negozio

Negozio1

 

.

.

.

Date:
Select:

I diversi tipi di disfagia

Esistono diversi tipi di disfagia a seconda della localizzazione dei disturbi e della fase in cui si manifesta il malfunzionamento della deglutizione

La deglutizione è un processo molto complesso che avviene centinaia di volte nel corso della giornata senza quasi che ce ne accorgiamo (pensa ad esempio che la saliva viene deglutita 1000 volte al giorno). Durante il pasto gli atti della deglutizione sono naturalmente più frequenti (quasi 400), contro 150 tra un pasto e l’altro e 50 durante il sonno.

La disfagia (cioè l’alterazione della deglutizione) è un disturbo che può manifestarsi a diversi livelli a seconda della fase/fasi in cui si verifica il malfunzionamento e se, oltre alla via alimentare, viene interessata anche quella respiratoria. Il tutto sotto un controllo nervoso molto sofisticato da cui derivano azioni volontarie e riflesse (involontarie).

A seconda, quindi, del punto in cui il delicato processo della deglutizione non funziona correttamente, si possono avere diversi tipi di disfagia:

DISFAGIA ORALE

I problemi sono a livello della fase preparatoria o propulsiva orale (fasi 1 o 2) della deglutizione

CAUSE POSSIBILI – Paralisi del nervo facciale, interventi chirurgici demolitivi, radioterapia riguardanti la bocca.

DISFAGIA FARINGEA

Il malfunzionamento è a livello della fase faringea ( fase 3 ) della deglutizione, quella più critica perché coinvolge il crocevia tra via digerente e respiratoria. E’ anche la più diffusa, soprattutto negli anziani.

CAUSE POSSIBILI – Malattie neurologiche (80% dei casi) e interventi chirurgici nel restante 20 %.

DISFAGIA ESOFAGEA

Consiste nella difficoltà del bolo a scendere attraverso l’esofago verso lo stomaco ( fase 4 della deglutizione o esofagea).

CAUSE POSSIBILI – Malattie a livello dell’esofago o della tiroide, problemi neurologici o interventi chirurgici.Radioterapia dei rumori orali, laingi ed esogfagei

LIVELLI DI GRAVITA' DELLA DISFAGIA
Disfagia molto lieve

Sintomi estremamente deboli, che richiedono soltanto di evitare i cibi più difficili da deglutire  come quelli di consistenza mista (solido e liquidi insieme), come minestrina in brodo, minestrone con verdure in pezzi, cibi friabili o duri difficili da amalgamare, etc.

Disfagia lieve

Leggera difficoltà nel deglutire i liquidi, e che richiede perciò l’uso di addensanti. E’ consigliabile consultare un foniatra o logopedista, o un nutrizionista per ottenere i consigli nutrizionali più adeguati.

Disfagia media

Difficoltà nel deglutire anche quantità ridotte di liquido che devono perciò essere addensati fino alla consistenza gelatinosa.

E’ assolutamente necessario consultare un foniatra o logopedista, o un nutrizionista per ottenere i consigli nutrizionali più adeguati.

Disfagia grave

Impossibilità a deglutire liquidi e solidi.

Compare tosse e voce gorgogliante dopo aver bevuto anche soltanto un cucchiaino di acqua.

E' necessario ricorrere alla nutrizione enterale tramite sondino o PEG.

01-01 Disfagia di cosa i tratta ?

DISFAGIA

Definizione:

La disfagia è il termine medico per definire la difficoltà di passaggio dei cibi e delle bevande dalla bocca fino allo stomaco. Il fenomeno della disfagia è più frequente negli anziani, ma le cause che possono provocare difficoltà di deglutizione sono molteplici e possono insorgere in persone di tutte le età.

I disturbi della deglutizione si stima riguardino circa l’8% della popolazione mondiale e la percentuale sale all’11-16% negli anziani.

Esistono principalmente due tipologie di disfagia:

  • disfagia orofaringea: difficoltà ad iniziare la deglutizione e far passare il cibo dalla bocca all'esofago.
  • disfagia esofagea: difficoltà nel passaggio del cibo nell'esofago

 

Le cause principali della disfagia

La disfagia è spesso provocata da un disturbo, una sindrome o una malattia che colpisce i nervi e i muscoli di lingua, bocca o gola che portano a difficoltà di coordinazione e/o controllo della deglutizione.

Le principali cause della disfagia si possono raggruppare:

  • Età: negli anziani si ha una progressiva alterazione della funzionalità nervosa e muscolare
  • Cause meccaniche
  • Crescita anomala o cambiamenti strutturali dell'esofago
  • Malattie infiammatorie delle strutture della deglutizione
  • Reflusso gastrico cronico
  • Cause neuro-muscolari
  • Malattie neuromuscolari e neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson, ...)
  • Ictus cerebrale
  • Demenza
  • Cause strutturali a livello testa-collo
  • Traumi alla testa o al midollo spinale
  • Alcuni tipi di tumori
  • Radio-terapia nella zona testa-collo
  • Io mio problema con la Disfagia deriva dalla radio-terapia fatta per il tumore alla laringe. Nel corso della “centratura” i medici cercano di individuare con la massima precisione le aree da irradiare e quelle da preservare le parti sane. Eè MMAGIN E CENTRATURA
  • abbastanza intuitivo che, nonostante ogni precauzione, la radiazione, su una serie di 35 sedute, come nel mio caso, sfugga dal controllo previsionale e vada a danneggiare anche tessuti che sarebbero stati da preservare e così, per me, l’esofago ha subito dei danni da Che si manifestano con una perdita di elasticità delle pareri dell’esofago che poi si ritraggono creando un passaggio particolarmente stretto he non permette al cibo di transitare

