Barbara Pierì 20/03/2021 
#unannofa fa come oggi ero ancora inconsapevole e feci un azzardo... " ma dai, dissi, sono come L' erba gramigna ..."

#unannofa come oggi al tg sera anticipavano la notizia delle chiusure fra regioni, verso le 21.30 ci fu un edizione straordinaria e confermarono la chiusura imminente.

scesi dal mio ospite al B&B e gli dissi che forse era meglio per lui se lasciava l' appartamento onde evitare problemi per il rientro.

Ci salutammo con la speranza di rivederci. Ritornò in Piemonte quella stessa sera.

Andai a dormire preoccupata
#unannofa, come oggi, era Venerdì.

Ricordo che mi svegliai con un forte raffreddore e mal di gola, presi un OKI.

Mandai il consueto messaggio e la risposta fu : "non sto bene, ho la febbre e l' influenza" .

Provai a chiamare ma non rispose.
Rinviai il messaggio e mi disse che aveva un calo di voce e non se la sentiva di parlare.

Programmai la visita a casa sua per il giorno dopo.
.
Pensai: " impossibile, siamo forti e sportivi, non troppo vecchi e nemmeno con patologie, sarà la solita influenza di fine inverno".

Quella sera mi coricai e sentii le ossa dolere.

" Non c è tempo per stare male, domani si lavora! ".

Due giorni prima mia madre era partita per il Piemonte per restare con mio fratello e la sua famiglia qualche giorno e mio figlio si era spostato nel suo appartamento.

Mi butto fuori dal letto e le mie ossa avvisarono che  l' influenza era in arrivo.

Faccio colazione e prendo un OKI, gli altri due li infilo in borsa, preparo la scorta di fazzoletti e penso : " non fare la frignona, hai sempre lavorato con le ossa rotta e la febbre! Non è mica la prima volta! "

Parto.

Penso..." nooo, è' solo un influenza come al solito, passerà ".

Arrivo sul posto di lavoro ma tengo tutti distante.

Rientro ma sono molto più preoccupata del giorno prima.

Di OKI ne ho già presi 4 ed è' solo pomeriggio

Mamma mia che dolore alle ossa! sembra che mi sia passato sopra un caterpillar

Mi faccio forza e mi alzo anche perché ho uno degli appuntamenti più importanti dell' inizio stagione

Non posso mancare, non devo deludere

Ascolto il TG, incominciano a infettarsi tante persone e si preventiva un lock-down nazionale di 15 gg

"Cioè', cosa dobbiamo fare e come dobbiamo comportarci? "

Piango, sentendo delle persone anziane che cadono sotto i colpi del covid, incominciano ad essere troppi...

Per fortuna mia madre (che è' una signora over 70 ) è lontana

Penso:" Mica avrò io il covid che ne ho 54! Sono un adulta ( x anagrafe ) non anziana... "

Il mio compagno non parla ancora al telefono e capisco che sta male, ma non posso andare a trovarlo, non vuole.

C è la sua famiglia vicino. Lo stanno aiutando

" È sempre la solita storia dell  influenza, sai che quando la prendo a me abbatte " mi fa sapere

Lui ancora non sa che anch' io non mi sento proprio in forma...

Al lavoro tengo tutti lontano, anche se Paola si avvicina solo per aiutarmi cerco di scostarla, ma lei è' testarda e continua. ( sarà uno dei miei pensieri di terrore )

Sudo, non mi sento al top (nonostante la tachipirina)

Diamine! Solitamente funziona!

Mi impegno al massimo ma davvero non sto bene

"vero che è già capitato di andare a lavorare con 38 di febbre, vero è' che ne ho solo 37,5 !!!"

Notizie esterne dicono che nel pomeriggio tutti i negozi chiuderanno

Seregno si ferma.

Io proseguo.

Seconda Tachipirina.

Ci vediamo domani per finire il lavoro.

Lo devo finire.

Vado a far spesa e per accortezza personale tengo Il foulard sulla bocca e i guantini del fresco sulle mani.

Acqua e creker, arance, limoni, del resto l' influenza si combatte anche così.

Faccio scorta di latte di riso senza immaginare Anche perché la gola brucia e non fa passare altro cibo

Non ho fame

Prendo il latte di riso che non sa quasi di nulla, ma oggi non ha sapore

E non sento nemmeno il profumo del dentifricio e del sapone

Sulle gambe da giorni ho pruriti e bozzi come se mi pungessero le zanzare...

È' marzo non luglio.

Preoccupata non dormo.

#unannofa, come oggi
Notte insonne e primi colpi di tosse; mi spingo fuori dal letto cercando di ricordare tutte le info e le letture nel web della notte appena trascorsa per capire se ho L influenza o il covid

Provo la temperatura è' a 37 , bene! Posso andare a lavorare!

Però la bronchite non ci voleva.

