Non è un errore di b battitura, studio e concertazione, ci mettemmo studiare assieme e decidemmo su "quali professori puntare " e come reagire alle varie puntatine inevitabili. Definimmo, per esempio, la mia risposta al professore di filosofia che considerava che le donne avessero un intelletto limitato, "Pagnin, soffri  ? " mentre interrogava Gina e la metteva volutamente in difficoltà. Il prof. veniva spesso in palestra ad allenarsi ed onestamente era piccolo ma molto agile e forte. Lui amava molto li anelli ed io mi avvicinai a chiedergli se mi poteva dare lezione ginnica. Lui fu felice di potermi insegnare, mi fece riempire le mani di magnesio e mi mise le mani sui fianchi, da dietro, per farmi salire all'attrezzo. Nel salire, piegai le gambe all'indietro e lo colpii abbastanza deciso, ai genitali. Lui cadde a terra e io mollai gli anelli ed una volt sceso gli chiesi " Professore, soffre ? " Lui comprese benissimo e devo dire che da allora smise, almeno così parve  noi, di tormentare Gina. Io amavo moltissimo il disegno tecnico, riga, squadra, compasso,  e poi i rapidograph della Rotring, penne a china professionali  e chiesi al professore di disegno di spiegare, in classe la tecnica del disegno in prospettiva. per me fu una specie di illuminazione perché era esattamente il tipo di grafica che io amavo di più. Io, con alcuni compagni di classe, ma anche di scuola, mi trovavo abbastanza spesso la sera, verso le venti, per andare in palestra a giocare una partita di pallavolo. Eravamo autorizzati da Preside ed il custode ci apriva volentieri le porte ed anzi spsso veniva in palestra con noi ma solo come spettatore. Una sera ci trovammo solo io e Graziano ( che di cognome fa Vello) e facemmo una partita di pallennis, io Pagnatta e lui Di Vellonico...(Panatta e Di Domenico). il custode arbitro. Eravamo un gruppo ben coeso ed anche in classe prendemmo un atteggiamento univoco concordato anche dal punto di vista "politico ": pr noi la scuola era e doveva rimanere un posto dove si studia e non la sede di un movimento di protesta sociale, quello lo si andasse a fare in altra sede. Di conseguenza pretendevamo la presenza dei professori e la regolarità delle lezioni. Il professore di disegno, chiaramente di sinistra, pretendeva, un giorno, di tenere un comizio politico durante le sue due ore di lezione. Noi ci opponemmo pretendendo una regolare lezione mentre il resto delle classe preferiva discutere di  "rivoluzione proletaria " noi non si era nemmeno d'accordo ui principi di questa democrazia :  la rivoluzione proletaria è, nella letteratura marxista, una rivoluzione politica violenta e di classe con la quale la classe proletaria si prefigge di rovesciare il capitalismo e rompere, in primo luogo, le sue istituzioni. Risultato: uno due, tre e quattro, fuori dalla classe. Naturalmente contestammo la formula dittatoriale di questo ordine e minacciammo di rivolgerci al Preside. Il prof mi diede dllo scemo, e me lo ripetè, tu sei scemo, vuoi un bel dieci per il tuo disegno ? E io ti scrivo 10, scemo !!. Scemo o intelligente, il quelvoto me lo portai fino all'ammissione alla maturità, unico studente del liceo con una valutazione simile.

Chiudi Form

Cosa ne pensi ??

INVIA UN TUO COMMENTO


Login Form

PRIMA