Scrivere può salvare la vita

 

Scrivere fa bene all’anima, rilassa la mente, aiuta la memoria.

Mette ordine nei pensieri e deterge. Rende puliti, sul serio.

Una sessione di scrittura di mezz’ora è sufficiente per lasciarsi alle spalle una giornata indigesta e i suoi protagonisti.

Per la salute psicofisica la scrittura è l’equivalente delle pulizie di primavera, o di quando fai sparire tonnellate di fogli, carte e cianfrusaglie dalla scrivania o dalla postazione di lavoro.

Queste piccole consapevolezze mi accompagnano da tanto tempo.

Da quando ho imparato ad associare lo scrivere di getto pensieri, emozioni, situazioni quotidiane ai momenti in cui – come ho realizzato da adulto – avevo evidentemente bisogno di staccare un attimo, prendere le distanze da ciò che mi circondava, azzerare e ripartire. Leggero e pulito come un sospiro di sollievo.

Ma allora si scrive per stare bene? Non lo so dire: la scrittura è una forma di arteterapia, ma essenzialmente credo che la questione vada affrontata da un altro punto di vista, parlando di scrittura consapevole. Non è propriamente corretto dire che scrivere ci fa guarire o stare meglio con noi stessi e gli altri. Piuttosto, scrivere di getto emozioni o pensieri o tenere un diario è semplicemente un buon modo per prendersi del tempo, stare con noi stessi, chiudere il mondo a chiave, tenerlo là fuori per qualche ora e, soprattutto, disattivare per un po’ il pilota automatico del pensiero, quel ritornello interiore ci ricorda sempre chi dovremmo essere, chi ci hanno imposto di essere, come dovrebbero andare le cose, i particolari del domani ci spaventano e quelli del passato che rimpiangiamo. In sintesi, non è la scrittura di per sé a farci bene: siamo noi che la utilizziamo in modo consapevole e spegniamo la mente per un po’. Quando la mente si tranquillizza, o il desiderio di cose irrealizzabili si acquieta, tutto è perfetto. Non può esserci disallineamento, infelicità, incomprensione. Rabbia. Le parole rappresentano il principale veicolo di trasmissione dell’identità personale. Questo assunto è valido nonostante siti Web e social media, come accaduto negli ultimi anni, abbiano spinto molto sulla componente visual della comunicazione. La Rete è sempre più un ecosistema vivo e pulsante che le persone utilizzano per informarsi, intrattenersi, decidere e comprare. Le parole sono ancora uno strumento fondamentale per crescere. 

Scrivere di sé è uno dei regali più belli che ognuno di noi possa fare a se stesso. Per questo motivo ho pensato a questo percorso di riscoperta del proprio vissuto e delle bellezze nascoste che spesso non riusciamo più a vedere, nascoste come sono dall’azione della mente e dalle pieghe del quotidiano.

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