COSA MANGIARE SE SI S' DISFAGICI

Alcune malattie infiammatorie o precedenti interventi chirurgici o radioterapici possono causare un restringimento (stenosi) dell’esofago, con conseguente impossibilità al passaggio del cibo.
Tale condizione impedisce, pertanto, l’alimentazione e va prontamente risolta. Per cercare di risolvere il problema senza dover ricorrere alla chirurgia si può dilatare con un endoscopio il segmento di esofago ristretto. Qui di seguito troverà informazioni relative alla tecnica con cui si dilata l’esofago ed ai possibili rischi ad essa connessi.
Che cosa è una dilatazione e come si effettua?
La dilatazione dell’esofago può essere effettuata in due modi:
1) si introduce, nel tratto di esofago ristretto, un palloncino che viene
gonfiato a pressione e volume determinati, con conseguente dilatazione dell’organo;
2) si introducono, all’interno della zona ristretta, sonde di calibro crescente (i dilatatori) che esercitano una progressiva dilatazione dell’organo. La scelta dell’una o dell’altra tecnica dipende da caratteristiche e sede della stenosi. Entrambe le metodiche vengono effettuate nel corso della gastroscopia, esame che consente di visualizzare esofago, stomaco e duodeno e di valutare presenza e lunghezza di un eventuale tratto ristretto.
Come sarò preparato per l’esame?
Per effettuare la dilatazione è necessario che lei sia digiuno da almeno 12 ore. Saranno, inoltre, effettuate alcune indagini che ci forniranno informazioni sul suo stato di salute (analisi del sangue, elettrocardiogramma). Durante l’esame le verranno somministrati
dei farmaci che, pur non addormentandola, l’aiuteranno a tollerare l’esame agevolmente. Tipo di farmaci ed intensità della sedazione vigile
verranno decisi al momento dell’esame in base alle sue caratteristiche cliniche. La durata dell’esame è molto variabile e comunque non prevedibile: generalmente dura dai 10 ai 30 minuti. Durante l’esame percepirà dolore e gonfiore provocati dall’avanzamento del gastroscopio nell’organo e dalla dilatazione della stenosi. Al termine dell’esame potrà rimanere per un poco stordito per i farmaci che le sono stati somministrati e potrà accusare per alcune ore una lieve dolenzia al torace ed all’addome.
Quali sono i rischi della dilatazione? La dilatazione dell’esofago è una procedura sostanzialmente sicura ma, analogamente a tutti

Livelli di disfagia

L’alimentazione deve essere adeguata alla gravità della disfagia. Sono stati quindi stabiliti 4 livelli di diete con consistente diverse in base alla capacità di masticare e deglutire.

La disfagia può presentare diversi livelli di gravità, classificati in base al tipo di disturbo e alla fase della deglutizione in cui questo si verifica. In pratica, dovrai adeguare le consistenze di cibi e bevande alle tue capacità di masticare e deglutire.

livelli delle diete sono 4, e sarà il tuo medico a indicarti il più adatto alla tua situazione.

1° Livello

Dieta che prevede alimenti semiliquidi omogenei, adatta se non sei in grado né di masticare né di deglutire.

  • Evita i cibi che si frantumano o si sbriciolano e quelli appiccicosi
  • Aggiungi un addensante nei liquidi prima di assumerli.

2° Livello

Dieta consigliata se hai una ridotta capacità di masticazione e una deglutizione fortemente compromessa.

  • Puoi assumere alimenti passati (consistenza cremosa o purea)
  • Evita cibi interi o a pezzi, ma anche quelli a doppia consistenza o non compatti e quelli che si sciolgono in bocca.
  • Per non rischiare, dovresti addensare le bevande.

 3° Livello

Dieta adatta a te, se presenti una limitata e un’accettabile deglutizione. dei cibi solidi e liquidi.

  • Puoi assumere alimenti soffici senza doverli frullare.
  • Devi cuocere poi tritare i cibi o tagliarli in piccoli pezzi, eliminando le parti più dure o filamentose.
  • Evita i cibi crudi e quelli secchi o croccanti.
  • Puoi usare salse o creme per modificare la consistenza.
  • Assumi i liquidi, se riesci, e il medico o il logopedista te lo hanno consentito.

 

4° Livello

Dieta che puoi adottare se sei in grado di assumere alimenti facilmente masticabili e di deglutire solidi e liquidi.

  • Comprende alimenti morbidi e non frullati, anche in piccoli pezzi o tritati, ma privi di parti dure o fibrose.
  • Devi cuocere poi tritare i cibi o tagliarli in piccoli pezzi, eliminando le parti più dure o filamentose.
  • Se riesci ad assumerle senza problemi, non ci sono controindicazioni a priori per le bevande anche non addensate.

 Per garantirti il corretto apporto nutrizionale dovresti organizzare il tuo menu giornaliero in:

 Colazione

  • Spuntino di metà mattina
  • Pranzo
  • Spuntino di metà pomeriggio
  • Cena
  • Spuntino dopo cena (ev.).

 

Se non soffri di diabete, ti consigliamo di assumere a colazione e come spuntini una porzione di dessert non grasso (ad es. yogurt) o frutta. A pranzo e a cena, invece, scegli una porzione di primo, un secondo con contorno a base di verdure, frutta o dessert.

Se preferisci, puoi sostituire il primo e il secondo con un piatto unico.

Adesso passiamo alla pratica: scopri un esempio di ricetta per preparare un gustoso contorno adatto a una dieta di 1° livello

Scopri qui tutte le nostre ricette

Sottocategorie