Ancora non capisco perché non sento ne gli odori ne i sapori e penso ad un amico che aveva avuto anni fa lo stesso problema, sentirò il medico.

Le ossa sono letteralmente a pezzi, i colpi di tosse sono belli secchi, giù un po' di sciroppo.

Nel frattempo penso che dal giorno dopo non si lavora più e sicuramente potrò sfogare L influenza tranquillamente a casa. Mi consolo.

Alle 9.30 mi presento al lavoro, allestiamo a negozio chiuso e oramai non riesco nemmeno a concentrarmi.

Mi sento un po' calda.

Seregno è' sempre più vuota, silenziosa, spettrale.

Il vuoto assoluto.

Pranziamo veloce all'aperto perché la giornata è' tiepida, prendo una zuppa d' orzo e mi scotto la lingua. Non riesco a sentire nulla se non il bruciore.

Silvia mi aiuta meglio che può e poi ci salutiamo.

A casa preparo la camera di mio figlio come mio rifugio per vivere L influenza, porto acqua e scorta di crekers e qualche arancio.

La tosse aumenta e si fa più corposa.

Sciroppo.

La febbre e' salita a 38,9.

Ahia.

Avviso Jo che nei prossimi giorni dovrà arrangiarsi e gli consiglio di non salire fino a che non riceverà una mia telefonata.

La gola oramai è' in fiamme.

Mi corico e improvvisamente sento un forte dolore costale

Cribbio! Un infarto? Poi ricordo... " ah no, cazzo ! Ho il COVID "   Benvenuta nell'anticamera dell ' inferno... "Cribbio, sono qui da sola"...

Non ho chiuso occhio a causa della tosse che sta aumentando sia come colpi che come consistenza.

E'da24 ore che non dormo.

Avviso mio fratello che non sto bene e che forse sono nei premi.

"Non dire nulla alla mamma".

Riesco a scendere dal letto ma oramai le mie ossa sono molto deboli. Mi trascino al piano sotto perché sento il gatto miagolare. Ha fame.

Happy entra in casa e nel momento in cui gli apro una confezione di pappa, una fortissima nausea si prende possesso di me.

Vomito quei pochi crekers della sera prima.

La nausea non si ferma.

Penso : " no, non le invidio le donne in gravidanza"

Mi faccio forza e preparo la colazione, non sento nulla ma un po' di cibo forse ci vuole per restare in forza... Nausea, vomito, nausea e ancora vomito e poi nausea e dato che non ho più niente i conati si fanno violenti e mi pare di tirar su anche l' intestino, vedo solo bile.
Continuo a tossire

Sono sfinita.

Febbre 39.5

Invio messaggi perché non ho forza per parlare.

Non ho nemmeno voglia di bere.

Passerà'. Sono forte. Passerà'

Passo la giornata nella mia nuova alcova al caldo, cerco di guardare la tv che ha in camera Jo,

Faccio fatica a concentrarmi.

Prendo il telefono per inviare i soliti messaggi alle solite persone, solo alle mie socie racconto cosa mi sta capitando.

Neanche lui è' ancora al corrente perché immagino abbia il covid e che stia male. Quanto me.

Non voglio, no! Non voglio preoccuparlo!

La nausea continua per tutto il giorno i conati pure

Mio Dio quanto si sta male.

Con la gola in fiamme, i conati che mi hanno distrutto le corde vocali e l' acqua che tento di bere che mi sta bruciando in bocca, mi rendo conto che non ho più voce

La febbre sale.

Non basta la Tachipirina.

Sto male.

Penso al medico.

Per oggi resisto.

Prego.

Wow! Che dormita.

La tosse mi ha dato un po' fastidio ma sono riuscita a riposare parecchie ore.

Dai che L ho superata, anche se un po' rotta e sconquassata di stomaco, mi sento meglio.

Ho fame! Guardo la tv e sento di migliaia di persone che stanno cedendo sotto i colpi del virus, moltissimi anziani.

Poveri loro...

Il COVID è'una selezione naturale delle persone più deboli, penso.

Terribile, ingiusto, disumano.

"Tutto sommato io ne sto uscendo bene" penso.

Febbre 37.5 in calo.

La voce non c è e la stanchezza si fa sentire ; "del resto dopo una giornata come ieri a vomitare non è' che sono diventata un fringuello saltellante il giorno dopo, sono sulla soglia dei 56 non dei 30, rassegnati" Penso.

Sento mio fratello, lo rassicuro.

Leggo facciadilibro, rispondo ai messaggi in watsapp, studio Instagram... mi bruciano gli occhi .

Vorrei leggere, mi bruciano gli occhi. Pazienza .

"Ciao amore, la mamma sta meglio, però tu resta a distanza. Domani vai a prendere la pappa per Happy" .

Chiamo il mio vicino, che pensava chissà dove fossi perché da due giorni vedeva tutto chiuso; " Ehi Marcello per piacere mi puoi andare in farmacia, non ho più Tachipirina e in questi giorni ho avuto un po' di febbre" .

