l governo raccoglie oltre 800 progetti di app contro il coronavirusIl governo raccoglie oltre 800 progetti di app contro il coronavirus
Sono 504 le idee per la telemedicina e 319 quelle per fare monitoraggio e contact tracing giunte al ministero dell'Innovazione
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Sono 823 i progetti di app per la telemedicina e il tracciamento dei contagi da coronavirus approdati al ministero dell’Innovazione. Oltre cinquecento quelli per l’assistenza sanitaria a distanza, circa 300 quelli per il monitoraggio attivo. Alle 13 si è chiuso l’appello, durato appena tre giorni, per raccogliere tecnologie da utilizzare nella gestione dell’emergenza Covid-19. E il risultato è una valanga di proposte sulla scrivania del ministro Paola Pisano. Ora si passa alla lente di ingrandimento e alla forbici. Bisogna sfoltire la massa di prototipi e scegliere una soluzione da applicare su scala nazionale. E farlo in tempi stretti.

Sono due i settori in cui il governo vuole applicare tecnologie innovative nel contrato alla diffusione di Sars-Cov-2. La prima è quella della teleassistenza per i pazienti ricoverati a casa, affetti da Covid-19 o da altre patologie. Quindi app per fare un controllo delle proprie condizioni di salute, anche in autonomia, o chatbot.

Il secondo campo è quello più delicato del monitoraggio e del tracciamento dei contagi da coronavirus, sulla scia di quello che è stato fatto in Paesi come la Corea del Sud, Singapore, Taiwan, ma che è ormai anche allo studio in Europa, dalla Spagna alla Gran Bretagna, tanto che lo European data protection board (Edpb), l’organismo che vigila sulla tutela delle informazioni nel vecchio continente, lo ha ribadito di recente: il regolamento generale europeo per la protezione dei dati (Gdpr) ammette un allentamento delle briglie in casi di gravi emergenze sanitarie, com’è la pandemia da coronavirus, per esempio omettendo la classica informativa sull’uso, ma con una serie di caveat.

È l’aspetto più delicato, perché il contact tracing (la mappatura dei contatti di una persona malata) è sì ritenuto un aspetto indispensabile dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per combattere la pandemia (secondo la regola delle tre T: trace, test, treat) ma è anche quello che invade il delicato recinto della privacy. Il ministero cerca “strumenti di analisi di big data, tecnologie hardware e software utili per la gestione dell’emergenza sanitaria”. Per controllare i contatti, avvertire i potenziali contagiati e monitorare l’epidemia sul territorio.

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