Avevamo ristrutturato una antica casa rurale e l'avevamo resa abitabile tanto che ci avevamo stabilito la residenza e ci era stata data l'abitabilità da parte del Comune. L'energia elettrica e l'acqua arrivavano già da prima che era abitata dal bovaro per cui la casa era nominata "boaria" me non era coperta da linea telefonica, gas, e nemmeno gli scarichi fognari. Decisamente la sera soprattutto, eravamo tagliati fuori dal mondo e non c'erano cellulari o internet che tenesse. Fino a che non venne in cercas di un posto dove aprire una attività di falegnameria un uomo giovane, più o meno nostro coetaneo il quale, dopo aver avviato la sua attività laddove c'era la stalla, chiese ed ottenne, come artigiano, il collegamento telefonico: a lui non potevano rifiutare la linea e, quando vennero li operai, fu proprio lui a chiedere he venissero portate du linee invece di una sola e, fortunatamente, gli operai accettarono facendola risultare una "modifica in corso d'opera" E così, da allora, fummo connessi al resto del mondo almeno con il telefono. Esternamente non facemmo alcun lavoro e ci concentrammo, anche e soprattutto economicamente, agli spzi interni. L'appartamento, però, era esposto proprio su tutti i lati al freddo, davanti, dietro, a destra, a sinistra e persino sopra dove c'era un granaio e quindi le spese di riscaldamento furono da subito un norme problema economico e non solo. Io, in "locale caldaia" mi passavo ore ed ore, a pulire spessissimo le "puntine" di accensione dove non si produceva più la scintilla d incendiare il combustibile, senza contare le volte che dalla cisterna veniva pescato del combustibile talmente impuro che intasava tutti i filtri di alimentazione della fiamma Insomma, ogni volt che la luce rossa del termostato ambiente si accendeva, per me poteva significare da un'ora in su di lavoro in locale caldaia che qualcuno, ironicamente, "la sua casa" La cosa durò per diversi anni, almeno fino a che non riuscimmo a fare il passaggio ad un impianto che avesse il normale gasolio come alimentazione, ma il passaggio, dovendo mantenere la caldaia, fu un lavoraccio. Mi ero messo in testa che, per risparmiare, si sarebbe potuto coltivare un orticello, che diventò in breve tempo un vero orto con pomodori, zucchine, carote, fagiolini, fagioli insomma, un po' di tutto, un anno coltivai persino le patate.

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