Si precipita in paese e mi lascia il pacchettino sul davanzale. Nessun contatto, non vuole nemmeno i soldi.

Pagherò'.

A Suello solo messaggi, pare stia meglio.

Menomale.

Siamo coriacei.

Non disturbo il dottore, avrà già da fare per gli altri.

Arriva la sera e ho fame!

Tanta fame!

Trovo nel frigorifero un po' di pancetta coppata lasciata daJoseph, so che non dovrei mangiarla ma non ho forza per stare ai fornelli. Le energie mi servono per tornare al piano di sopra per arrivare alla mia alcova per dormire..

Pancetta coppata e creker.

Anche senza sapore ha il suo perché.

Era anni che non toccavo più di una fetta di un insaccato.

Mi lecco i baffi.

Passo la serata al telefonino in cerca di qualche notizia positiva. Nulla.

Vado a letto pensando; "...e anche questa è' andata, il COVID tutto sommato è poco più di un influenza ".

Povera illusa,

Arriverà la notte e nemmeno ti accorgerai che prenderai l' ascensore per l' inferno.

Hai solo visitato i primi due cerchi.

Fra poco inizierà la tua passione.

Del resto siamo in QUARESIMA.

#unannofa come ( se fosse ) oggi.

La notte è' lunga e il fiato è' corto.

La nausea va e viene.

Tossisco tanto.

Cerco aria.

Dalla bocca non entra nulla, né cibo, ne acqua e ne aria, per fortuna non ho il raffreddore.

Trovo quello che mi serve respirando dal naso.

Inspira ed espira. Piano. Non hai fretta.

Per non pensare a cosa succederà domani, penso alle mie notti più lunghe e alle emozioni provate;

Mi ricordo la notte prima di sposarmi, ebbi un incubo... correvo in un prato fiorito felice con il mio abito da sposa ad un certo punto perdo contatto nel terreno e volo in un baratro...

Era solo un sogno...

Poi la notte prima di portare a casa Jo, L' emozione di una madre che sta partorendo con il cuore, un Travaglio lungo 24 h dove ogni ora passava lentissima e i minuti non finivano mai e mille domande prendevano vita...

Non sarai più da solo.

Si aggiunge la notte prima di lasciare la casa dove ho abitato per alcuni anni e dove pensavo di aver costruito qualcosa d importante per noi tre
Da soli, in due, ricominceremo.

La notte prima dell' operazione al tumore, entra in infermiera e mi chiede se ho bisogno di un calmante perché crede che io sia agitata, le dissi che non ne avevo bisogno e non vedevo L' ora che arrivasse il giorno dopo.

Avevo appena ricevuto un messaggio: " non ti lascerò mai sola".
La notte di un anno prima, il 2019, quando mamma, Marco ed io eravamo al capezzale di mio padre e senza mai staccarci un attimo da lui, lo abbiamo accompagnato al suo ultimo respiro e gli abbiamo chiuso quei magnifici occhi azzurri.

Non ti abbiamo mai lasciato solo.

E questa notte, (di un anno fa) dove devo combattere tutti i mostri che mi bersagliano e ancora mi colpiscono con violenza.

Penso...

"Cosa ho fatto di così male tanto da meritarmi questo? " E aggiungo: " sono da sola "

