La coppia sbotta o tiene botta don il lockdown

La coppia sbotta o tiene botta don il lockdown

Normalmente due partner che vivono insieme da poco o da tanto tempo, sposati o conviventi, organizzano la loro vita di coppia sulla presenza ma anche sull’assenza dell’altro, facendo alcune cose insieme e altre da soli, mantenendo alcuni spazi condivisi altri privati. Avere “la giusta distanza” in una relazione affettiva aiuta a mantenere salda la coppia, senza rischiare di diventare simbiotica e asfittica, permettendo alla passione di mantenersi viva.

L’emergenza sanitaria mondiale “Coronavirus” ha cambiato tutto! Mettendo alla prova anche la nostra sfera affettiva con convivenze e separazioni più o meno forzate.

Alcuni amori sono stati messi in pausa, altri hanno accelerato ed altri ancora sono stati chiusi. E’ stato un bene o un male? Numerosi post e articoli letti in questa quarantena sostenevano che gli avvocati avrebbero avuto un gran lavoro al termine della pandemia. Ma… siamo sicuri di non scambiare normali nervosismi causati da uno stato di stress, ormai collettivo, con liti per incompatibilità di carattere? La quarantena è stata un vero banco di prova per le coppie, si sono rotti alcuni equilibri e se ne sono trovati di nuovi. Ora pian piano stiamo tornando a vecchie routine modificando nuovamente in poco tempo l’assetto della coppia.

È possibile sopravvivere come coppia a tutti questi cambiamenti?

Le situazioni in cui può trovarsi una coppia sono molteplici, poiché la coppia è un organismo a sé, con le sue regole, stili, codici personali, ma è anche costituita di due individualità ben distinte, o che dovrebbero esserlo, a loro volta messaggere di sentimenti, attitudini, aspettative. Le combinazioni sono spesso non prevedibili. 

• Se dovete ancora lavorare entrambi da casa, fatelo in stanze separate, e ritrovatevi per il pranzo, per un break da condividere. Mantenere degli spazi personali permetterà di conservare il benessere nella coppia

• Non aspettate che l’altro si accorga della vostra sofferenza, rabbia… nessuno ha il dono di leggere nel pensiero: comunicate. Migliorare le conversazioni parlando di come ci si sente e di quello che si desidera, permetterà all’altro di comprenderci meglio e dal confronto, le aspettative nel rapporto saranno più realistiche.

 Per i fortunati che hanno scoperto una nuova complicità durante il lockdown, fate tesoro della lezione acquisita! La coppia va coltivata e non data per scontata. Sempre he non si debba dire Piove sul bagnato (meno frequentemente piove sempre sul bagnato) è un modo di dire usato molto spesso in italiano. Ha un’origine colta; troviamo infatti quest’espressione nelle Prose di Giovanni Pascoli: “Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime“.

Nella Coppia:

Lei: al 31 Ottobre 2019 va ufficialmente in pensione, dopo otre quarnt'anni di lavoro; onn esce dal mondo del lavoro perhè non ce lò fa più ed è stanca  ma solo perché teme che la normativa sull'età minima per la pensione possa improvvisamnte cambiare esponendola anche al rischio di una decurtazione eonomica. Sta cercando di riorganizzare la sua giornata, settimana, mese e vita. Decide di provare sport, danza ed anche Yoga ed in acordo con Lui, si iscrive ai vari corsi. Il 26 Dicembre, quando ancora non ha trovato i nuovi ritmi, Lui iene colpito da un ictus cerebrale che lo mette in seria difficoltà; sembra che sia si vivo e quini "il peggio" sia evitato, ma è anche molto cambiato, meno lucido, dialogante, disponibile, più irascibile, teso, nervoso e soprattutto molro confuso.

