01-01 Disfagia di cosa i tratta ?

DISFAGIA

Definizione:

La disfagia è il termine medico per definire la difficoltà di passaggio dei cibi e delle bevande dalla bocca fino allo stomaco. Il fenomeno della disfagia è più frequente negli anziani, ma le cause che possono provocare difficoltà di deglutizione sono molteplici e possono insorgere in persone di tutte le età.

I disturbi della deglutizione si stima riguardino circa l’8% della popolazione mondiale e la percentuale sale all’11-16% negli anziani.

Esistono principalmente due tipologie di disfagia:

 

Le cause principali della disfagia

La disfagia è spesso provocata da un disturbo, una sindrome o una malattia che colpisce i nervi e i muscoli di lingua, bocca o gola che portano a difficoltà di coordinazione e/o controllo della deglutizione.

Le principali cause della disfagia si possono raggruppare:

COSA MANGIARE SE SI S' DISFAGICI

Alcune malattie infiammatorie o precedenti interventi chirurgici o radioterapici possono causare un restringimento (stenosi) dell’esofago, con conseguente impossibilità al passaggio del cibo.
Tale condizione impedisce, pertanto, l’alimentazione e va prontamente risolta. Per cercare di risolvere il problema senza dover ricorrere alla chirurgia si può dilatare con un endoscopio il segmento di esofago ristretto. Qui di seguito troverà informazioni relative alla tecnica con cui si dilata l’esofago ed ai possibili rischi ad essa connessi.
Che cosa è una dilatazione e come si effettua?
La dilatazione dell’esofago può essere effettuata in due modi:
1) si introduce, nel tratto di esofago ristretto, un palloncino che viene
gonfiato a pressione e volume determinati, con conseguente dilatazione dell’organo;
2) si introducono, all’interno della zona ristretta, sonde di calibro crescente (i dilatatori) che esercitano una progressiva dilatazione dell’organo. La scelta dell’una o dell’altra tecnica dipende da caratteristiche e sede della stenosi. Entrambe le metodiche vengono effettuate nel corso della gastroscopia, esame che consente di visualizzare esofago, stomaco e duodeno e di valutare presenza e lunghezza di un eventuale tratto ristretto.
Come sarò preparato per l’esame?
Per effettuare la dilatazione è necessario che lei sia digiuno da almeno 12 ore. Saranno, inoltre, effettuate alcune indagini che ci forniranno informazioni sul suo stato di salute (analisi del sangue, elettrocardiogramma). Durante l’esame le verranno somministrati
dei farmaci che, pur non addormentandola, l’aiuteranno a tollerare l’esame agevolmente. Tipo di farmaci ed intensità della sedazione vigile
verranno decisi al momento dell’esame in base alle sue caratteristiche cliniche. La durata dell’esame è molto variabile e comunque non prevedibile: generalmente dura dai 10 ai 30 minuti. Durante l’esame percepirà dolore e gonfiore provocati dall’avanzamento del gastroscopio nell’organo e dalla dilatazione della stenosi. Al termine dell’esame potrà rimanere per un poco stordito per i farmaci che le sono stati somministrati e potrà accusare per alcune ore una lieve dolenzia al torace ed all’addome.
Quali sono i rischi della dilatazione? La dilatazione dell’esofago è una procedura sostanzialmente sicura ma, analogamente a tutti

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