La borsa con la spesa è' come un " pacco dal sud " ( lo scatolone di Natale che viene inviato a chi non può raggiungere le famiglie distanti).
C è dentro di tutto e di più.
Verdure, frutta, crekers...
E tante ma tante schifezze gustosissime, quelle che comperano solo gli uomini quando vanno al supermercato.
Cioccolato, liquirizie, salsine, biscotti, una colomba e ... del gelato.
So bene, che sono le sue coccole.
In questi giorni non ho toccato cibo, solo acqua, quando non stavo male.
Ho perso qualche chilo, anche se i rotolini del benessere sono sempre li, ben piazzati...
Uffy...
Ma laddove non serve dimagrire, ecco che sento le ossa.
Uffy bis...
Ricordo che la mia socia , oramai alla "frutta" con tutte le diete, aveva ben pensato d iscriversi all'isola dei famosi come "ultima spiaggia" per perdere un po' di peso.
Continuo' a sperare a casa.
Adesso il problema è' mettere a posto tutti i prodotti...
Non è' fisicamente entrato in casa.
Ci siamo visti dalla soglia della porta.
"Siamospaventati "L uno, per L altra.
Oramai ci capiamo.
Non ha potuto aiutarmi.
Cucina e soggiorno sono un open space e riesco a fare la spola dal " gran sac" all'ingresso di casa al tavolo e dal tavolo al frigorifero...
...dal frigorifero mi attacco come "in cordata " alla base del piano cottura per scivolare alla credenza.
Soddisfatta di questa nuova energia, lascio una vaschetta di gelato pronta per me.
Lo merito.
I colpi di tosse non mi aiutano ma sento che mi sta facendo bene.
Beep : arriva un messaggio dal Dot.
" da domani sarai seguita dall ATS, Skype scordiamolo, questi sono stati investiti da uno tsunami "
"Io con loro", " sono esausto"
"Tu continua a stare a casa, coperta al caldo,la polmonite si cura a casa "
" febbre ? "
"37,5"
" stai a casa tranquilla. Testa dura. "
" ma se non ho neanche le forze per camminare,dove vuoi che vada? "
" non immagini cosa sta succedendo..."
Ci provo ma capisco che neanche ad immaginare posso capire la realtà fuori di casa mia e al di là delle notizie in televisione.
Il gelato, sorbetto al limone, senza uova e senza latte, mi sta aiutando.
Decido che è' ora di lasciare L'alcova.
Ci penserò poi a santificarla.
Torno in camera, in compagnia delle foto e degli oggetti.
Il gelato fa miracoli.
Percepisco che il mio Virgilio, sta sorridendo.
Un immagine paterna.
La casa è' ancora tutta chiusa e il sole di fine pomeriggio fa capolino dalle persiane.
Ho la polmonite, ancora un po' di febbre, mi sento tanto tanto spossata, faccio fatica a muovermi.
Ma domani aprirò tutte le finestre e col naso respirerò aria nuova.
Mi coprirò, M' imbottirò
Ma voglio vedere il sole
Ecco.
Deciso.
Beep: " ciao Barbara, come va lì in Lombardia? "
Un amica, Fiorella, mi fa letteralmente sciogliere.
Singhiozzo sul fresco passato.
In un attimo passo ad un pianto liberatorio.
Gli racconto tutto, ma proprio tutto.
Sono finita fra gli ungulati di un FAUNO e fra le spira del suo inferno.
...Per un bacio.

#unannofa come ( se fosse ) oggi.


#unannofa come ( se fosse ) oggi.
La notte è' lunga e il fiato è' corto.
La nausea va e viene.
La rissa da stadio nella mia calotta cranica pare sia finita.
Tossisco tanto.
Cerco aria.
Dalla bocca non entra nulla, né cibo, ne acqua e ne aria, per fortuna non ho il raffreddore.
Trovo quello che mi serve respirando dal naso.
Inspira ed espira. Piano. Non hai fretta.
X non pensare a cosa succederà domani, penso alle mie notti più lunghe e alle emozioni provate;
Mi ricordo la notte prima di sposarmi, ebbi un incubo... correvo in un prato fiorito felice con il mio abito da sposa ad un certo punto perdo contatto nel terreno e volo in un baratro...
Era solo un sogno...
Poi la notte prima di portare a casa Jo, L' emozione di una madre che sta partorendo con il cuore, un Travaglio lungo 24 h dove ogni ora passava lentissima e i minuti non finivano mai e mille domande prendevano vita...
Non sarai più da solo.
Si aggiunge la notte prima di lasciare la casa dove ho abitato per alcuni anni e dove pensavo di aver costruito qualcosa d importante per noi tre
Da soli, in due, ricominceremo.
La notte prima dell' operazione al tumore, entra in infermiera e mi chiede se ho bisogno di un calmante perché crede che io sia agitata, le dissi che non ne avevo bisogno e non vedevo L' ora che arrivasse il giorno dopo.
Avevo appena ricevuto un messaggio: " non ti lascerò mai sola".
La notte di un anno prima, il 2019, quando mamma, Marco ed io eravamo al capezzale di mio padre e senza mai staccarci un attimo da lui, lo abbiamo accompagnato al suo ultimo respiro e gli abbiamo chiuso quei magnifici occhi azzurri.
Non ti abbiamo mai lasciato solo.
E questa notte, (di un anno fa) dove devo combattere tutti i mostri che mi bersagliano e ancora mi colpiscono con violenza.
Sono una persona che Vive di piacevoli sensazioni.

Ho imparato ad avvicinarmi alle piccole cose quando mi dissero che avevo un tumore.

In quel periodo decisi che più nulla doveva passare inosservato.

Mi ricordo che ero al telefono con L ex marito e piangevo perché avevo paura di non rivedere più la neve...

Sciocca. Pensai dopo aver chiuso la conversazione.

Il tempo mi aiuto' a capire che potevo nutrirmi di energia positiva ogni volta che gli occhi si posavano su qualcosa che per altri poteva essere banale, per me straordinario.

Stanotte dalla camera di Jo sento che sta piovendo e le gocce finiscono il loro viaggio sulla finestra dell' abbaino.

Mi faccio rapire dall' intensità della pioggia e cerco di ricordarne il profumo; " respira profondamente, trattieni e spingi l'aria, trattieni e piano espira"

Lo sto facendo.

Anche se la tosse è' persistente

Continuo fino al mattino.

Gli atti risalgono.

