Intervento perfettamente riuscito, dice il chirurgo, quindi, per lui la questione è chiusa mentre per me ricomincia perché sento ancora tanto male, al collo, certo, ma anche l cuore ed all'anima. Conciato così non riesco nemmeno a piangere che mi fa male anche pensare. Il chirurgo mi guarda e mi sorride, io provo a rispondere ma non esce suono dalla mia bocca, nemmeno un lamento forse inizio a capire o forse sono ancora troppo imbambolato per capire davvero che la mia vita era cambiata. Fu il giorno seguente che compresi meglio, quando arrivò in ospedale quello che il primario considerava il suo Maestro e davanti a lui mi chiese di "dire qualcosa", io restavo li a guardarli, compiaciuti, di cosa non capivo perché ero completamente fasciato. Tentai un paio i volte di far uscire un monosillabo dalle labbra ma non riuscivo a capire come avrei dovuto reimpostar l gola, la lingua, i denti, per proferire parola. "Perché resti li e non parli ? " Quasi di pancia e rabbia, riuscii ad emettere un suono e lui " senta Maestro, che voce" Ma quale voce, io da scemo pensai che non avrei più, mai più potuto usare il mio meraviglioso e nuovo Shure e che certamente non avrei più potuto cantare nel mio gruppo "Cosa vuoi che sia il canto rispetto alla morte da tumore", ovviamente la logica dice così, nulla. ma la frase 15 giorni e poi tutto come prima, mica l'avevo pronunciata io... , e se per me il canto fosse un motivo di vita ? Non importa, stavolta invece di "alzati e cammina" ti diranno alzati e fischietta ( che poi non riesci più nemmeno  fare questo !)

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