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In seguito.....fu solo autostima.......

 Chi pensa che la malattia possa servire da pretesto per poter scatenare il peggio di se oppure di poter essere perennemente giustificato, commette un errore imperdonabile.

Ok

Il tempo in cui il malato o chi per esso era da ritenersi il soggetto debole per antonomasia è terminato da un pezzo.....basta per cortesia!

In nome della malattia si sono compiute le perfidie più inenarrabili, precedute da scorrettezze intollerabili.

I diritti e i doveri del malato sono gli stessi della persona cosiddetta sana, pertanto egli è tenuto ad assumere un atteggiamento il più conforme possibile alle regole sociali.

 E' finita l'epoca del malato piagnucolone ed esente totale, trincerato dietro la malattia, nel culto della sofferenza e dell'isterismo, a cui dire sempre si come con i bambini viziati.

 Ora il malato combatte con tutti gli altri sul fronte della vita, senza arretrare di un metro, con gli stessi privilegi e restrizioni, ricevendo e dando a sua volta botte da orbi...... incurante e non più incurabile.

L'ultimo ventennio ci ha regalato Il malato dei certificati medici, il malato tollerato a cui donare una fugace compassione un malato socialmente inutile.....un peso morto, un appendice da tagliare, un'erbaccia da estirpare, un vuoto a perdere, lamentoso, supplichevole, sfuggente agli sguardi, più che malato un malaticcio a cui regalare l'elemosina di uno sguardo, di una parola, di un contatto breve.....l'appestato da confinare in un luogo recintato solo per malati, se......terminali è meglio.....e tutto quello che la più fervida immaginazione oserebbe pensare.

 Questa è stata una delle più grandi lezioni di coscienza morale, civile e sociale in negativo che l'essere umano abbia lasciato in dote all'altro essere umano con l'impegno, più che l'obbligo, di sovvertire le credenze, i pregiudizi e i comportamenti in cui tutti ci abbiamo infilato le mani......malato compreso.

 Potrei sembrare esagerato, me lo sono chiesto a lungo, ma non lo sono....ogni passo verso l'uscita è il pezzo di un'autostima riconquistata......la guarigione passa obbligatoriamente da questa strada, bisogna percorrerla ribaltando quei concetti anche se potranno sembrare insormontabili.

E’ di "arroganza autorizzata" che si parla, che lascia al malato il permesso di non maturare attraverso l' "opportunità"... sembrerà strano... più grande che la Vita possa offrire.

Un'esperienza estrema come la "malattia grave" deve elevare le coscienze di tutti coloro che si trovano a viverla, anche indirettamente... visto che è "eventualità", cosa reale e non di fantasia... che non accade sempre e solo agli Altri.

Con tale consapevolezza innanzitutto si sfata il "mito" e ci si porta ad atteggiamenti e modi di fare consoni all'essere "Uomini", in qualunque condizione... senso di responsabilità... diritti e doveri. E' quindi un "processo di crescita" interiore, e ne guadagnano soprattutto Autostima e Dignità.

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