Io ero stato in classe mista sin dal primo giorno di scuola, alle elementari però, al liceo, le ragazze  mi sembravano più interessanti, facevano capannello tra di loro ed a gara a chi era più "emancipata" Va tenuto presente che sto parlando dell'anno 1969, pochi giorni dall'anno passato alla storia come rivoluzionario, movimenti politici, sociali, studenteschi e pure terroristici, erano quotidianamente in strada a dimostrare. Non c'era nessuna che mi interessasse in particolare: una era cicciona, l'altre "troppa", una sembrava una suora  e l'altra una maestra con gli occhiali. Finché un giorno, la professoressa di italiano non ci avvisò he era in arrivo una nuova compagna d Milano e ci raccomandò di accoglierla per bene ed aiutarla inserirsi nel gruppo di classe. Eccola, entrò in classe con un vestito fatto a maglia di lana bianca e con un cinturone in vita, capelli ricci ed un fascino da "zingara" Il colpo di fulmine più classico che può esistere, tempo che la professoressa dicesse il suo nome, ero già cotto di Rossella. Ovviamente tentai di fare in modo che fosse sistemata in banco con me, ma benché il posto fosse libero, la professoressa decise di posizionarla i prima fila, in modo da permetterle di recuperare eventuali lezioni perse. Durante l'intervallo, si formò un capannello attorno a Rossella che aveva "incuriosito" anche le ragazze mentre io me ne stavo in diparte, intimidito ( o forse meglio imbranato), ma quando riuscii a parlarle un attimo, sentii la mente andare in in uno stato confusionale pe4r cui, invece di una belle figura, ci feci una figuraccia per la quale mi pentii e non riuscii  a lungo a darmi una spiegazione logica. Credo, a posteriori, che sia astato il primo ma anche l'ultimo vero "colpo di fulmine ". Ovviamente il mio corteggiamento non era ancora iniziato, mica avrei potuto lasciare senza nemmeno provare. Nella prima foto di classe, io sono il secondo da sinistra, piccolo e nascosto dietro, Rossella non c'era e questo, per uin bel po' fu una croce, pe me che non avrei avuto nemmeno una sua foto pr pensarla. La classe era estremamente eterogenea d'altronde eravamo al liceo e quindi vi erano provenienze molto più diversificate. che alle medie o alle elementari. Ancora, dopo quasi 45 anni, riesco a ricordare nomi e cognomi di tutti. Ovviamente io strinsi legami più ravvicinati con alcuni compagni più ch con le compagne: con loro avevo anche qualche interesse da condividere mentre con le ragazze era tutto assolutamente nuovo, specie il modo in cui io le vedevo. C'erano delle "belle tipologie " rappresentate, dal seduttore "suo malgrado " al culturista goffo e sempre con il petto gonfio ed i muscoli tesi. C'era il "tipico campagnolo ", certo non in senso dispregiativo, ma arrossiva sempre, figuriamoci durante l interrogazioni he diventava un peperone, si lamentava di studiare non imparare e di non aver nessuno su cui contare, il ragazzo carico di complessi, tutti, li eveva tutti e poi, di domenica mattina, verso le 9, massimo 9,30 veniva a casa mia a svegliarmi con la frese " Vale, hai una sigaretta?" Sua madre non volva che fumasse e allora veniva da me, come se la mia fosse stata felice. E poi, il classico "figlio di papà ", la mancata suora, la cicciona, il rockettaro, il saputello, il futuro eremita indiano Cero eravamo anche in tanti, ma tutte le classi erano oltre i trenta alunni. Erano anche anni molto "caldi politicamente, socialmente e professionalmente, anni di rivoluzione sociale e noi ci dividemmo sostanzialmente in due gruppi: i reazionari ed i contestatori (più moderni).

Chiudi Form

Cosa ne pensi ??

INVIA UN TUO COMMENTO


Login Form

PRIMA