Il "muro di gomma" che alzano i medici non la aiuta certo a rassicurarem Lei. Lui, ad un certo punto viene trasferito, senza nemmeno un motivo comprensibile, ad un ltro centro neurologico dove, però, sembrano avere le idee ancor meno chiare su da farsi per un possibile reupero psico-cognitivo del "Lui" Lei è a casa dal lavoro, è in pensione, e tutti i giorni va da Lui sempre molto preoccupata di ritrovarsi con un uomo totalmente diverso, una volta a casa, insomma, un minorato.  Lui c chiede ogni giorno qualcosa di diverso, manifestando anche così il suo malessere per la situazione che si è creata ma compiendo anche degli atti chiaramnte inconsulti.  Esami, indagini, non portano ad alcuna prospetiva e quindi Lui viene rimandato a casa ma deve essere tenuto costantemente sotto controllo peché anche urante la degenzaa ha avuto delle ricadute( peraltro segnalate come pericolose) e torna in "affidamwenro a Lei

LuiL’importanza di essere emotivamente forti
Nessuno ha scelto di avere l’emicrania, , il disturbo bipolareo l'isctus cerebrale… Invece di arrendersi di fronte a ciò che la vita ha offerto, le persone con malattie invisibili hanno solo una scelta: accettare, lottare, essere assertive, alzarsi ogni giorno nonostante il dolore o la paura. Una malattia cronica non ha solo sintomi, ma anche conseguenze. Una di queste, è accettare di essere giudicati in un certo momento della vita. Bisogna quindi prepararsi con adeguate strategie per affrontare la situazione. E' precisto, in teoria, una upporto priologico, sia pe il malato (definito"Sopravisuto" in letteratura ( e già queto è un punro fi prtena negativo.
 Ma questo supporto esiste solo in teoria. Non dovremmo farci problemi nel dire ciò che ci affligge, nel definire la nostra malattia. Bisognerebbe rendere visibile l’invisibile in modo che chi ci sta attorno ne sia consapevole. Questo, però, significa appesantire gli elri delle proprie inquietudini. Ci saranno giorni in cui riusciamo a fare qualsiasi cosa e altri no. Ma riuciremo a affermarci  ed essere noi stessi, quando poi, scpriamo di non rionosceri più in ciò che fcciamo, pensiamo o diciamo ?
Dobbiamo essere pronti a difendere i nostri diritti, ma senza pretendere di averne troppi. E se non accetti questa condiione nuova, rischi di  impazire e di far impazzire chi ti circonda.

Neurologi, reumatologi e psichiatri danno un consiglio fondamentale: il movimento. Bisogna muoversi nella vita e alzarsi ogni giorno. Anche se il dolore ci paralizza, bisogna ricordare una cosa: se ci fermiamo, arrivano il buio, le emozioni negative e lo sconforto… Ma se loro stessi dicono poi che il sopravissuto non può camminare da solo, non può assere abbandonato, va tenuto sotto costante controllo visivo, guai lasciargli fare una doccia da solo,guai lasciarlo in bagno da solo ( il bagno è una delle stanze più pericolose della casa, ina caso di cadute)

In conclusione, una cosa da avere ben chiara è che i pazienti affetti da malattie invalidanti socialmente invisibili non hanno bisogno di compassione e nemmeno di un trattamento di favore. Chiedono solo empatia, considerazione e rispetto. Perché a volte le cose più intense, meravigliose o devastanti, come possono essere l’amore o il dolore, sono invisibili agli occhi.

 Lui e lei Sono rientrati  casa, senza nemmeno delle linee guida essenziali, sia cliniche che relazionali ma per talevisione iniziano a diffondere informazioni sulla possibile diffusione di un nuovo virus, chiamto Covid-19, altamente infettivo e molto aggressivo. Lui è provato e stanco per cui da alla vita un valore ridotto mentre per Lei è e resta un vlore fondamentale.

