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01-06 Da FABIO PER IL RICOVERO

La lettera suonava così : " Caro Fabio, la lesione laringea ( forma transglottica interessante c. vera, ventricoli e falsa ) mi sembra ancora, seppur estesa, relativamente circoscritta. Mi sembra quindi tale da giustificare un intervento di laringectomia parziale (Emilaringectomia destra). Ad ogni modo la decisione ultima non può che essere presa intraoperatoria a cielo aperto. Non essendoci linfonodi clinicamente apprezzabili, non farei (almeno per il momento) aggressioni sulle stazioni linfonodali del collo. Quello che lascia un po' perplesso è la lesione del palato molle. Dato l'es. della biopsia va evidentemente fatta una resezione del palato molle di dx però mi sembrerebbe giustificata anche una revisione del vetrino. L'esame del post operatorio risolverà ogni dilemma. Le ho espresso il mio punto di vista. Al paziente la decisione. Cordiali saluti "

 

Bene, eravamo a giovedì ed il giorno seguente avrei dovuto presentarmi da De Paperis per l'intervento, ma quando sono rientrato in azienda, era rientrato anche Re leon che giovedì mattina, subito, mio convocò nel suo ufficio per "chiedermi" come era andata ieri con il Professor Gastone. Io iniziai anche a riferire ma mi resi presto conto che il Professore aveva già parlato col presidente e che - sostanzialmente - avevano già deciso per me. Mi sono trovato a non avere scelta, l'idea di rifiutare un aiuto così importante mi sembrava a dir poco offensivo e d'altronde, mi aveva assicurato che non avrei speso una sola lira (eravamo ancora con le lire) perché si sarebbe occupato lui di tutto. Adesso il problema - per me - era tornare da De Paperis e spiegargli che il giorno seguente non sarei andato in sala operatoria nonostante fosse tutto pronto per me. Chiesi allora un appuntamento per il pomeriggio stesso spiegando alla sua assistente il motivo della mia richiesta e mi disse che mi avrebbe richiamato. Mentre attendevo, chiamai mio fratello maggiore a chiedergli se avesse potuto accompagnarmi per darmi coraggio e man forte perché anche rinunciare all'intervento così, all'ultimo istante mi sembrava problematico: temevo obiezioni e ostruzioni. Fissammo l'appuntamento ed all'ora stabilita ero da De Paperis con la lettera del Professor Gastone. Lucio, mio fratello, mi raggiunse direttamente in ospedale. Ero infinitamente teso. Entrammo dal Dott. De Paperis e cominciai a spiegare cosa era accaduto. Mi disse che nelle mani del Professor Gastone ero veramente in mani sicure, che la mia decisione era legittima ed anche logica e, al contrario di quanto mi aspettassi, lo trovai molto cordiale e per niente scocciato per la mia decisione. Ci salutammo quasi con cortesia e non mancò neanche di farmi gli auguri e di chiedermi di tenerlo comunque informato. Oramai la "notizia" era uscita e, ovviamente, nel giro di poche ore era diventata di dominio pubblico, a livello familiare, ovviamente così a sera iniziai a ricevere le prime telefonate di sostegno e di domande. Ero turbato e scosso. Venerdì, quindi, invece che presentarmi in ospedale per l'anestesia e l'intervento, mi ripresentai in ufficio,pensavo "al lavoro" ma la mia mente era talmente occupata dai pensieri ch emi rendevo conto di non essere redditizio. Mi chiamò subito Paperone e mi disse che avremmo telefonato subito ed assieme al Professor Gastone in moda da non perdere tempo. Fu un "giro di telefonate" tra persone importanti perché nel giro di poche decine di minuti mi venne confermato che avrei dovuto presentarmi in ospedale, da Yoghi il 15 Ottobre alle 7, a digiuno, per accertamenti di routine  e l'incontro preliminare con il chirurgo e l'anestesista per predisporre l'intervento il giorno 22 Ottobre 2001.

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