E' andato tutto bene, anche a voi ?

4 generazioni

Dalla più "grande", Costantina, alla più piccola, Anna

Sara, Arianna, Milli

le "mie" amate Donne

A Voi come è andata ?

A voi come è andata ?

CON I MIEI FRATELLI

Manca Chiara che non era ancora nata

A+ R A-

01-20

il Maestro mi fece cambiare la cannula da cuffiata a scuffiata, e mi autorizzò a farla cambiare con un'altra che mi posero sul comodino, ma io personalmente non avevo capito quale utilità ci fosse nel mettere l'una al posto dell'altra, ma lui parlava ed io facevo finta di comprendere tutto, tanto ero certo che chi doveva capire era qualcun'altro, non io che non contavo proprio nulla. Alla fine della visita mi rimandò in camera con la cannula completamente otturare con dei cerotti sostenendo che avrei dovuto respirare autonomamente. Ero terrorizzato, avrei dovuto fidarmi ? Ma la vita era la mia e morire soffocati, ne avevo provato l'emozione, non era tra le mie massime aspirazioni. Passarono verso sera, a medicarmi, a cambiarmi cioè tutta la sequenza infinita di cerotti che reggevano l'impalcatura del post intervento. In compenso cominciai a mangiare, ben s'intenda, budini, banane, succhi di frutta, yogurt, mica panini a formaggio ... Fortunatamente la febbre scese e mi trovarono apiretico per diversi giorni, ma, mi chiesi io, perché non mi mandano a casa ? Fu pazzesco, una attesa sfibrante, ore ed ore senza far nulla, stavo per arrivare ai miei 47 anni in uno stato pietoso. L'attesa avrebbe fatto impazzire anche un santo. Rivedo oggi la scheda infermieristica, e dal 23 febbraio al 4 marzo non mi fecero assolutamente nulla. Mi si illuminò la mente e compresi che ero li ad attendere che venisse nuovamente il Maestro, solo su suo ordine, unico a poterla autorizzare, sarei stato dimesso. Così aveva disposto e così era stato fatto. Il 4 marzo 2002 il Maestro arrivò. Che le cose andassero bene o che andassero male, volevo andarmene di li, sarei fuggito se solo avessi potuto, mi disse di deglutire un bicchiere d'acqua, davanti a lui, sempre con quel tono perentorio da capo' fascista quale deve essere stato.

Mi scrutava dall'alto in basso cercando in me qualcosa che non andasse, ma era tutto a posto, anche perché ero stato pulito e preparato per questo incontro direttamente dalle infermiere, avevano riordinato la camera, rifatto il letto con lenzuola pulite, persino cambiato la coperta, oltre al copriletto, ovviamente. Insomma, ero tirato a festa, ma per un pigiama party, ma se avessero potuto mi avrebbero messo in giacca e cravatta.Arrivava il Maestro ...

Mi rivolse la parola solo per chiedermi come stavo e che voleva sentire la mia voce, forte e chiara. Se fosse stato di mio, pur di uscire da quel manicomio  gli avrei cantato anche il Barbiere di Siviglia, ma riuscii appena a sussurrare che andava tutto bene e che mi sentivo in grado di andarmene. Ero con il fiato sospeso, mi sentivo sulla lama di un rasoio finché non disse che il giorno seguente avrei potuto andarmene a casa. Di fronte a lui ebbi la resistenza di non reagire emotivamente, ma dentro di me ero una pentola a pressione. Finalmente la frase fatidica uscì da quelle labbra "domani si può mandarlo a casa". Riuscii a dominare la mia domanda "perché non subito?". E mi accontentai del risultato ottenuto. Questa volta - avevo imparato - non era stato chiamato in causa lo psichiatra, non avevo avuto denunce assurde, mi avevano lasciato solamente abbandonato nel mio letto per una quindicina di giorni di ricovero per nulla, ma forse l'idea era quella di testare quanto ci avrei messo ad impazzire. La mattina seguente ero pronto alle 5, speravo di uscire più presto possibile nel timore che qualcuno o qualcosa gli facesse cambiare idea, ma avrei dovuto attendere una macchina da Mestre per poter rientrare. Mi dissero che non c'era nessuno disponibile per quel giorno salvo .... la mia ex moglie o meglio la moglie dalla quale ero ancora separato legalmente ma non divorziato, ma che avrei dovuto dare io la conferma che mi andava bene. A me andò benissimo, mi bastava scappare da quella gabbia di matti, anche se mi avevano avvisato che avrei dovuto ritornare per i controlli post operatori, ma si parlo "fra un mese" e poi ancora un'altro e poi un terzo, insomma, avevo delle lunghe pause. Lei, la mia ex compagna di 24 anni di vita, venne all'ospedale con una Ford Focus verde smeraldo nuova da concessionario, aveva anche un odore di nuovo insopportabile, secondo me. Fu un trauma non da poco perché mi chiedevo come e dove avesse potuto trovare la forza economica, dopo la separazione, di acquistare una macchina nuova e di quella bellezza. Lei che continuava a chiedermi di inviare il mio assegno di mantenimento per i figli anche se sapeva che stentavo ad arrivare a fine mese, lei che, evidentemente, aveva trovato una nuova energia vitale mentre io stavo sprofondando nel profondo della mia galleria buia.

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