Dilatazione esofagea

  • disfagia orofaringea:difficoltà ad iniziare la deglutizione e far passare il cibo dalla bocca all'esofago.
  • disfagia esofagea:difficoltà nel passaggio del cibo nell'esofago. Per comprendere bene dove e come intervenire, i gastroenterologo h bisogno i sapere, con precisione come avviene la deglutizione nel paziente e dove si verifica  il problema. Per questo esiste un esme radiologico specifico che si chiama Radiologia a pasto bariato. Al paziente viene dsto un bicchiere con tenente il liquido di contrasto e, nell'atto della deglutiione, il radiologo scatta fino a sette fotografie al secondo, mentre il bolo bariato accedee quindi scende nell'esofago. La sequenza di rueste immagini, riprodotte nel video, consentono di comprenedere a fondo la problematica della 
  • STENOSI ESOFAGEA

Con il termine di stenosi esofagea si definisce una riduzione del calibro del lume dell’esofago al si sotto di15 mm in luogo di un diametro fisiologico che invece varia dai 20 ai 30 mm. Possono essere classificatesecondo diversi criteri:- In base alla sede  Stenosi alte (ipofaringee) e Stenosi dell’esofago toracico o addominale- In base all’origine  Intrinseche (proprie del tessuto esofageo) o Estrinseche (in seguito allacompressione dell’esofago da parte di una neoplasia, di un granuloma tubercolare ecc…)- In base all’eziologia  Benigne e Maligne- In base alla morfologia  Semplici (se hanno una lunghezza inferiore ai 2 cm, se sono rettilinee e seconsentono il passaggio dell’endoscopio) oppure Complesse (se sono maggiori di 2 cm, se sono tortuose ese non consentono il passaggio dell’endoscopio)In seguito al trattamento distinguiamo poi- Stenosi Refrattarie ovvero stenosi benigne che non rispondono al trattamento endoscopico standard cioènon si riesce ad ottenere un calibro di 14 mm dopo almeno 5 sedute di dilatazione praticate ad intervalli di2 settimane- Stenosi Ricorrenti ovvero un tipo di stenosi in cui non si riesce a mantenere un calibro di 14 mm peralmeno 4 settimane dopo trattamento endoscopico standard (dilatazione)

SINTOMATOLOGIA

La prima cosa da valutare in un paziente che presenta disfagia è la gravità della patologia utilizzando ilcosiddetto score di Atkinson. Questo score prevede 5 gradi:

0  assenza di disfagia

1  disfagia per alcuni cibi (cibi molto duri, porzioni particolarmente grosse ecc…)

2  disfagia per tutti i solidi

3  disfagia per i cibi solidi/semisolidi

4  disfagia per i liquidi

TRATTAMENTO

Attualmente il trattamento della stenosi esofagea può essere di tipo meccanico (dilatazione, protesi, PEG),fisico (laser, argon plasma, elettrocoagulazione), chimico (iniezione endolesionale) e la terapiafotodinamica che è un insieme di metodiche fisiche e chimiche.

MECCANICHE (le più utilizzate)La prima cosa che si fa è la dilatazione. Abbiamo due tipi di dilatatori: rigidi che permettono unadilatazione di tipo assiale cioè viene dilatata prima la parte prossimale e via via fino a quella distale epneumatici che invece realizzano una dilatazione di tipo radiale cioè dal centro verso la periferia
Nei dilatatori di tipo rigido il dispositivo presenta prossimalmente un filo guida che viene fatto passare oltrela stenosi e funge da “binario” sul quale viene fatto poi avanzare il dilatatore.

Gli svantaggi di questaprocedura sono diversi infatti dal momento che la dilatazione è di tipo tangenziale non solo l’operatore ha unminore controllo sull’uniformità della dilatazione ma rischia anche di perforare l’organo.Nei dilatatori pneumatici invece (a palloncino, TTS) il dispositivo viene inserito in un canale di ungastroscopio dopodicchè, sempre con l’ausilio di un filo guida, si posiziona a livello della stenosi e si gonfiainserendo acqua.
Indicazioni. Si usano nel caso di stenosi esofagee benigne, per dilatare la stenosi prima dell’intervento diimpianto protesico oppure come complemento di una laser-terapia.Controindicazioni. Non si usano quando non si riesce a passare un filo guida, quando le stenosi sono multi-angolate oppure nel caso di neoplasie necrotiche che sono situazioni ad alto rischio di emorragie eperforazioni.Oltre alla dilatazione, un altro approccio è rappresentato dalle protesi. Queste possono essere plastiche,autoespandibili plastiche (SEPS), autoespandibili metalliche (SEMS) e biodegradabili. Attualmente le più utilizzate sono quelle autoespandibili.


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