chi consiglia la politica sulle norme anticontagio
Almeno sei le commissioni di consulenti attualmente operative, chiamate a supportare le scelte del Governo e del Parlamento in tempi molto difficili
di Vittorio Nuti


Coronavirus: la babele delle task force
5' di lettura

Agili, per numero di componenti, oppure affollatissimi, i comitati di esperti e consulenti - o task force, espressione un po’ abusata che nel gergo militare individua le unità di pronto intervento - sono tornati di moda al tempo del coronavirus. Nelle ultime settimane, sono lo snodo di molte discussioni sui social e in famiglia. Da quello per la didattica a distanza (Istruzione) a quello per il “Nuovo Rinascimento” (Pari opporutinità) passando da quello “Tecnico scientifico” della Protezione civile, da cui dipendono in gran parte le misure di distanziamento sociale.

Ne abbiamo contati almeno sei, tra cui la task force del manager di fama internazionale Vittorio Colao. In tutto, decine e decine di esperti chiamati a supportare le scelte del “decisore politico” (Governo e Parlamento) in tempi molto difficili. Con il rischio anche di creare un po’ di confusione tra i cittadini. Vediamo i loro compiti e chi le ha istituite.


 #ripartiremoinsieme
Task force “Fase 2”
17 membri

Quella guidata dal manager Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone, è l'ultima arrivata, essendo stata istituita dal premier Giuseppe Conte il 10 aprile. Si tratta di una task force con 17 componenti di altissimo livello, con giuristi, economisti ed esperti con competenze di tipo prevalentemente socio-economiche (ma nessun imprenditore). Molti i nomi di spicco, noti anche all'estero, tra cui l'economista Enrico Giovannini, Raffaella Sadun, docente di business administration alla Harvard Business School, e l'economista Mariana Mazucato, cresciuta negli Usa. La sua mission è dialogare con il comitato tecnico scientifico e studiare le misure necessarie per la fase della ripartenza dell'Italia dopo il “lockdown” causato dall'emergenza coronavirus. Tra le priorità, l'elaborazione di modelli organizzativi che consentano la riapertura di fabbriche e aziende nelle condizioni di massima sicurezza per i lavoratori.

Comitato operativo della Protezione Civile
(Capo della Protezione civile Angelo Borrelli)
21 componenti

14 aprile 2020

Coronavirus
Organizzazione Mondiale della Sanità
Elena Bonetti
Walter Ricciardi
Angelo Borrelli
Salva

Il Comitato operativo Prociv -

esistente in quanto tale anche prima del Covid-19 - assicura la direzione unitaria e il coordinamento delle attività della Protezione civile nelle situazioni di emergenza. È presieduto dal Capo del Dipartimento ed è composto da rappresentanti di Componenti e Strutture operative del sistema di Protezione civile. Il suo scopo è quello di valutare le notizie, i dati e le richieste provenienti dalle zone interessate all'emergenza, definire le strategie di intervento e coordinare in un quadro unitario gli interventi di tutte le amministrazioni ed enti interessati al soccorso. Comprende quindi rappresentanti di Vigili del fuoco, Forze armate, Forze di polizia, Croce rossa, Servizio sanitario nazionale, organizzazioni nazionali di volontariato, Soccorso alpino e Cnr.

Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile
allargato alla squadra di consulenti informale del ministro della Salute
(Commissario all'emergenza Angelo Borrelli)
12 componenti La sua istituzione, disposta dal commissario straordinario al Covid-19 nonché capo della Protezione civile Angelo Borrelli, risale al 3 febbraio, la primissima fase dell'emergenza. Cresciuto con il passare dei giorni, è passato dai 7 iniziali a 12 componenti (più un numero imprecisato di consulenti), e vede schierati tra gli altri Agostino Miozzo della Protezione Civile, con funzione di coordinatore, il segretario generale del Ministero della Salute Giuseppe Ruocco, il direttore generale della prevenzione sanitaria dello stesso dicastero, il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito e il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. Con il progredire dell'emergenza si è fatto spazio a vari nuovi componenti in arrivo dalla task force di esperti e consulenti ad hoc del ministro della Salute Roberto Speranza, come il rappresentante dell'Oms Ranieri Guerra, il geriatra Roberto Bernabei e Walter Ricciardi, ex presidente dell'Istituto Superiore di Sanità. Il suo compito è cruciale nella lotta al contagio: fornire pareri e indicazioni sulle misure di prevenzione necessarie a fronteggiare la diffusione del virus. In pratica, le raccomandazioni sanitarie che poi Governo e Protezione civile adottano con provvedimenti propri.

Task force scuole e didattica a distanza
(Ministro della Scuola Lucia Azzolina)
Componenti: n.d.

La task force per le emergenze del ministero dell'Istruzione è stata attivata dalla ministra Lucia Azzolina a fine febbraio. La sua attività si basa sulla raccolta di domande e richieste da parte dei dirigenti e del personale scolastico chiamati a gestire in particolare la didattica a distanza delle scuole. Non solo: la task force coordina anche l'invio sul territorio di personale preparato a dare man forte agli uffici scolastici locali in emergenza, anche per garantire il più possibile la necessaria dotazione di tablet e computer alle scuole e al corpo docente. Il numero dei componenti non è chiaro: oltre ai vertici ministeriali e alla viceministra Anna Ascani, ne fanno parte “rappresentanti della Protezione Civile, dei pediatri, i referenti territoriali del ministero, i rappresentanti delle associazioni dei genitori e degli studenti, e realtà pubbliche e private” che supportano il dicastero. A occhio, non meno di un centinaio di persone.