Febbre da 39.5 scende.

Ho sete.

Penso a te e sorrido.

Ce la faremo, come quando eri in vita.

Poco più tardi arriva un messaggio.
" come hai passato la notte? Come stai? "
" sto imparando a respirare"
" se stai così male ti vengo a prendere, non puoi più restare da sola!"
Sorrido e penso, non sono sola...
Ma a lui scrivo: " sembra che vada meglio"
" chiamami e arrivo, testarda"
Beep, altro messaggio ; " come stai? "
" ciao Dot, la febbre è scesa"
" resisti? "
"Da questa notte direi di sì "
...
Accendo la tv.

Resto senza parole nel silenzio della mia voce.

Panico.

Panico

Notte pessima.

Sono ancora qua. … Altro... Panico. Panico. Panico.

Non trovo L'aria.

Vorrei arrivare ad aprire la finestra e provare ad inspirare.

Ma il panico vince su tutto.

Piango.
"Calmati!!! " mi urlo dentro!
" maledetta calmati! "

Sono sola e ho una fottuta paura.

Se non mi calmo il naso non respira.

Mi agito, tento di alzarmi e tossisco.

Il colpo di tosse fa uscire Schiuma bianca dalla bocca.

Mio Dio...

Cerco il telefono per cliccare sull app " Where are you " del 112 .

Mi arrendo all' evidenza.

In pochi istanti sento una voce che mi dice:

" sei troppo arrabbiata è' inutile"
" ricorda come ti avevo insegnato a respirare quando non riuscivi a fare L apnea e non avevi fiato per immergerti..."
" insipira profondamente, trattieni il respiro, pensa a qualcosa di bello, trattieni il respiro, spingilo fino in fondo, resta nel tuo pensiero e trattieni, poi espira lentamente"
" insisti e non mollare mai, non sei da sola"

La voce e' la tua.

Inconfondibile.

Nel panico incomincio la respirazione yoga.
Quella che mi hai insegnato tu, papà'.
No, non sono mai stata da sola.

#unannofa, come ( se fosse ) oggi
Confesso: non uso pigiami.
Da quando sono ragazza di notte indosso solo maglietta e slip.
Per non citare le camice da notte, le detesto mi s' ingarbugliano ovunque...
Di pigiami ne ho un paio nel cassetto che stanno lì a guardarmi, li ho usati solo per andare in ospedale.
Per le notti, quelle belle, uso una sottoveste in raso.
Absolutely black.
D' inverno quando ho molto freddo indosso dei pile leggeri ma le gambe devono essere libere...
Libere di correre nei sogni...
Un paio d' inverni fa mia cugina Sibilla mi ha regalato per Natale una specie di pellicciotto in pile.
un termosifone.
Quando non sto bene o fa molto freddo capita d' indossarlo, è come un abbraccio caloroso.
Dormo con tre cuscini, uno soffice e due morbidi.
Due sotto la testa e uno a fianco che abbraccio tutte le sere.

Mi ricorda " L angolino perfetto" che sta a 3,8 km da me.
Un effetto placebo...
La febbre va e viene, la polmonite fa il suo mestiere.
A volte è' a 38,9 a volte a 39,5

Quello che mi stupisce è' la lucidità che non ho perso completamente.

Dopo tutto quel can can dei giorni scorsi...

Mi sento stanca ma rispondo ai messaggi e riesco a veder un po' di tv.

"L' ipossia è' una conseguenza della mancata immissione di ossigeno" ricordo dal corso della Croce Verde...

Boh...

Intanto ringrazio la metà delle mie vie aeree.

Il consiglo funziona!

Il naso inspira e i polmoni si riprendono l' aria.Pensare a cose belle mentre faccio L esercizio è' facile.

Ho provato a buttar giù ossigeno dalla bocca, sembro un bambino quando ha il magone.Impossibile.

Ho anche fame, bella notizia.

Mi rendo conto che forse è' il caso di cambiarmi ma la mia camera è' troppo lontana e non ho forze per arrivarci.

"L' abbraccio " di Sibilla, è' immondo. Ha fatto la sua guerra.

I cuscini sono madidi di sudori, paiono stracci... pazienza li cambierò.

Sono in camera di mio figlio, so dove tiene le sue cose.

Con uno sforzo incredibile, mi tiro in piedi.

Mi cambio con quello che trovo. Boxer, t-shirt e un pile XXL

Faccio per girarmi e tornare a letto.

Mi sento leggera, forse troppo.

Ciao, 19 marzo, Festa del papà

Mi ritrovo sul letto con dei boxer troppo comodi, in un pile un po' largo e non sono sotto le coperte.

Il fresco della notte che s infila nel tessuto mi ha risvegliata.

Mi spingo sotto il piumone di Jo.

Non capisco bene.

Ma Morfeo arriva in un attimo e mi prende fra le sue braccia.

