Stagione finita, un gruzzoletto messo da parte (a  noi sembrava tantissimo) adesso era ora di rimettersi sotto con lo studio. In quinta, anno della maturità, il professore di disegno fu sostituito da una professoressa laureata in storia dell'arte, ovviamente non molto amante del disegno tecnico, ma io mi presentavo a lei con un dieci ... il migliore della classe, ma impreparato certamente su pittori e soprattutto senza una "mano artistica" io, cioè, senza righe, non sapevo affatto disegnare, non ero un ritrattista, un paesaggista o altro, ma nemmeno un natura morta.

Ci fu il tempo per  spiegare tutto. Io e Gina, la conquistammo, proprio in quanto coppia.

Espresse, in classe, il desiderio di andare a fare un giro a Venezia ( lei era di Trieste)  chiese a noi tutti se qualcuno avesse voluto accompagnarla. Gina e io prendemmo l  palla al balzo: avremmo fatto comunque una passeggiata a Venezia, cosa che ci aggradava di per se, ed in più ci saremmo "ruffianati" almeno la prof di disegno ( e una, intanto, che ci avrebbe sostenuto in commissione d'esame). Ovviamente visitando Venezia con una storica dell'arte, su tutto vi era un commento con riferimenti storici. Non ricordo esattamente come ma si andò a parlare di Antonio Canal, detto Caneletto e le sue vedute di Venezia, quasi fotografie, prospettive perfette e fedeltà assoluta. Ci spiego che il "furbo " utilizzava, almeno per la grafica, la "camera ottica, un apparecchio che si basa sullo specchiare la luce dall'esterno, in un ambiente quanto più possibile buio. Questa informazione, (o nozione) Erano anni molto particolari, io, ad esempio, presentai una mia ricerca, sulla qual poi si svolse una interrogazione, su Dylan Dog, il fumetto all'epoca considerato horror, per dimostrare come  tutte le storie erano "liberamente tratte " dai romanzi di Edgard Allan Poe, portandomi in cattedra anche le copie dei fumetti ( dei quali, tra l'altro, il professore di filosofia er un grande appassionato), fatalità  ED al professore di lettere, portai una tesina sull' "uso dell'accento nella lingua latina"  Tutto il mio lavoro di preparazione, in estratto, si può trovare ora su Wikipedia in pochi secondi:

  1. la vocale tematica dei verbi della 1a coniugazione è costituita da -ā- lunga; es. laud-āre;
  2. la vocale tematica dei verbi della 2a coniugazione è costituita da -ē- lunga; es. mon-ēre;
  3. la vocale tematica dei verbi della 3a coniugazione è costituita da -ĕ- breve; es. leg-ĕre;
  4. anche la vocale tematica dei verbi della 3a coniugazione in -io è costituita da -ĕ- breve; es.: da facio > fac-ĕre;
  5. la vocale tematica dei verbi della 4a coniugazione è costituita da -ī- lunga; es. aud-īre.

 Ma il professore si entusiasmò talmente che mi tolse sistematicamente la parola per continuare lui sul concetto. Alla fine, lui era sudato ed io me ne sono tornato al banco con uno splendido 9 in latino (fatalità). Durante il mio periodo di scoutismo, avevamo fatto un campo scout di quindici giorni in gemellaggio con un gruppo  di francesi di Montpellier: dormivamo nlla stessa tenda, si faceva colazione assieme e poi le uscite in gruppi mescolati. Una vera e propria full immersion tanto che mi trovavo la sera, a pensare in francese prima di addormentarmi. Così arrivai ad una interrogazione durante la quale io e la professoressa, dialogammo in francese correntemente. Lei mi chiese come avevo studiato tanto bene la sua lingua ed io mi limitai  riferire di un grande impegno, ed anche qui mi portai  casa un voto altissimo. Se non fosse bastato essermi interessato del Canaletto, decisi di cimentarmi in un disegno tecnico che si potesse agganciare facilmente alla storia dell'arte e, partendo da una planimetria, realizzai la prospettiva  tre punti di fuga dell'arena di Verona, in pratica, come se fosse vista dal piano stradale e poi a perdersi all'orizzonte tanto maestoso è il monumento. Ovviamente presentai il mio capolavoro introducendolo con la sua storia, dall'origine ai nostri tempi. Anche questo mi procurò iun splendida valutazione (fatalità) Una materia fondamentale dello scientifico, matematica e geometria, lo affrontai chiedendo una interrogazione e proponendo la dimostrazione del teorema di Pitagora secondo il quale, In ogni triangolo rettangolo l'area del quadrato costruito sull'ipotenusa è uguale alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti.

Oggi, in rete, si trovano anche le dimostrazioni "animate", ma allora non esisteva internet, le informazioni si dovevano trovare sui libri, e per questo io e Gina frequentavamo la biblioteca civica, ricavare, poi, un disegno grafico del concetto era realmente cosa di poco conto ma di molto effetto. specialmente se fatto a china e con penne tecniche. (anche l'occhio volle la sua parte) E con questo mi garantii una buona presentazione pure del professore di matematica

 

 

 

 

 

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