Il movimento fisico dopo qualche minuto azzera il ragionamento, producendo nel cervello sostanze del benessere come le endorfine, che hanno il potere di procurare stati di piacere e rilassamento. Sono sufficienti appena 45 minuti di attività fisica moderata per attivare l’anandamide, che è una delle più importanti “molecole del relax”.

La tecnica: lasciali venire, ascoltali e poi staccati da loro
Quando sei assorbito da un “pensiero dominante” puoi eseguire questa operazione per alleviare il carico. Per prima cosa percepisci il tuo pensiero ricorrente, ad esempio: “lui che mi abbandona…” o “la litigata che ho fatto con il mio capo”… Non opporti in alcun modo a questa immagine, abbandonati a lei. Lasciala venire: contrastare i disagi vuol dire rinforzarli. Dopo qualche istante di abbandono dirigi lo sguardo su un oggetto, può essere una bottiglia, una macchina o qualsiasi altra cosa che attira il tuo interesse. Osserva l’oggetto attentamente, guardane i riflessi, la composizione, immaginane l’uso. Perditi per un po’ in questa fantasia. Spostando l’attenzione sull’esterno, il cervello può “staccarsi” dalle preoccupazioni. Questa operazione di distacco ti porterà ad avvertire una sensazione di vuoto. Solo quando la tua mente è distratta (da intenzioni, scopi predefiniti e preoccupazioni), può produrre di colpo soluzioni cui non avevi proprio pensato….

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