A casa ero controllato giorno e notte, se mi alzavo dalla poltrona per andare al bagno mi moglie mi seguiva, se mi spostavo nel letto,  accendeva la luce,per quanto io le dicessi o le chiedessi di ignorare la mia presenza, lei intensificava il controllo era pur vero che spesso cadevo  terra e i avwvano derro che si trattava di TIA cioè di Temporary Ictus Attak. Mia moglie risentiva fortemente delle responsabilità ed il giorno 3 febbraio, a seguito di una ulteriore caduta, non potei che darle ragione: avei dovuto rientrare in ospedale per cui pur se controvoglia, chiamammo nuovamente l'ambulanza che mi raccolse e mi porrò al pronto soccorso di Mirano. Dopo una visita sommaria, e soliti esami di routine, venni dimesso sena una indicazione se non quelle di "tenere sotto controllo la pressione" che voleva dire tutto o niente senza un indicazione dei range pericolosi. Da allora cominciò a salire la tensione in casa: Milli insisteva che avrei avuto necessità di una o un badante ed io insistevo a negare persino le cose evidenti. Milli, poi, manifestò in modo chiaro il suo disagio all'idea di dover sospendere tutte le sue attività che per lei erano molto importanti: Yoga, Ginnastica in acqua e corsi di balli si gruppo che per lei oltretutto rappresentano tuttora del "momenti di socializzazione". Ma non si sarebbe mai fidata di abbandonarmi a casa da solo. Tutte le limitazioni "rientrarono nelle normalità il 31 gennaio 2020, quando due turisti provenienti dalla Cina risultarono positivi al virus SARS-CoV-2 a Roma. Un focolaio di infezioni poi,  di COVID-19 venne successivamente rilevato il 21 febbraio 2020 a partire da 16 casi confermati in Lombardia, a Codogno. Da quwl momenro eravamo sigillati in casa entrambi, a prescindere dalla mia patologia. Ovviamente non fu la soluzione a turri nostri problemi, che poi erano solo i miei m almeno nessuno, per il momento, rinunciava  nulla per colpa mia" Io la sera me ne andavo a letto e mi addormentavo spesso  pensando che piuttosto di dover reintrare in ospedale col covid a magari finire intubato in terapia intensiva, avrei preferito avere una crisi cardiovascolare ed andarmene. Mi dispiaceva moltissimo l'idea di lasciare a Milli l'incombenza del mio corpo, ma confidavo su un aiuto che avrebbero potuto dare i miei fratelli. 

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