A+ R A-

Come sarebbe bello avere, in ospedale, un assistente che

Come sarebbe bello avere, in ospedale, un assistente che ti seguisse, assistesse, controllasse i tuoi valori pressori, la saturazione, la diagnostica del sangue, tutti i giorni, con affetto e dedizione, che ti procurasse anche le cose da mangiare che piacciono  te, che ti accompagnasse  a bere il caffè fino alla macchinetta alla quale non potresti, altrimenti, andare da solo.

E se tu avessi voglia di farti una doccia, ti accompagnasse e ti preparasse anche lo sgabellino per eventualmente sederti, ed infine, quando hai finito, ti riassettasse l’intero bagno.

Come sarebbe bello avere, in ospedale, un assistente, invece di portarti un pappagallo o svuotarti la sacca del catetere, ti accompagnasse con attenzione al bagno,  ti assistesse per non farti cadere.

Che ti facesse la barba e curasse i capelli,  sempre ben lavati  ed in ordine.

Come sarebbe bello avere,quando sei in ospedale, una persona che ti rimettesse in ordine il letto ogni volta che ne hai necessità e ti porgesse, sempre pronta, della biancheria pulita e profumata, oltre, ovviamente, ai pigiami sempre puliti,

Che controllasse costantemente le tue reazioni psico-fisiche e che ti accompagnasse a tutti gli accertamenti specialistici che vengono ritenuti necessari, aspettando con te la visita per poi parlarne tornado in camera.

Che bello sarebbe avere sempre una persona che cura il tu bene, i tuoi diritti, che ti stesse vicina in ogni momento, anche e soprattutto in quelli tristi.

Come sarebbe bello avere, in ospedale, un assistente che ti potesse accompagnare pure fuori, in giardino a fare quattro passi oppure persino a fare due spese, ma solo se ne hai voglia, altrimenti ti chiedesse cosa vorresti e provvedesse lei.

E allora, cosa succede quando questa persona è a casa tua ? Ti cura e tiene sotto controllo tutti i tuoi parametri clinici con assoluta regolarità e tenacia, competenza e puntualità, allora, a casa ti soffoca, ti impone le cose ti priva della tua libertà. Interpreta e cerca i capire con te, ma a te non va bene perché ti senti messo in discussione. Perché in ospedale ammettevi di avere bisogno di tutto, anche di chi andasse a parlare con i medici Perché ora  tua moglie, che ti controlla, i notte, che si sveglia se ti muovi, adesso non va bene , ti senti  sotto scacco; l’assistente in ospedale era bravo ma lei, tende solo a dimostrarti quanta capacità intellettiva hai perso con l’ictus, e tu capisci che è vero ma non te lo vuoi sentir dire, tantomeno da lei. E se ti alzi piano, di soppiatto, di notte e lei accende la luce per permetterti di vedere, ti arrabbi perché non si fida, ma se lo faceva l’assistente ospedaliero, ringraziavi pure Se ti accompagna al bagno ti toglie anche quel po’ di privacy a cui ritieni di avere diritto.  E se provi ad alzarti senza svegliarla, ti riesce e poi cadi, ti pesa più doverle dare ragione che le pacche che hai preso cadendo. Percepisci che dovresti fidarti di più a gli sei infinitamente grato per tutto ciò che fa per te, ma ammetterlo a lei significa ammetterlo a te stesso, e tu non vuoi- Non vuoi ammettere di essere diventato così, non te lo vuoi sentire dire vorresti solo sapere quanto tempo ti manca per tornare normale ed anche  riuscire ad essere obbiettivo sulla fortuna che hai a casa. Lei non cerca solo le cose che più facilmente riesci a deglutire  cercandole nel disponibile. Lei esce ed acquista ciò che ri serve, che riesci a mangiare e che oltretutto ti fa bene.

E’ proprio vero, in ospedale …. Leoni, a casa … irascibili,nervosi e pure antipatici

Commenti offerti da CComment

Search