A Marzo, dove abito, non c è bisogno della sveglia elettronica con tutti i suoi buzz o altri suoni .

A Bosisio Parini viviamo immersi nella natura e in primavera, sono i cinguettii dei merli e degli allegri passerotti a tirarci fuori dal letto.

Apro gli occhi e mi lascio trasportare dai meravigliosi canti.

Ho la testa che mi duole ma è' un male diverso da quello sopportato nei giorni scorsi e mi sento spenta, vuota.

Passerà'...
Esercizio respiratorio.

Acqua e un cicinino di crekers.

Messaggio: " ciao, come stai ? oggi è' la festa del papà', di a Joseph di fare gli auguri a suo padre " ;
" io mi sto riprendendo, appena posso arrivo "
" no", scrivo, " non puoi, devi stare a casa almeno 15 giorni, dice il medico, potresti essere ancora infetto"
" vedremo, Tutto ok?"
Io: " si, dai miglioro piano piano..."
" Barbara, ci hai messo un po' a rispondermi..." lui
"Davvero? sono molto stanca..."
Penso: " No, sono lenta perché fatico a concentrarmi e a scrivere, non ci vedo ancora bene per la congiuntivite... "
"...E ieri sera sono svenuta... "

Decido che anche se allettata oggi ho voglia di vivere fuori dalla malattia.

Mi faccio rapire dai ricordi.

Gli occhi si fanno umidi.

E i pensieri tornano a 9 anni fa, quando Ti abbiamo organizzato una super festa di compleanno il giorno della FESTA DEL PAPÀ'

Anche se li avevi compiuti a febbraio.

Poco importa.

I tuoi primi settanta, la tua ultima decade...

... Da mesi io e mamma stavamo preparando la serata, , volevamo strapazzarti di felicità.

Gli invitati li ho cercati in ogni dove, sui social, nel web, con il passaparola e li ho stanati quasi tutti.

Addirittura Monica senza esitare, prese un volo dalla Spagna.

Jionni che quel giorno compiva 50 anni venne a festeggiare te.

Per molti di loro era la festa del papà ma rimandarono al giorno dopo solo per te.

Nicoletta non stava più nella pelle.

Il Champ con Katia e Loris avevano assicurato la loro presenza ancora prima di incominciare

A Giuseppe brillavano gli occhi

E tutti gli altri arrivarono, senza se e senza ma

E noi tre con loro.

Era da molto tempo, troppo, che non ti vedevo così sorridente e felice, si : FELICE!

Fu una serata indimenticabile!

I tuoi ragazzi che per anni avevi seguito, allenato e amato

Quei ragazzi che in te oltre al tecnico vedevano un mentore, un padre e un amico.

Erano tutti lì solo per te in un abbraccio corale.

Nella sala si respirava Gioia

Quanto affetto...

... Meritato.

Ritorno al presente, emozionata ma soddisfatta

Adesso tocca me ringraziarti

Mi hai dato la vita due volte

Una l'altro ieri.

Sei sempre il solito esagerato.

Buona FESTA DEL PAPÀ' , John Wayne

Con amore.

unannofa come ( se fosse ) oggi.

Sono sempre stata sportiva, con mio padre ho imparato a nuotare e a provare altri sport e pur di evitare i compiti in classe di matematica e geometria partecipavo a qualsiasi gara nei "giochi della gioventù "

Sono passati anni, ma per me la matematica resta sempre e comunque un opinione.

Nel nuoto pinnato, non sono mai stata campionessa ne vincente, ma un gregario.

Ho passato con la squadra e mio padre anni bellissimi.

Ho imparato a sciare , la prima volta, da bambina , indossai gli sci e una zia senza troppe storie mi diede una bella spinta e mi disse urlando che avrei imparato da sola a cavarmela, rotolai fino alla fine della pista.. col tempo e qualche maestro ho perfezionato.

Tranne gli sport da contatto ne ho provati parecchi.

Quando ho incontrato quel ( gran ) signore che mi sopporta ( supporta) da un po' di tempo, mi ha fatto conoscere altri sport di montagna.

Per esempio la ferrata.

Abbiamo iniziato con quelle basiche, come ai Corni di Canzo.

Per poi arrivare a quella mega falesia dei Piani d Erna : Gamma 1 - moderatamente difficile...

Soffro di vertigini da sempre.

Già all inizio del percorso dovevo trovare gli appigli per poter salire, che non vedevo.

( Gli ricordo che al limite sono un pesce e non un camoscio... )

Per poi utilizzare la forza delle braccia per cercare di sollevare tutto di me in roccette con fessure invisibili dove dovevo metterci la punta delle dita dei piedi.

Passando per ponti fatti da un cavo sopra e un sotto e lo strapiombo appena sotto...

... le vertigini !

E quante male parole...

Per farla breve dopo un ponte tibetano dove oramai pensavo di averla fatta franca mi trovo una parete in verticale.

...