e

Lei non ancora testati i vari corsi che aveva avviato, deve sospenderli Il Governo emette delle regole di limitazione delle attività sociali a garanzia ella salute pubblica. Sembrava che le cose andassero abbastanza bene, poi una nuova caduta e, tra abrasioni e botte, un nuova visita medica metterebbe in luce una patologia:sarà mica una forma epilettica ? E' una ipotesi. Nuova terapia ch embr andare beniimo, ma solo per pochi giorni quindi, nuova caduta, d'accordo, non ai va nemmeno al pronto socoro, s fsre cosa, ci si chiede ? Al rientro a casa, non vediamo molte alternative alla televisione, qualche momento al computer, uscire non di può, socializzare ancora meno, ricevere amici proibito una situazione decisamente instabile; solo Lei esce, talvolta, si, ma per andare a fre le spese con sua madre che vorrebe precettarla, visto che è a casa, adeso, e la badante di sua madre chee avvia una contestaione assurda.

Lui : addio intimità Cos’è l’intimità? È un po’ di più del privato. È un privato nel privato. Una cosa è privata quando decidiamo di non renderla pubblica. Diventa intima quando il non renderla pubblica ha a che fare con i nostri sentimenti, quei sentimenti che possono essere derisi o feriti. Decidere che qualcosa di nostro è privato è una scelta razionale e consapevole. Decidere che qualcosa di intimo non vada rivelato è una protezione, una difesa. Dal primo ricovero Lui sente di aver perdo la sua intimità, a casa è sempresotto stretto controllo dell'affetto di Lei, di uscire da solonon se ne parla. Da che mondo e mondo l’intimità è stata la linea tracciata per terra oltre la quale non si poteva andare. L’intimità era il pudore nei confronti della nudità. L’intimità era la malattia, la ferita del corpo nel senso più profondo del termine. L’intimità erano i sentimenti: quelli amorosi e privati, quelli di dolore, ma anche quelli di gioia. 

Loro: nemmeno l'ipotesi di una casa nurologica si dimostra valida allora si rivolgono al medico di base per avere un suggrimento e questi suggrisce loro un esame specifico, ma non può prescriverlo perché è di competenza ospedaliera. Loro  si mettono alla ricerca di un ecografo disposto a fare l'ecografia,e lo  trovano, ma a 150Km da casa, a Bologna. Inizilmente Lei non vuole andare a pagamento ma vista le determinaazione di Lui, decide, alla fine, non solo i accontentarlo ma anche di accompagnatlo e seguire il suo calvario .

Ma col solo esito dell'indagine clinica, non di procede, necessita uno specialista che lo interpreti ed allora, dopo sette mesi ci si ritrova punto e a capo, che in questo contesto, sginifica torna al VIA, omw nwl gioo dell'oca Si ricomincia, nuovo appuntamento a Padova, sempre da "privato" il neurologo, con Lui è gentile, dilogante ma con Lei è irritantedm insolente, al limite dell'offensivo. La bomba è pronta, menca solo l'innesco. Già perché è tutto da rifare, quello che è stato fatto dve essere rifatto meglio, a Bologna non sono bravi come a Padova e lui, ovviemente è il migliore. Che dire, hai voluto iniiare a pagare, per passare davantio agli altri ? Adesso continui. Telefonate, appuntamenti, rinvii, si andrà  a in Agosto, ad andar bene e poi Settwmbrwe per l'interveno e forse.

A questo punto anhe l'inneso miccia è a posto, basta una scintilla che può essere anche una semplice risposta ad una frase sbagliata di Lei: "Guadra che resti da solo" e Lui, arrogantemente, "Meglio, almeno non ho più chi mi toglie anche l'intimità ".

" ed a quto punto anche i vent'anni di vita insime possono essere messi in discussione, meglio fermarsi e riflettere anche e ciascuno si "tutela" su un futuro di coppia diventato improvvisamente incerto e più difficile da aoatenere.

Anche le tecniche di riappacificazione di questa coppia, però, si sono raffinate nel tempo.... ed alla fine Lei non uole lasciarlo e Lui non vuole andarsene. Nonostante tutto la coppia supera il momenro dificile anche se più che un momento sembra un anno, niente ferie, nessun programma, ci si riaggrega con la speranza che, anche questa, come tante altre, resterà nei rciordi brutti. 

 

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