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Un decennio di libertà, di trasgressione, di lotte politiche, ma anche di grande creatività in tutti i campi.

Anni che videro la nascita di innovazioni rivoluzionarie, proiettate verso un futuro che si preannunciava roseo. Sono gli anni “creativi”, le basi della svolta economico-sociale che si completerà soltanto nel decennio successivo. Gli anni di {modal content="modal-content-324" width="400" height="400"}Marcuse{/modal}
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Democratica non-libertà

La società tecnologica avanzata riduce tutto a sé, ogni dimensione "altra" è asservita al potere capitalistico e ai consumi, conquistata dal dominio "democratico" della civiltà industriale; una società che condiziona i veri bisogni umani, sostituendoli con altri artificiali. È in questo senso che Marcuse formula la condanna della tecnologia, che conterrebbe già insita nella sua natura un'ideologia di dominio.

Possibilità di cambiamento

Questa "democratica non-libertà" permea tutto di sé, niente le sfugge, neanche gli strati tradizionalmente anti-sistema come la classe operaia, che si è pienamente integrata nel sistema stesso. Ma esistono ancora dimensioni al di fuori di esso, "al di sotto della base popolare conservatrice"? Marcuse risponde affermativamente: vanno ricercate negli emarginati, nei reietti, nei perseguitati, nei disoccupati, in coloro cioè, che non sono ancora stati fagocitati dalla società repressiva.

{/modalcontent} e della contestazione giovanile nel mondo occidentale; di {modal image="images/FOTOROMANZO/WARROL.jpg" width="400" height="400"}Andy Warhol{/modal} (sua la frase: “Più che fare, conta comunicare”).

Anni della musica pop e rock e dei figli dei fiori.

Gli anni in cui i Beatles sciolgono il loro quartetto, iniziano i voli commerciali del Boeing 747, gli Stati Uniti pongono fine alla convertibilità tra dollaro e oro e la Cina e l’Olp vengono ammesse all’Onu.

In Medio Oriente esplode la guerra del Kippur e l’Opec alza il prezzo del petrolio, provocando una crisi energetica mondiale.

In Cile cade il governo Allende;

negli Usa si dimette il presidente Nixon.

Nello spazio orbitano le sonde Voyager 1 e Voyager 2, mentre Luna 16 raccoglie campioni rocciosi di suolo lunare.

Karol Wojtyla, primo non italiano dopo 455 anni, diventa Papa con il nome di Giovanni Paolo II.

Nel Regno Unito Margaret Thatcher è eletta Primo ministro; l’Europa vota il primo Parlamento europeo.


Gli Anni 70 sono il decennio della nascita dei moderni computer. Nel 1971 Intel costruisce il {modal image="images/FOTOROMANZO/Intel_4004.jpg" width="400" height="400"}4004{/modal}, il primo microprocessore della storia, progettato da Federico Faggin.

Sul versante industriale, invece, tecnologia e informatica ci mettono a disposizione il {modal image="images/FOTOROMANZO/Commodore-64-Computer-FL.jpg" width="480" height="480"}Commodore 64 {/modal}(1977) e producono in larga scala internazionale le prime calcolatrici elettroniche. Diventano popolari anche i primi videogiochi elettronici, come gli ormai Space Invaders, Asteroid e PacMan.

Su un fronte meno ludico, ma non necessariamente business, Philips e Sony inventano il compact disk; l’azienda giapponese lancia sul mercato il Walkman.

Gli anni Settanta sono anche gli anni del “telefono mobile”: Martin Cooper, direttore della sezione Ricerca e sviluppo della Motorola (Usa), inventa il telefono cellulare e nel 1973 effettua la prima telefonata.

{modal image="images/FOTOROMANZO/moda-moda-anni-70-pg.jpg" width="480" height="480"}Dimmi come ti vesti e {/modal}, ti dirò chi sei: gli anni Settanta sono caratterizzati dai colori e dalle stampe, fiori enormi e disegni geometrici.

I pantaloni negli Anni 70 erano a vita alta e a zampa d’elefante.

Ispirata dall’automobile Mini, la minigonna della stilista britannica Mary Quant nacque nel 1963 ma registrò il vero boom nel 1973 quando, oltre alla mini gonna vera e propria, si aggiunsero gli short, spesso di jeans.