Non si può tornare indietro.

Mi carico a molla e spinta dalla voglia di fargli vedere che "non mollo " e che non mi faccio prendere da una crisi isterica, proseguo con una serie di parolacce qua è la.

Alla fine arrivo con tanto di applausi ricevuti da un tedesco imbranato come me.

Questo per far capire la fatica che c'ho messo per salire la scala fatta di 15 gradini di legno per ritornare in qualche modo a letto...

Mi sono fatta L applauso da sola una volta toccato il materasso.

La notte passa e gli uccellini e i merlotti mi svegliano insieme ai colpi di tosse e al beep del messaggio.

" oggi arrivo"

" noooo...meglio di no!!!"

"Sono impresentabile! Non sono più me! " penso.

"Oggi arrivo e vado anche a farti la spesa"

Poi un altro beep, chiamata video.

Mia mamma...

Lascio correre la chiamata perché non voglio farmi vedere.

Le invio un messaggio per tranquillizzarla.

Lei mi risponde : "guarda che lo so che hai il COVID"

"Ho già avvisato Linda e il prete... e nel caso tu avessi bisogno loro arrivano..."

Sorrido.

Linda ha passato gli ottant'anni e il prete si sta avvicinando.

" lascia perdere, Mamy, potrei avere dei morti sulla coscienza"

Dopo queste parole mi sale un brivido...

Altro beep.

Le socie sempre piu preoccupate, ma poi leggono che va meglio, una di loro si propone per una visita... forse non ha capito la gravità del contagio...

"Hey Mamma, novità? "

" meglio, però stai lontano per un bel po, amore, dai da mangiare ad Happy" .

Mio fratello in tensione chiede informazioni, accenno qualche cosa in più ma poi gli chiedo di tenere buona la mamma che, intuisco, stia scalpitando.

Ma poi sono io che invio un messaggio perché quando la penso mi vengono i brividi di terrore :

" ciao Paola, dimmi come stai..."

Per fortuna non è' stata contagiata e per me è' un grosso sollievo.

Passa qualche ora...

Con lo stesso sistema del giorno prima scendo dalle scale e mi infilo sotto una coperta nel divanetto di casa

La porta è' sempre stata aperta.

Si sa mai...

Suona il campanello e con una specie di filo di voce, la mia, capisce che può entrare.

Non ha il cavallo e nemmeno il mantello

Ha dei borsoni pieni di ogni ben di Dio.

E quando lo vedo mi viene il magone.

Sono contenta di vederti.

Possiamo continuare a viverci.

#unannofa come ( se fosse ) oggi.
Il COVID non è' solo una malattia.
Il COVID non è' un influenza.
Lui è' qualcosa di superiore.
È' anche una specie di SATIRO che danza frenetico, zampetta qua è là e non capisci mai dove va a colpire nel tuo corpo e lo senti anche godere dei danni che fa.
Spero che Apollo arrivi presto.
Oggi è' un sabato e il telefono squilla.
Solite raccomandazioni, loro
Solite bugie, io
Arrivano anche messaggi dai clienti.
A Loro che sono lontani racconto tutto.
Non hanno i riferimenti dei miei cari
e spero gli serva come informazione per stare a casa e non avere troppi contatti con L esterno.
Con il COVID non si scherza.
Rabbrividiscono.
" uff..."
Sono stufa di stare a letto.
Controllo gli atti respiratori e salgono 92/93
Fatico ancora molto a respirare
mi viene L' ansia e torno a fare gli esercizi.
Febbre 37,8
Ho bisogno di lavarmi e ho anche fame.
Basta crekers.
Mi alzo.
" ahahahahahahahahah" mi dice il SATIRO
" ma dove pensi di andare?"
" mo' basta! Ho bisogno di me! Di quello che posso! Adesso tocca a me! " penso.
Letteralmente mi trascino coi boxer a penzoloni fino alle scale.
Voglio lavarmi! Cambiarmi! E fare colazione!
Ma ci sono ben 15 gradini ad aspettarmi...
E ho già consumato tutte le energie.
Mi viene in mente la lunga scala della vecchia casa di Cesano,
due rampe lunghe...
...era di marmo, gelida d' inverno e fresca d' estate.
Mia cugina Raffaella ed io da piccole la facevamo col sedere...
...Quanto ridere...
Allora mi siedo e gradino dopo gradino con un dolore da urlo all' osso sacro arrivo alla meta.
Adesso devo arrivare al bagno...
Non ho altra soluzione.
A carponi, come quando giocavo con Jo.
Vinco sui miei mostri.
Dal bagno mi attacco agli stipiti delle porte e sale L emozione quando entro in camera mia.
Le mie cose, Le mie foto, il mio mondo.
Lo specchio...
Mi guardo e vedo riflessa un altra persona, una specie di vecchia dolorante che respira a fatica.
Un' appassita.
Un altra me.
Salgono i lacrimoni.
bastardo!
" Se hai mi hai conciato così non oso immaginare chi sta facendo questo percorso in ospedale... " penso.
Poi ho una botta d' orgoglio.
Ti straccerò' SATIRO!
Virgilio mi aiuterà a portarmi fuori dal tuo Inferno.
Tiè' !
Intanto mai nessuna chiamata da Skype.

