Possono sostenere gli esami di maturità gli alunni di scuola statale, pareggiata e legalmente riconosciuta, che abbiano frequentato l'ultimo anno di corso del liceo classico, del liceo scientifico, dell'istituto tecnico e dell'istituto magistrale e che siano stati dichiarati ammessi nel relativo scrutinio finale. Lo scrutinio finale di cui al precedente comma è inteso a valutare il grado di preparazione del candidato nelle singole materie di studio dell'ultima classe e consiste nella formulazione di un giudizio analitico sul profitto conseguito in ciascuna di dette materie. L'ammissione e' deliberata motivatamente dal consiglio di classe a maggioranza di due terzi. Si ipotizzava che ogni studente venisse "presentato " con una valutazione globale descrittiva, non proprio un semplice voto e che per questo, avere dei professori "amici " sarebbe stato decisamente e contestualmente favorevole. Noi vevamo deciso già da tempo di tentare di farci presentare alla commissione esterna nel migliore di modi.

La legge stabiliva che:

Commissioni giudicatrici

Le commissioni giudicatrici degli esami di Stato sono nominate dal Ministro per la pubblica istruzione e sono composte del presidente e di cinque membri, di cui uno appartenente alla stessa classe dell'istituto statale pareggiato o legalmente riconosciuto che ha curato la preparazione dei candidati. Il membro interno più anziano in ciascuna commissione sarà anche il membro effettivo per i privatisti.

Venne nominata, come membro interno della commissione, la professoressa di francese che a noi sembrò una scelta inappropriata considerato l'indirizzo scientifico della scuola. Ma non potemmo intervenire in nessun modo. Valutammo però, con gli altri compagni di clase che la professoressa di francese avrebbe potuto aiutare molto soprattutto i meno preparati a raggiungere almeno il 36 ( ad inizio anno chiesto come "politico " cioè uguale per tutti gli studenti in uscita dalle superiori)

Io, sinceramente puntavo a qualcosa di più di uno striminzito 36, anzi, avevamo una "scommessa" in corso con la professoressa di disegno: se avessi preso 60 mi avrebbe regalato tre dei suoi bellissimi acquarelli, meno di 60, uno solo.

Il giorno dell'esame ci fecero entrare in ordinata chiamata per cognome alfabetico e ad ognuno di noi venne assegnato un posto nel lungo corridoio che portava alla palestra, uno a destra ed uno a sinistra. Nessuna consegna di cellulari perché proprio non esistevano. Aprirono molto teatralmente la busta del Ministero contenente i titoli dei temi i italiano tra i quali avremmo potuto scegliere quale trattare. Vennero dettati con voce ferma e scandendo bene le parole dal Presidente della commissione che con l'occasione si presentò. Poi venne imposto il silenzio e dato il via alle sei ore disponibili per svolgere il tema. Cercai di applicare con la maggiore attenzione i suggerimenti di avviare in primis una analisi dei titoli e per ciascuno verificare una ipotesi di sviluppo e, solo dopo, procedere con la scelta dell'argomento da trattare. Esclusi la storia, esclusi un autore, scrittore o poeta, anche un tema troppo politicizzato ed affrontai il "mio argomento" Partecipazione, una parola sulla bocca di tutti. Ovviamente mi rifeci alla canzone di Giorgio Gaber, per l'appunto "partecipazione" che, probabilmente non era tra le più conosciute perché non se ne accorse nessuno.

Voglio essere libero, libero come un uomo
Vorrei essere libero come un uomo
Come un uomo appena nato
Che ha di fronte solamente la natura
Che cammina dentro un bosco
Con la gioia di inseguire un'avventura
Sempre libero e vitale
Fa l'amore come fosse un animale
Incosciente come un uomo
Compiaciuto della propria libertà
La libertà non è star sopra un albero
Non è neanche il volo di un moscone
La libertà non è uno spazio libero
Libertà è partecipazione
Vorrei essere libero come un uomo
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
E che trova questo spazio
Solamente nella sua democrazia
Che ha il diritto di votare
E che passa la sua vita a delegare
E nel farsi comandare
Ha trovato la sua nuova libertà
La libertà non è star sopra un albero
Non è…
Mi venne riferito dalla commissaria interna, che il mio svolgimento, al quale peraltro avevo dedicato tutte intere le sei ore disponibili, era stato veramente molto apprezzato in particolare dl professore esterno di lettere. Questo, mi disse, ti da una ottima presentazione alla parte orale, se "giocata bene" mi avrebbe potuto portare d una grande gratificazione.
 
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