Task force “Data drive”
(Ministro all'Innovazione Paola Pisano)
74 membri

Operativa dal 31 marzo, la task force voluta dal ministro all'Innovazione tecnologica e l'Innovazione Pisano è la più corposa tra quelle messe in campo dall'esecutivo: ben 74 componenti esperti in diverse discipline. Il loro compito, spiega una nota ministeriale, “è individuare e valutare soluzioni tecnologiche data driven per supportare il Governo e gli altri pubblici decisori nella definizione di politiche di contenimento del contagio da Covid-19”. Tra i primi impegni, supportare il governo nello sviluppo di una app per poter “mappare” il contagio, sulla falsariga della Corea del Sud. Ciascuno dei componenti, ha spiegato lo stesso ministro in audizione alla Camera, è stato selezionato - in collaborazione con il ministero della Salute, l'Istituto superiore di sanità e l'Organizzazione mondiale della sanità - in considerazione del possesso delle specifiche competenze e qualificazioni professionali richieste per l'espletamento delle attività assegnate nell'ambito del gruppo di lavoro”. Al lavoro della task force daranno il loro contributo anche l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato, il Garante per la protezione dei dati personali e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La task force lavorerà per sottogruppi, come ad esempio infrastrutture e data collection; teleassistenza; big data e intelligenza artificiale, e tecnologie per il governo dell'emergenza. A rischio sovrapposizioni con la task force “Colao” gli approfondimenti affidati al sottogruppo che si occuperà dell'analisi dell'impatto economico del virus.

Task force “Donne per un nuovo Rinascimento”
(Ministro Pari opportunità Elena Bonetti)
13 componenti  Si riunisce invece per la prima volta mercoledì 15 aprile, in videoconferenza, la

task force “Donne per un nuovo Rinascimento”, voluta dal ministro per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. Una squadra tutta al femminile di 13 componenti con competenze scientifiche e umanistiche guidata dalla professoressa Fabiola Gianotti. Il suo compito è di elaborare idee e proposte per il rilancio sociale, culturale ed economico dell'Italia dopo l'emergenza epidemiologica da Covid-19.

 

 APP PER COVID .

 

l governo raccoglie oltre 800 progetti di app contro il coronavirusIl governo raccoglie oltre 800 progetti di app contro il coronavirus
Sono 504 le idee per la telemedicina e 319 quelle per fare monitoraggio e contact tracing giunte al ministero dell'Innovazione
coronavirus_numeri

Sono 823 i progetti di app per la telemedicina e il tracciamento dei contagi da coronavirus approdati al ministero dell’Innovazione. Oltre cinquecento quelli per l’assistenza sanitaria a distanza, circa 300 quelli per il monitoraggio attivo. Alle 13 si è chiuso l’appello, durato appena tre giorni, per raccogliere tecnologie da utilizzare nella gestione dell’emergenza Covid-19. E il risultato è una valanga di proposte sulla scrivania del ministro Paola Pisano. Ora si passa alla lente di ingrandimento e alla forbici. Bisogna sfoltire la massa di prototipi e scegliere una soluzione da applicare su scala nazionale. E farlo in tempi stretti.

Sono due i settori in cui il governo vuole applicare tecnologie innovative nel contrato alla diffusione di Sars-Cov-2. La prima è quella della teleassistenza per i pazienti ricoverati a casa, affetti da Covid-19 o da altre patologie. Quindi app per fare un controllo delle proprie condizioni di salute, anche in autonomia, o chatbot.

Il secondo campo è quello più delicato del monitoraggio e del tracciamento dei contagi da coronavirus, sulla scia di quello che è stato fatto in Paesi come la Corea del Sud, Singapore, Taiwan, ma che è ormai anche allo studio in Europa, dalla Spagna alla Gran Bretagna, tanto che lo European data protection board (Edpb), l’organismo che vigila sulla tutela delle informazioni nel vecchio continente, lo ha ribadito di recente: il regolamento generale europeo per la protezione dei dati (Gdpr) ammette un allentamento delle briglie in casi di gravi emergenze sanitarie, com’è la pandemia da coronavirus, per esempio omettendo la classica informativa sull’uso, ma con una serie di caveat.

È l’aspetto più delicato, perché il contact tracing (la mappatura dei contatti di una persona malata) è sì ritenuto un aspetto indispensabile dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per combattere la pandemia (secondo la regola delle tre T: trace, test, treat) ma è anche quello che invade il delicato recinto della privacy. Il ministero cerca “strumenti di analisi di big data, tecnologie hardware e software utili per la gestione dell’emergenza sanitaria”. Per controllare i contatti, avvertire i potenziali contagiati e monitorare l’epidemia sul territorio.

Chiudi Form

Cosa ne pensi ??

INVIA UN TUO COMMENTO


Login Form

PRIMA