E' andato tutto bene, anche a voi ?

4 generazioni

Dalla più "grande", Costantina, alla più piccola, Anna

Sara, Arianna, Milli

le "mie" amate Donne

A Voi come è andata ?

A voi come è andata ?

CON I MIEI FRATELLI

Manca Chiara che non era ancora nata

A+ R A-

01-21 RIENTRO CASA

Mi sentii in diritto di non parlare per tutto il viaggio anche se lei mi chiese come stavo, come era andata, come me la passavo, a parte il tumore.... A parte il cancro, tutto bene ... Anche se mi rendevo perfettamente conto che tutto bene aveva già finito di andare col solo sopravvento della malattia. Ma non ci furono approfondimenti di sorta, non chiesi e non ricevetti domande.

Un viaggio molto imbarazzante, ma era il mio viaggio di rientro a casa. Quando arrivammo le chiesi - per correttezza - se desiderasse salire, ma nella speranza che mi dicesse di no e così fu, per cui se ne andò praticamente subito. La ringraziai, come si conviene, e salii le scale. In quel momento salire le scale con la borsa o scalare una montagna mi appariva la stessa fatica. Per fortuna, da solito testa dura, mi ero fatto lasciare le chiavi di casa e così potei entrare. Era tardi, la mattinata era passata in un turbine di emozioni e di pensieri e la sorpresa più grande fu che nell'appartamento sopra il mio avevano cominciato dei lavori di ristrutturazione. La famiglie che c'era prima aveva lasciato l'appartamento ed io ringraziavo il Cielo perché era un turbamento frequente sentire che il padre picchiava la piccola Jennifer molto, troppo spesso, fino al punto che più di una notte fui incerto se chiamare la polizia per abuso su miniore; poi la mattina magari incontravo Jennifer con un occhio tumefatto, o un livido sul collo e, mannaggia, sempre contro radiatori, angoli della cucina, bordi del letto andava a sbattere quella ragazzina pur di proteggere il padre. Nonostante il mio malessere profondo pensai a quanto insensibile fossi stato ad avere questi pensieri, adesso non avrei neanche potuto chiamare più il 118, io me la cavavo ma lei, la piccola, continuava la sua brutta esperienza altrove, non sarebbe stato certamente il cambio di casa che le avrebbe fatto cambiare padre. Preso da questo ed altri mille pensieri, mi stesi a letto ad aspettare che arrivasse Milli, come mi aveva promesso, ed il rumore dei martelli, scalpelli, piastrelle che si frantumavano, gente che urlava diventò una vera ossessione, quasi da farmi invidiare il silenzio dell0ospedale, possibile ? Quando arrivò Milli le chiesi con enfasi se avessi potuto trasferirmi a casa sua a riposare perché li era impossibile, poi la notte - a lavori fermi - avrei anche potuto rientrare a casa mia. Ovviamente mi disse di si e così mi rivestii e ripartimmo. L'arrivo a casa sua fu un grande, enorme sollievo perché mi sentii protetto, assistito amorevolmente e potei distendermi a letto senza troppi problemi. Portavo ancora la cannula tracheostomica, con l'ordine di tenerla chiusa e di riservarla esclusivamente ad una improbabile evento pericoloso di mancanza di respirazione: così come fui conciato, avrei dovuto essere fuori da ogni pericolo di soffocamento, ma non è che la cosa mi mettesse tranquillo perché questo mi era già stato detto dopo il primo ricovero.

Prossimi appuntamenti per il 18 Marzo alle 11,00 per una fibrolaringoscopia e l' 8 Aprile alle 9,00 per una visita di controllo. Si parlò di una laringoplastica per via tirotomica mediana. La lettera di dimissioni, però parlava fin troppo chiaro: avrei dovuto continuare con il Prazene, indicato per stati di ansia, tensione, agitazione, irritabilità, labilità di umore, disturbi psico-neurotici, disturbi organici funzionali e turbe psiconeurotiche. Sapevo perfetttamente che la benzodiazepina è indicata soltanto quando la situazione della persona, a livello emotivo è grave, disabilitante o sottopone il soggetto a grave disagio.

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