E' andato tutto bene, anche a voi ?

4 generazioni

Dalla più "grande", Costantina, alla più piccola, Anna

Sara, Arianna, Milli

le "mie" amate Donne

A Voi come è andata ?

A voi come è andata ?

CON I MIEI FRATELLI

Manca Chiara che non era ancora nata

A+ R A-

01-13BADANTE ?

Così definirono che Marco, mio figlio, si sarebbe trasferito da me per la notte e che poi durante il giorno si sarebbero avvicendati per dare continuità di assistenza, controllare le assunzioni e farmi anche compagnia. Io avevo una macchina, una Fiat Marea color prugna metallizzato ma mi era stato assolutamente vietato di utilizzarla e mi avevano anche sequestrato le chiavi per cui restava stabile in garage. Col senno del poi devo dire che veramente non ero in condizioni di guidare.  Iniziò così un periodo di vita vegetativa: Marco aveva la sua attività e spesso si dedicava al suo lavoro di informatico durante la permanenza, io di mio avevo solamente la televisione e poca forza, poca volontà, poche emozioni. Ciondolavo per casa e l'abulia mi stava ossessionando tranne che i tranquillanti mi ovattavano i pensieri e riuscii così a sopravvivere per un periodo. Ancora abbondantemente medicato alla gola, stentavo a rasarmi, a fare toilette; temevo la doccia come micidiale per il rischio di inspirare acqua, mi vedevo letteralmente allo sbando. Inoltre non avevo tagliato i capelli prima del ricovero ed erano trascorsi almeno due mesi dall'ultimo taglio per cui anche questa componente di disordine mi irritava. Una mattina decisi di sfuggire al controllo di Marco per andare a tagliarmi i capelli così mentre lui dormiva ancora, gli lasciai un bigliettino sul tavolo della cucina che suonava più o meno così " ti ho fregato la macchina per andarmi a tagliare i capelli al centro commerciale, a dopo". Non so se lui lo lesse con una virgola di troppo per cui risultasse "ti ho fregato" fatto sta che io andai, devo dire in condizioni pietose che solo Carlotta, la mia amica parrucchiera avrebbe potuto tollerare, e mi feci fare questo impellente taglio di capelli, ma mentre tornavo alla macchina, vidi Marco arrivare di corsa, trafelato, preoccupato, ansioso, di corsa: aveva percorso circa quattro chilometri a piedi per raggiungermi ed io, con la flemma dettata dai miei tranquillanti non compresi la sua profonda irritazione e forse anche molto di più che irritazione per cui addirittura gli proposi di guidare io anche al rientro. Io vivevo in un mondo mio per cui ignorai completamente la sua irritazione: io ero riuscito nel mio intento, per me era una affermazione - riuscita - di libertà, di autogestione, di autodeterminazione. A distanza di anni penso di avere realmente fatto una sciocchezza perché Marco aggredendomi verbalmente in modo violento mi disse che ero sotto la sua responsabilità e che se mi fosse successo qualcosa si sarebbe sentito in colpa e colpevolizzabile da parte di tutti per una distrazione che non avrebbe dovuto permettersi. La cosa non finì, ovviamente, tra me e Marco, ma venne riportata anche agli altri Angeli custodi che restrinsero ancor più, da allora, i controlli ed i relativi permessi. Io la vissi molto male perché ritenni di essere in "punizione" per un evento assolutamente innocente.. pensavo che in fondo mi ero pagato io il taglio e non comprendevo tanta agitazione. Fatto sta che la mia clausura divenne ancora più rigida. E a proposito di rigidità, c'è da segnalare che l'inverno 2001 ed in particolare tra fine dicembre e tutta la durata di gennaio 2002, le temperature medie erano nettamente al di sotto delle medie: in poche parole faceva un freddo eccezionale mai registrato negli ultimi vent'anni.

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