Agraria, scienze agrarie, questa fu l mia scelta,  mi iscrissi, convinto illusoriamente di poter lavorare  studiare contemporaneamente. Mi presi im programma decisamente troppo impegnativo: il primo anno sei esami, due di quali, mattoni; Anatomia e fisiologia degli animali domestici e Chimica organica, la chimica del carbonio. Io, però, appena finito il liceo, mi misi a lavorare come cameriere di ristorante e pizzeria, in un locale vicino a casa, in modo. pensavo, da perdere poco tempo nell'andare e tornare. Tentai poi la strada di lavorare come portiere di notte, nello stesso locale, che era anche albergo, confidano di poter studiare di notte ed andare in facoltà di giorno, dormire quando capitava. Finché restò caldo, fu anche facile finire il turno di notte e partire in vespa per Padova. Quando però arrivò l'autunno del 1974, le cose si complicarono: troppo freddo e comunque mi resi conto che andare in facoltà senza conoscere nessuno era anche molto poco producente. Poi, avevo la fidanzata che non volevo assolutamente trascurare. Troppe cose e quindi decisi di occuparmi, bene, solo del lavoro perché  quello che guadagnavo mi dava una autonomia che molti altri miei coetanei non avevano. Mi feci anche strada perché dopo poco tempo mi ritrovai praticamente a gestire l'intero locale che era di una coppia di ragazzi giovani e ricevuto in regalo per il loro matrimonio dal papà di lui. Fiammetta, però, beveva un po' troppi amari e quando era sera, spariva a casa mentre Giorgio, suo marito, amava molto farsi giocare a poker; perdeva sempre tanto che un giorno mi chiese del denaro dall'incasso della giornata, che ovviamente gli negai categoricamente. Appunto, curavo l'albergo nelle prenotazioni, gli arrivi e le partenze, poi davo una mano in banco quindi il sabato e la domenica aiutavo Giordano, cameriere in pizzeria. Qualche sera mi fermavo a dare ripetizioni a Giorgio, il pizzaiolo che voleva farsi il diploma di quinta elementare, diciamo che lavoravo a tempo pieno. Poi si il pizzaiolo che il cuoco, chiesero un aumento di stipendio che Giorgio non volle concedere ed entrambi lasciarono il locale. Iniziava la rovina che a me faceva rabbrividire: se una pizzeria comincia a produrre pizze cattive ( e Giorgio volle improvvisarsi pizzaiolo) e la cucina (guidata da Fiammetta) seve solo tortellini in brodo, il locale chiude nel giro di un mese e forse meno. Io, però, cominciavo d avere dei seri problemi a restare in quell' ambiente di lavoro. L mia vita ra da poco cambiata, m il vero grande cambiamento veniva adesso.

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