Marco era un bellissimo bambino ma, come tutti, quando arrivammo a casa, era decisamente da cambiare. Mio suocero si affacciò al bordo della carrozzina ed ordinò a sua figlia di cambiare il bambino, mia suocera fuggì urlando" Oddio, e adesso, cosa si fa ? " Gina era oggettivamente molto stanca e guardò me chiedendomi - con lo sguardo - un aiuto. Non mi tirai certo indietro e pensai che certamente Maro non era fatto di porcellana e che sarebbe stato sufficiente un briciolo di delicatezza per eseguire l'operazione e quindi mi atteggiai a colui che "sapeva", solo perché avevo osservato i movimenti delle infermiere in ospedale, erano molto disinvolte e non sembravano affatto preoccupate di "rompere" i bambini. Tolsi il vecchio pannolone e chiesi a Rosetta, la suocera, di farmi arrivare un po' di acqua calda o al rubinetto del bagno o a quello dl lavello che ritenevo meglio lavarlo piuttosto che pulirlo con le salviettine. Quando Marco fu spogliato, Rosetta ebbe un gesto di profondo disagio non tanto per lo sporco quanto per il cordone ombelicale del quale era rimasto un pezzetto di circa tre centimetri, cosa assolutamente naturale. Lavai Marco sotto acqua tiepida corrente, lo asciugai pe bene e  li misi un pannolino nuovo. Fine, mi guadagnai un sacco di "punti " Per me non fu una operazione particolarmente difficile ma colsi le congratulazioni di tutti i presenti, compreso mio suocero che rientrò e chiese di poterlo tenere in braccio per un attimo, ma non aveva tenuto in braccio nemmeno i suoi neonati r quindi apparve subito in difficoltà e quindi Rosetta lo invitò "caldamente" a passarlo a me o rimetterlo in carrozzina.

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