Bene, la degenza dopo il parto era terminata, si trattava ora di andare all'ospedale e portare a casa tutti. Le difficoltà dl parto avevano obbligato i medici ad impiegare diversi punti di sutura e Gina ne lamentava il dolore. Io non avevo la benché minima idea di come poter fare in modo che il viaggio, seppur di una ola quindicina di chilometri, potesse essere fatto nelle migliori condizioni. Mi chiedevo, un cuscino, forse uno grande ed uno piccolo, un guanciale, e per Marco ? In braccio alla mamma ( Non c'erano regole he lo vietassero) ma, io pensai ch sarebbe stato meglio che Gina si potesse muovere liberamente e trovare le sua migliore posizione sul sedile senza un bambino in braccio. Chiesi ( non c'era internet) a suocera e mamma dei suggerimenti ma entrambe avevano partorito in casa chiamando la "levatrice" e quindi non sapevano ch dirmi se non che qualcosa andava fatto. Io ci pensai ed alla fine gonfiai un salvagente di plastica di quelli da spiaggia, lo coprii con un telino e lo misi al posto del passeggero. Smontai il pezzo sopra della carrozzella che ovviamente mi avevano prestato e la misi ul sedile dietro, fermata da un guanciale piegato a metà ad evitare che, in caso di frenata si rovesciassero carrozzina e bambino, a portarlo dal piano maternità alla macchina avrei provveduto portandolo avvolto in una coperta, in braccio. Arrivai all'ospedale con ampio anticipo e mi presentai in portineria col macchinone grigio di mio suocero e spiegai che avrei dovuto salire fino al pronto soccorso per rilevare moglie e figlio ed evidentemente questo look più signorile, non ebbi alcuna battutina relativa alla mia età. La macchina l'avevo riscaldata al massimo, devo dire pure soffrendo un  po' il caldo e la parcheggiai a fianco di una ambulanza lasciandola col motore acceso  quando fui ripreso da un conduttore , spiegai che volevo tenere l'auto calda più per il piccolo che per noi adulti e ricevetti il benestare. Nel frattempo si era scaldata anche la "culla" per Marco. Quando scendemmo , Gina si mise a ridere quando vide la ciambella, mi ringraziò ma mi disse che non era necessaria, la spinse dietro e si sedette tranquillamente, io prima mi occupai di mettere Marco in culla e poi salii, ponto per partire per casa, non so perché ma quelle due manovre mi avevano fatto sudare tantissimo. Il caldo in macchina, poi, lo abbassò Gina che anzi quasi mi rimproverò che non si respirava. Partii ed ogni frenata era un'ansia e con la destra andavo a "proteggere" Gina e col retrovisore, regolato appositamente, a controllare l posizione dll carrozzina. E poi, finalmente a casa, dei suoceri, ovviamente.

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