Le calzature femminili erano stivali o scarpe con tacco “tamburato”, spesso i “clogs” calzati dalle femministe sotto le ampie gonne lunghe.

Anni della bandana tra i capelli e del cappellino “da baseball”.

Le borse degli Anni 70 erano per lo più borselli, borse unisex che indossavano sia uomini che donne perché la parità dei sessi era riflessa anche nella moda e nel modo di vestire.

Gli occhiali da sole e da vista Anni 70 erano occhiali grandi, con montature spesse.

Ha successo anche da noi il marchio Ray Ban e indossare i suoi occhiali a specchio come nei film Usa è un must.

Fenomeno sociale inedito, nascono nuovi (per il nostro Paese, per linguaggio e target) strumenti di comunicazione, destinati ad avere un impatto epocale sulla società: le televisioni e radio “libere”.

In Italia vigeva il monopolio televisivo.

Fu così che {modal content="modal-content-30" width="480" height="480"}Fininvest{/modal}
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Il 21 marzo 1975 Silvio Berlusconi - che già possiede le società edilizie Edilnord s.a.s. (nata nel 1962) e Italcantieri s.r.l. (fondata nel 1973) - costituisce a Roma una società a responsabilità limitata denominata "Fininvest".

L'11 novembre dello stesso anno la Fininvest diviene una società per azioni e trasferisce la propria sede a Milano, assumendo il controllo delle altre società milanesi di Berlusconi.

Successivamente, l'8 giugno 1978, a Roma, nasce un'altra s.r.l. denominata "Fininvest Roma" che ha tra i soci anche la Banca Nazionale del Lavoro e ha come amministratore unico Umberto Previti.

Nello stesso periodo Berlusconi acquisisce nel 1977 una quota della Società Europea di Edizioni, editrice del quotidiano milanese Il Giornale, diventando nel giro di due anni l'azionista di maggioranza, e l'emittente televisiva locale Telemilano nel 1978.

{/modalcontent} (oggi ribattezzata Mediaset), assorbendo le fallimentari iniziative di grandi editori come Arnoldo Mondadori, Rizzoli, Perrone, Caracciolo creò tre reti nazionali: Canale 5 (ex Telemilano 58), Italia 1 e Retequattro, che trasmettevano su tutto il territorio nazionale un palinsesto comune alle tv locali aderenti e con programmi che andavano in onda alla stessa ora, ma soprattutto in alternativa alle reti Rai. Analoga sorte quella delle radio.

Negli Anni 70 i giovani, complici le “radioline” giapponesi, ascoltavano Radio Montecarlo.

Poi fu la volta del fenomeno delle “Radio libere, ma libere veramente” (Finardi) dal monopolio Rai.

Anche da noi si affermano la musica e la moda punk.

Gli Anni 70 confermano la tendenza della globalizzazione dei mercati, duramente contestata nel precedente decennio (“il ‘68” e i suoi precedenti).

Politicamente, gli Anni 70 sono quelli del sequestro Moro, ucciso dalle “brigate rosse” e di Sandro Pertini, il “Presidente della repubblica più amato dagli {modal image="images/FOTOROMANZO/moda-anni-70-pantaloni-palazzo.jpg" width="480" height="480"}italiani{/modal}”.

Il segretario del Pci, Enrico Berlinguer lancia la teoria del compromesso storico fra comunisti e democristiani per rilanciare il Paese e fermare la crescente violenza.

Nel nostro Paese la maggiore età passa da 21 a 18 anni, un referendum popolare sull’aborto respinge la proposta di abrogazione della legge. Viene approvata la legge 19 maggio 1975, n. 151, che riforma la parte del codice civile relativa al diritto di famiglia: garantisce la tutela della donna e la parità fra i coniugi, prevede la comunione dei beni come regime patrimoniale legale della famiglia, attribuisce ad entrambi i genitori la patria potestà ed elimina ogni distinzione fra figli legittimi e illegittimi.

Sul fronte dell’attività produttiva, commerciale e dei servizi, il 20 maggio 1970 viene approvata la legge n. 300, vale a dire lo “ Statuto dei Lavoratori”.

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