01 - ictus

Vado un attimo al bagnoUn frase banale, alla quale nessuno i ha fatto caso, logicamente, la diciamo, tutti almeno dieci volte al giorno.

I andai, me ne stavo tranquillo davanti al water, rigorosamente in piedi, quando la gamba sinistra cedette totalmente, come fosse stata improvvisamente disossata, mq anche privata della muscolatura- Come se non ci fosse, o fosse sparita improvvisamente. Ovviamente la sola gamba destra non mi resse in piedi e così finii a a sbattere contro al mobiletto del bagno, sradicando così anche il porta carta igienica e distruggendo l’anta che lo reggeva. Cosa poteva mai essere successo, mi chiesi mentre cercavo inutilmente di riprendere la mia posizione eretta, così mi sostenevo al termo arredo con tanta forza da  scardinarlo  dal  suo supporto a terra. In un nulla  mia moglie e su figlia erano in bagno mentre io ero ancora intento a cercare parte dritta del mondo; cosa era alto e osa basso, destra e sinistra.  ed io insistenvo, convinto, di aspettare   che solo con un po’ di “di buona volontà”, mi sarei rialzato. Non ci fu verso, lentamente, ed aiutato riuscii a mettermi a pancia sotto così da collaborare a strisciar fino a una sedia che, faticosamente e sempre sostenuto, riuscii  raggiungere e sedermici sopra. Mia moglie, ovviamente. cominciò ad ipotizzare di chiamare il pronto soccorso cosa sulla quale, assurdamente, posi il mio veto e proponendo di aspettare che sarebbe passato. Conoscevo l’emozione che si prova quando arrivano gli infermieri con l’ambulanza e le loro attrezzature.  E dalla chiamata all’arrivo mi sembrò un attimo. L’arrivo dei soccorsi fu gradito da mia moglie, ma non da me e divenne, a breve, motivo di varie discussioni. I sue infermieri ci misero veramente poco a capire cosa mi era successo e uno andò immediatamente a recuperare la barella per portarmi in ospedale: si trattava di un ictus cerebrale pe il quale serviva un ricovero immediato. Durante un ictus, a una parte del cervello viene improvvisamente a mancare l’afflusso di sangue e quindi di ossigeno. Bastano pochi minuti perché i neuroni muoiano. Il tempo è cervello: prima si comincia il trattamento, minori saranno i danni.

Un ictus provoca la perdita di determinate funzioni cerebrali. Queste variano a dipendenza della parte del cervello colpita dalla carenza di ossigeno. In base ai disturbi, è infatti possibile individuare abbastanza precisamente in che punto è avvenuto l’ictus. Spesso i problemi si manifestano in un lato del corpo: se l’ictus ha avuto luogo nella metà sinistra del cervello, gli effetti si fanno sentire nella metà destra del corpo e viceversa. Questo accade perché i percorsi neurali si incrociano a livello della schiena. Problemi a parlare o a capire, difficoltà nel trovare le parole:
se la persona tenta di ripetere una frase semplice, la pronuncia è indistinta, biascicata o difficilmente comprensibile. Figuriamoci per uno come me, tracheostomizzato, portatore di protesi fonatoria attivabile solo chiudendo il tracheostoma con un dito  ed incapace di parlare, quasi, anche in condizioni assolutamente nomali: pere parlare in compagnia normalmente impiegavo un microfono ed un amplificatore per far sentire agli altri la mia  voce esofagea, molto impegnativa per tutti. Per me che parlavo e per chi mi stava ad ascoltare. Senza microfono e senza poter attivare con la mano sinistra la mia protesi fonatoria, ogni mio tentativo di comunicare era per me uno sforzo immenso e per gli altri ascoltare un rumore fastidioso ed incomprensibile. Era il 26 Dicembre del 1999, credo che ricorderò questa data più di quella del mio compleanno. Già oggi, palando on mia moglie sudi alune difficoltà, usiamo dire ”ma era così anche prima del 26 <Dicembre “ sottintendendo il 1999.

 Nessuna terapia è in grado di ripristinare parti del cervello morte. È invece possibile salvare il tessuto cerebrale danneggiato ma ancora vivo. Dopo i primi soccorsi, il paziente deve essere tenuto in osservazione per alcuni giorni.

La riabilitazione precoce può cominciare poco dopo.

Un’esercitazione intensiva consente di tentare di ricreare nuove connessioni neuronali e sperare di  riapprendere le capacità e le facoltà perse. uesro l’ho letto dopo, però

Questo l’ho letto dopo, però.

Il conducente dell’ambulanza accese tutto, lampeggiatori, sirene e partì cero la stroke unit Quando si parla di stroke unit ci si riferisce a ospedali che possiedono al loro interno dei posti letto dedicati alla degenza e alla riabilitazione delle persone colpite da ictus. Ciò che però realmente contraddistingue un reparto del genere è l’equipe che si occupa della parte interventistica. Una stroke unit ha a disposizione medici, interventisti e neuroradiologi 24 ore su 24.

Come scrivevo nell'articolo precedente . in ospedale era tutto tollerato ma la vera sorpresa ce l'hai quando rientri a casa. Ero stato dimesso "protetto" ed era stato affidato a Milli il controllo e la supervisione sena dire nulla  a me. Così, onde evitare che io potessi pensare di muovermi in macchina, mi veva tolto le chiavi. Dal portafogli erano sparite patente, carte di credito e contanti. Nemmeno più il cartellino sanitario era rimasto al suo posto perché la loro gestione, sia in somministrazione he in approvvigionamento lo aveva preso in gestione lei.

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