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Dall'analfabetismo  diffuso all'alfabetizzazione aggiornata

Nel paese in cui sono nato e cresciuto, Sant'Erasmo di Venezia, gli analfabeti o semianalfabeti erano la maggior parte degli adulti.

Anch'io dai nove ai quindici anni sono riuscito quasi a dimenticare le poche cose che avevo imparato frequentando le prime quattro classi della scuola elementare:

Ero quasi incapace di leggere, di fare i conti, di parlare in lingua italiana, perché non avevo più contatti col mondo delle conoscenze, né di libri, di giornali, né di altro. . .

La maggior parte degli adulti sapevano solo mettere una firma ma non a scrivere.

Anche quando giungevano lettere o cartoline dai giovani soldati di leva, erano tutte misere di contenuto e ripetitivo: "Io sto bene e così spero di te", "Tanti saluti a tutti". . .

Ricordo la povertà di linguaggio abituale. Se qualcuno di noi giovani usava parole inusuali, veniva giudicato uno che voleva "darsi arie", essere più intelligente degli altri. . .

L'uso assai povero di parole mi impediva di dire qualcosa di importante come gli stati d'animo di gioia, di dubbio, di paura di tristezza. Mi mancava del tutto un linguaggio confidenziale, mi vergognavo di parlare di molte cose che mi stavano nel cuore.

Da adolescente diverse parole usate dal prete giungevano in paese e suscitavano in me una grande voglia di chiarire, di chiedere spiegazione, di approfondire, di intrattenermi, di raccontare, di dialogare.

 Cosi succedeva per diversi dei miei coetanei che stavano scoprendo che fuori di Sant' Erasmo c'era chi parlava in modo diverso dal nostro !

Il lessico familiare a volte era di una incredibile povertà

Un po’ alla volta senza accorgermi anche nel mio paese arrivò la voce radiofonica, alcuni giornali, una bibliotechina parrocchiale, una mini-sala per proiezioni cinematografiche: tutti sentimmo nuove voci, nuovi linguaggi, nuovi vocabolari. . .

La storia dei libri da leggere per me è stata singolare: in pochi mesi ho letto tutti i libri della minibiblioteca ed ho imparato a leggere correntemente e correttamente.

In tre anni ho letto moltissimo per prepararmi all'esame di abilitazione magistrale e ogni volta che passavo davanti ad una libreria ci lasciavo. . . il cuore.

L'impegno a laurearmi e a prepararmi per i concorsi scolastici mi aprì la mente a nuovi linguaggi, a nuovi “Modi di leggere”, e sono finito per diventare un lettore accanito di testi che rispondessero ai miei interessi di vario tipo.

Oggi mi trovo qualche volta un po’ a disagio nello scegliere tra i tanti libri che vorrei comprarmi quelli che realmente riuscirò a leggere.

Poco tempo fa ho visto tra i materiali eliminati in seguito ad un'alluvione molti libri gettati nei cassonetti senza che fossero stati mai o quasi mai letti e utilizzati: erano solo un "materiale qualsiasi"! Sono diventato un poco triste!

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