 

Oggi.
Scrivo l ' ultima pagina di questo diario virtuale.
La fine di un incubo.
Ci sarebbero altri aneddoti da raccontare.
Ma si possono riassumere velocemente...
...La polmonite fece il suo percorso per 41 giorni,
la spossatezza, pure.
Ci vollero settimane prima di riprendere le forze.
La voce torno' dopo pochi giorni.
Gusto e olfatto anche.
Sono stata seguita per poco più di due settimane dalla dottoressa dell' ATS
all' epoca
chiedeva dei parametri :
Saturazione
Battiti cardiaci
Pressione
Sono ipertesa per familiarità e durante il COVID la pressione, stranamente, era perfetta.
Non assunsi pastiglie in quel periodo.
Ho perso tantissimi capelli, (ma molti meno di Fede Bona ! Gasp ! )
La perdita è' iniziata dopo Pasqua e si è' protratta fino a Giugno.
Per il giro del respiro o respirone ho dovuto aspettare a Luglio e fare tanti e tanti esercizi.
Spesso di notte mi faceva compagnia il panico.
A maggio dopo tante insistenze andate a vuoto, non per causa di negligenza del dottore ma per il caos che purtroppo continua in Lombardia, riuscii a fare il tampone.
Negativa.
A Ottobre i controlli.
Il COVID lascia eredità fastidiose. Come dei sassolini nelle scarpe.
Mi sto curando.
Vedremo.
(Il COVID, per molti fortunati è anche una " semplice influenza"
È' Anche un percorso ad ostacoli, per altri
Per alcuni è' un Ade
Per i 100.mila e passa è' un acceleratore di patologie o un definitivo addio alla vita).
Ho scritto questo Diario perché':
Per raccontare la REALTÀ' alle persone che ho cercato di tutelare durante il mio personale viaggio agl' inferi della vita.
Nessuno sapeva.
nessuno mai ha chiesto.
Avevo fatto un buon lavoro.
Per chi mette in discussione la notte in cui mio padre, in qualche forma è' apparso.
Devo deluderlo. È' tutto vero.
Perché voglio ringraziare TUTTI, davvero tutte quelle persone che TUTTI I GIORNI nel corso di quelle settimane mi avevano messaggiato o mi telefonavano.
Eravate tantissimi. Amici lontani, dalla Spagna, dagli Stati Uniti sino a quelli a pochi metri da casa.
Ringrazio mio figlio che ha saputo starmi lontano.
estremamente preoccupato. Ma rispettoso delle mie volontà
e mio fratello che ha saputo gestire la situazione con mia madre.
L ha tenuta distante da casa per 50 e passa giorni, per sua sicurezza.
Quando torno' a casa sembrava m' avesse appena partorito. Solo felicità.
solo dopo il tampone riuscii ad abbracciarla.
Furono attimi di gioia. Indelebili
Ringrazio Gianni, per tutte le sue ( infinite) premure e attenzioni.
L altro giorno sì è' arrabbiato perché " non gli avevo detto niente".
Gli ho ripetuto che:
" non era il caso di dirti niente"
" cosa ne sapevamo del COVID in quel periodo?"
" avevo paura per me, ero terrorizzata per gli altri"
"Ti avrei portata via!!! "
"Seee "- ho pensato " mai mi sarei fatta vedere durante le trasformazioni in POLTERGEIST " ...
Sciocca...
Lui dopo i 41 giorni fu il mio primo abbraccio.
Stritolati.
L' ospite del BeB, letteralmente cacciato la notte in cui chiusero le regioni, ebbe la peggio.
Dopo due settimane fu ricoverato in hosp e ci rimase tre mesi.
Lo hanno tirato fuori per UN capello.
Ovviamente intubato.
Fatica ancora a riprendersi e ha poco più di 40 anni.
Non fui io a contagiarlo.
Per fortuna.
La sorella di Gianni riuscì a curarsi a casa con L 'aiuto dell' ossigeno.
Anche per lei fu un calvario.
Ha 16 anni più di me.
Ci sentimmo al telefono poco prima di Pasqua,
C era un filo conduttore che ci legava sin dai singhiozzi emotivi.
ci fu un lunghissimo abbraccio virtuale.
FELICI di esserne uscite.
E poi, avete ragione voi...
Questo Diario lo dedico anche a...
A tutti quelli che in questi mesi mi hanno detto che è' solo un influenza e che " comunque sei ancora viva "
Ho solo una parola da dedicargli:
VAFFANCULO.
Vi giro le spalle e SORRIDO ALLA VITA.
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