io non avevo un grosso disagio nel restare in quelle camera di osservazione intensiva, si trattava di abituarsi a non far uscire il ditale del saturimetro, di non fare caso al bracciale del pressostato che si gonfiava periodicamente e di porre un po' di attenzione agli elettrodi.Il catetere lo avevo rifiutato in sala operatoria per cui al bagno ci andavo autonomamente visto che non avevo nemmeno flebo collegate. per mangiare mi sedevo a bordo letto e come tavolo usavo il comodino. Non potevo uscire da quelle stanza, andarmi a bere un caffé alla macchinetta, fare quattro passi se veniva qualcuno ma le infermiere sembravano entusiaste nel dirmi che a breve sarei stato trasferito in reparto. Io lo prendevo come una comunicazione che stavo meglio, e questo si mi interessava e molto. Nel pomeriggio vnneeo da me entramb le infermiere pr togliermi i vari aggeggi che avevo addosso,  resettarmi il letto e poi una  tirare ed una a spingere il letto fuori dalla stanza e poi nelle camera 64 del reparto.  li altre infermiere mi misurarono la pressione, una mi fece un elettrocardiogramma ed un'altra un prelievo del sangue. Mi percepivo come un pacco ritirato dal corriere con riserva della verifica del contenuto. A casa e mi moglie, sembravano tutti molto contenti di questo trasferimento. Io non mi facevo molte illusioni. Al lato pratico sarei stato più comodo a mangiare ed avrei potuto farmi portare il mio notebook A me interessava più di tutto sapere quando sarei stato dimesso. Cominciao, per contro, d essere seguito da un'altra equipe di medici benché io non avessi affatto cambiato reparto.

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