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Stavo proprio scoprendo un mondo nuovo, diverso, mole più prospettive mi si aprivano. Certamente la prima e più importante scoperta furono le ragazze e l'attrazione che queste davano. Affascinanti, ed io fino ad allora non le avevo mai notate. L' altra scoperta fu lo sport, ci rendemmo conto di avere a disposizione, volendo anche tutte le sere, una enorme palestra dove poter fare delle bellissime partite di pallavolo, la doccia e poi rientrare a casa tranquillamente. Cominciai anche a stringere importanti amicizie che sarebbero durate anni ed anni. Non mancavano le conoscenze occasionali o strumentali. Certamente un modo per avvicinare le ragazze era quello di dare delle feste, ma ci voleva un posto dove trovarci. Non bastava più trovarci a suonare e cantare, era necessario un rapporto più diretto e personale. Eravamo, chi più chi meno, dei ragazzini e quindi già un bacio era una cosa da conquistare ma presto mi resi conto che l'interesse era reciproco: anche le ragazze miravano a quello. Le amicizie funzionali erano utili a questo: come anni addietro chi portava il pallone aveva diritto di giocare, ora chi aveva un garage da adattare a sala da ballo, era uno della compagnia e sempre gradito. Fu così che molto ingenuamente fondammo il "Club del Buco rosso" Pr noi era un buco perché piccolissimo e rosso perché lo avevamo dipinto noi di rosso .. ma fu oggetto di scherno e prese in giro da parte dei liceali più grandi. Un'altra attività sempre gradita era quella di andare a "fare le vasche" in piazza Ferretto. Si trattava di camminare avanti ed indietro sotto ai portici della piazza per farsi vedere, fare battute, conoscersi, magari abbordare una ragazza  ma sempre nei limiti di una galanteria oggi non più usuale. Col "mio" gruppo di amici, Roberto, detto Fritz, Giancarlo, Graziano, questi erano i nomi dei più importanti, amavamo anche studiare assieme, uscire, suonare, magari a casa di Daniele che aveva la batteria e cantare. In alternativa andavamo in Quartier San Paolo, vicino a casa di Giancarlo, seduti sull'erba a suonare e cercare di fare gruppo con altri ragazzi e ragazze. Avevamo giornate "piene" ma come capita spesso, le novità mi piacevano moltissimo ma nello stesso tempo mi spaventavano. Sembrava necessario "farsi la ragazza" cioè fare coppia fissa con una, innamorato o meno, avere la morosa, insomma. Se avevi la morosa eri uno che ... e poi certamente ci scappava qualche bacio e qualche palpatina un po' più osé del normale. Era necessario fare conoscenza ... Ed io come gli altri cercavo di fare di necessità, virtù.

Mattina a scuola, o in manifestazione, o in assemblea oppure in occupazione o ancora in autogestione poi a casa a mangiare e quindi primissimo pomeriggio una studiatina ( non troppo per non affaticarsi ) e quindi o in piazza o al club o in compagnia a suonare. Sera in palestra, per la partita di pallavolo, doccia e quindi a casa per cena ( sempre in ritardo ma tanto c'era la mamma ad aspettarmi ). Dopo cena ancora una studiatina e poi a nanna. Non potevo lamentarmi di avere una vita stressata. Poi ero diventato uno studente al quale era più difficile chiedere di fare un lavoro perché ero "impegnato". Io mi disinnamorai abbastanza presto di Rossella, travolto un po' da tutti questi nuovi interessi e poi, alla fine, lei mi snobbava continuamente ed io non avevo intenzione di svendermi tanto facilmente. Si andava verso i "mitici" anni '70, in ciò che ha portato di buono ed anche di cattivo.

 

 

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